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Le ricadute economiche e turistiche del ritiro Juventus in Val Rendena




12.03.2010, di G. Ciaghi (letto 2680 volte)

“Mi sarei aspettata un atteggiamento diverso in sala, più condivisione, maggior entusiasmo negli operatori, specie alla vigilia di stipulare il nuovo contratto, che devo firmare io. Sono rimasta delusa…” E’ il commento/sfogo di Jalla Detassis, presidente dell’Apt a fine conferenza. Insieme al sindaco William Bonomi aveva promosso l’incontro pubblico per presentare i risultati economici e le ricadute turistiche  del ritiro Juventus in vista delle prospettive future, cioè sull’opportunità o meno di rinnovare per altri tre anni il contratto con i bianconeri, conclusosi con la scadenza dei cinque anni. La riunione, tenutasi mercoledì sera nel palazzo della Protezione civile presente una quarantina di persone fra pubblico, organizzatori, relatori e addetti ai servizi, per qualche minuto era degenerata in uno scontro tra la categoria degli albergatori (Luca Bonapace e Atanasio Kapalas, quest’ultimo ha lasciato addirittura l’aula sbattendo la porta) e quella dei commercianti (Antonio Caola) sulla spartizione delle quote da versare per sostenere l’iniziativa. I primi, dopo l’illustrazione dei dati effettuata da Gianfranco Betta, direttore dell’Osservatorio del Turismo, avevano rimproverato i secondi, per bocca del loro presidente, di pagare poco in relazione ai benefici ottenuti ed auspicato un loro maggiore coinvolgimento. Pronta la replica del responsabile dei commercianti: “Noi siamo disposti a pagare soltanto su progetti definiti prima e concordati, altrimenti non ci staremo”. La ricaduta economica del ritiro 2009 (9 – 21 luglio) è stata quantificata in 4, 3 milioni di euro, il 50% a beneficio dei commercianti, il 22% degli albergatori, il resto dell’indotto e degli altri operatori della “Grande Pinzolo”. Con questo termine era stata definita da Betta l’area formata da Pinzolo, Carisolo, Giustino e Massimeno. Il relatore ha analizzato la tipologia dei tifosi Juve, informato sul numero delle loro presenze, dei posti letto, delle loro abitudini ed indicato gli aspetti migliorabili in loco, auspicando una maggior informazione sul ritiro presso gli alberghi, una gestione più funzionale dei parcheggi, la presenza in paese degli atleti, quasi isolati allo stadio Pineta. A Maurizio Rossini, direttore marketing di Trentino spa, è toccato render conto degli aspetti promopubblicitari che hanno accompagnato il ritiro bianconero: sulla stampa, negli stadi, sulle Tv, attraverso Internet. I suoi messaggi hanno toccato cifre enormi di lettori, teleutenti e sportivi. Gigi Olivieri, presidente del locale Juventus Club, ha aperto il dibattito complimentandosi con gli organizzatori. Quindi ha dichiarato che il ritiro Juventus è un affare imperdibile per le ricadute in danaro immediate, per far conoscere la località e per le possibilità di sviluppare progetti interessanti col coinvolgimento dei 2000 Juventus Club anche durante la stagione invernale. Dopo di lui l’infelice teatrino tra Bonapace, Caola e Kapalas. Quindi una domanda che ha freddato un po’ la sala, venuta da un censita lontano dagli “affari”: “Fin qui ho sentito parlare di entrate, di ricadute economiche, ma non si è detta una parola sui costi. A me piacerebbe conoscerli.” Delio Picciani, il direttore Apt: “E’ chiaro che non posso dirle le cifre, per segreto professionale, ma le garantisco che i costi per la squadra e per i servizi sono in linea con i ricavi”. Non è che il richiedente, un impiegato di banca in pensione, sia rimasto molto soddisfatto della risposta. Che è stata in parte completata dal sindaco. Bonomi ha riferito di quanto speso dal comune sin qui ed assicurato l’impegno dell’ente pubblico  per il futuro. Ha invitato quindi l’Apt a contattare gli operatori economici per organizzare con loro la raccolta delle quote necessarie. Con un monito: “Se non vi metterete d’accordo, salterà il contratto per i prossimi anni e vi garantisco che ci sono un sacco di località in Trentino disposte ad accogliere la Juventus in ritiro”. Altri interventi. Di Matteo Ciaghi sull’opportunità di un’azione più incisiva sul web, di una persona che ha ricordato ai presenti come fosse finita la 24 ore di fondo di Pinzolo, spesso rimpianta: “Mi sembra di assistere alla beghe e alle invidie tra operatori che avevano affossato quella manifestazione, non vorrei capitasse altrettanto con la Juventus”.  In conclusione si è ribadito che il ritiro della Juventus è un’opportunità da non perdere assolutamente, e su questo hanno concordato tutti, e si sono indicati alcuni aspetti del soggiorno da prendere in mano, razionalizzare e migliorare.

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