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Bocenago: ancora incontri con l’orso




27.06.2009, di G. Ciaghi (letto 3582 volte)

“Avevo appena imboccato la strada per Bocenago dalla statale, lì dopo il Gal; avrò percorso circa cento metri con la mia Panda quando una massa scura, scesa da monte mi attraversa la via; freno di colpo e cerco di evitarla ma non posso fare a meno di finirle addosso. Era un orso, cui ero andato a sbattere contro nel sedere, probabilmente senza fargli nulla. Infatti è proseguito verso valle accanto a casa Cunaccia. Alla macchina solo pochi danni, la targa storta. Era giovedì sera qualche minuto dopo le dieci”. Ivan Salvadori, un giovanotto di Pinzolo cui è accaduto l’incontro ravvicinato col plantigrado commenta: “Per fortuna ero in auto, ma se fossi stato in bicicletta o a piedi…non so. Qui vicino passa la ciclabile e noi ragazzi la percorriamo spesso numerosi la sera dopo cena fino a tardi. Cosa potrebbe succedere se ci imbattessimo nell’orso con la bici, o a piedi?!” E’ da quindici giorni che dopo il tramonto un orso si sposta da Bocenago a Caderzone a Giustino a Massimeno entrando nei centri abitati. Ha fatto fuori un paio di capre poco sopra l’albergo Rio; è stato visto fermo verso le otto e un quarto nell’aiola spartitraffico al termine della nuova galleria che da Strembo porta a Caderzone; è stato rincorso in auto nel centro di Caderzone fin sopra palazzo Bertelli prima di dirigersi nel bosco, e la sera di lunedì è stato addirittura inseguito in auto nel paese di Giustino da Mattia Maffei, vigile urbano di Pinzolo poco dopo lo spoglio delle schede nel seggio elettorale. Tutto è bene quello che finisce bene, ma… ”Ma la gente ne ha piene le scatole del pé plan” sottolinea Guido Binelli, contadino di Pinzolo. Pé plan (piedipiatti) è il nome con cui in dialetto rendenese viene chiamato l’orso. “Invece di sprofondare tanti soldi in quell’iniziativa quelli della Provincia o del Parco farebbero meglio a eliminare quelle bestie o a riportarle in Slovenia e a spendere quel denaro per far venir quassù nei nostri boschi tanti pastori lombardi con le loro pecore a tener pulita la montagna”. La sua è un’opinione condivisa da parecchi allevatori di bestiame. Rimane però il fatto che la presenza dell’orso così vicino alle abitazioni e nei dintorni degli abitati sta creando una diffusa preoccupazione sia nella gente del posto sia negli ospiti, che non si fidano più ad uscire la sera a fare delle passeggiate e che di giorno si spingono nei boschi lungo i sentieri non senza timore, per non parlare di paura.
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