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Mavignola: Un sacerdote. E basta




07.12.2009, di P. Fisogni (letto 2965 volte)

Un sacerdote. E basta
Vita “inattuale” di un prete di monte
di Primavera Fisogni

Premessa
Padre Ermete Rauzi ha scritto, con la sua vita, oltre sessant’anni di storia della Val Rendena, in Trentino, come guida spirituale e parroco di S. Antonio di Mavignola, borgo alle porte di Madonna di Campiglio. Fino a 97 anni ha celebrato la messa, amministrato i sacramenti e dispensato consigli. Alla sua morte,
avvenuta il 21 maggio 2009, in molti hanno avuto la sensazione di aver perso una persona di famiglia, e non solo i residenti. Questo piccolo libro vuol essere un ricordo, in cui la voce narrante con timbro più forte è quella dello stesso padre Ermete. Nel luglio 2008 lo intervistai con l’intenzione di scriverne un articolo o un libro, ma la delicatezza di alcuni temi affrontati dal sacerdote, relativi alla propria biografia, mi hanno indotto a prendere tempo, per ulteriori approfondimenti. Avrei voluto ridiscutere alcuni passaggi con lo stesso sacerdote, che li aveva solo enunciati e forse si era accorto, alla fine della conversazione, di essersi aperto come mai aveva fatto prima. La scomparsa del padre non mi ha permesso questo supplemento di indagine: ho quindi cercato di essere fedele alle parole del sacerdote, inserendo talune mie considerazioni, laddove si rendeva necessario, con l’obiettivo di costruire quanto meno, un contesto a quelle dichiarazioni.
Nell’estate 2009 mi sono recata a Mavignola per incontrare Stella Vidi, per oltre 40 anni sacrestana di padre Ermete. Con lei ho verificato alcuni passaggi, integrando altri ricordi. La sua voce, spesso consegnata alle note, si somma a quella di numerose persone del borgo trentino che hanno aggiunto aneddoti o precisazioni, e che qui ringrazio per lo slancio generoso con cui hanno collaborato.

Più di altre vocazioni, su cui soffia forte il vento della crisi, quella del prete si presenta come un percorso difficile da comprendere, ai nostri tempi. Risulta fruttuoso il confronto con esperienze singolari, nel senso di testimonianze incarnate in una vita, come quella di padre Ermete Rauzi (1912-2009), per oltre 60 anni guida spirituale di Sant’Antonio di Mavignola, in Trentino. Nella sua ultima intervista, un anno prima della morte, il sacerdote si racconta con sincerità a una giornalista-filosofa, affrontando il tema della sofferenza dell’anima e il ruolo degli affetti come costituenti della vita personale, riflettendo in parallelo anche sulle trasformazioni della società di montagna (nel disegno di copertina, le Dolomiti di Lelia Plebani).

Primavera Fisogni, è nata a Rovato (Bs) nel 1963 ma vive a Como. Filosofa teoretica, è socia della Society for Phenomenology and Human Sciences (Usa), si è perfezionata in logica e metafisica alla Sorbona ed è stata Visiting Scholar al Center for Business Ethics a Boston. Ha firmato la voce«Terrorismo, aspetti antropologici e filosofici», nell’Enciclopedia filosofica Bompiani (2006). Tra i suoi saggi: «Il dolore e la sofferenza», Maremmi, 2002; «Terroristi. La persona nell’agire eversivo» (Premio di saggistica Il Paese delle donne, 2005), Armando, 2004; «Incontro al dialogo. La sfida dell’intesa nei tempi della crisi», Franco Angeli, 2006 (riconoscimento speciale al Premio Firenze di saggistica, 2006); «L’inaridimento della persona nell’agire eversivo», Edizioni della Pontificia Università della S. Croce di Roma, 2009. Giornalista professionista, premiata a Milano come Cronista dell’anno nel 2002, è caposervizio della sezione Cultura del quotidiano «La Provincia» di Como e curatrice del mensile «Mag». Contatto: vera.fisogni@tiscali.it

Il libro - Un sacerdote. E basta
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