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Contro le Cimici, zanzariere e aspirapolvere




28.10.2009, di ISMAA (letto 3427 volte)

Le indicazioni dei tecnici di San Michele all'Adige per ostacolare l’ingresso delle cimici nelle case
CONTRO LE CIMICI “ARMARSI” DI ZANZARIERE E ASPIRAPOLVERE

Non pungono e non trasmettono malattie, tutt’al più emettono un odore acre se vengono disturbate. Da alcune settimane le cimici hanno preso di mira case ed appartamenti in quasi tutto il Trentino. I tecnici sperimentatori dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige sconsigliano però l’uso di insetticidi all’interno delle abitazioni o lungo i muri esterni per la scarsa efficacia contro questo tipo di insetti.
Gli insetti in questione sono due: il “cimicione americano delle conifere” (Leptoglossus occidentalis) e la cimice dell’olmo (Arocatus melanocephalus), due specie che, anche a causa delle mutate condizioni climatiche, hanno aumentato notevolmente la loro presenza e diffusione sul territorio.
“Entrambe le cimici, durante l’inverno, non si alimentano né si riproducono, sopravvivendo in uno stato di dormienza –spiegano Cristina Salvadori e Federico Pedrazzoli dell’unità fitoiatria presso il Centro Trasferimento Tecnologico di San Michele. I proprietari di abitazioni situate nei pressi di pinete o alberature di olmo possono attuare misure preventive per ostacolare l’ingresso di questi insetti nelle case attraverso un miglior isolamento degli infissi ed eventualmente la schermatura delle aperture con zanzariere”. Gli adulti introdottisi nelle case potranno venire facilmente raccolti ed eliminati mediante l’uso di aspirapolvere, cercando di non manipolarli o disturbarli troppo per evitare l’emissione di sostanze odorose. In futuro inoltre potrebbe rivelarsi utile l’individuazione di repellenti specifici per queste due specie da utilizzare nei mesi critici.
Per saperne di più …
L. occidentalis, noto anche come cimicione americano delle conifere, è una specie invasiva, proveniente dal Nord America e segnalata in Trentino per la prima volta nel 2002. I giovani e gli adulti si alimentano a carico degli strobili dei pini e di altre conifere, causando tuttavia danni solo nel caso di boschi di conifere da seme o nelle coltivazioni di pinoli o pistacchi. In autunno gli adulti abbandonano le piante ospiti e svernano all’interno di ricoveri caldi e asciutti.
A. melanocephalus, detto anche cimice dell’olmo, è una specie segnalata sul territorio italiano già nella seconda metà dell’Ottocento. Questo eterottero compie il suo ciclo biologico su varie specie del genere Ulmus (più raramente su altri generi) e al termine dello sviluppo gli adulti cercano riparo in rifugi naturali o nelle abitazioni, dove trascorrono l’estate e l’inverno. Poiché l’alimentazione di giovani ed adulti avviene solo a spese delle samare dell’olmo, non sono noti danni diretti alle piante.

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