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Lettera sulla delibera di Carisolo sul Crocifisso




17.03.2010, di A. Giacomini (letto 2570 volte)

Spett. Marco Salvaterrra,

dopo la netta presa di posizione del sign G. Ciaghi,  nella news pubblicata il 12 dicembre (articolo di G. Ciaghi >>>), sulla sentenza della corte europea in merito al crocifisso, denigrando suddetta corte e vigorosamente offendendo i non credenti ,mi permetta di dissentire.

Abito a Giustino, dunque, Giudicariese doc, sono il responsabile per le relazioni con la stampa del UAAR Trentino e nel direttivo dei Laici Trentini per i diritti civili.

Nella missiva del vostro collaboratore il sign. Ciaghi, prende una posizione meramente ideologica con elucubrazioni patriottiche: “ …....ma lei è atea, agnostica probabilmente la tolleranza non fa parte della sua forma mentis.....”

Causa meccanismi procedurali a sostenere il ricorso alla corte Europea è una signora Finlandese, ovviamente di nazionalita Italiana, ma il reale promotore è il marito, veneto di origine controllata.

Fonte non di parte, la CEI e l' ISTAT confermano che i non credenti in Italia sono il 12% della popolazione, molti nostri conterranei Giudicariesi sono iscritti e simpatizzanti dell' UAAR (l' unione degli Atei e Agnostici Razionalisti ), inoltre alcuni Giudicariesi pur non iscritti all' UAAR si sono sbattezzati, sorprende, ad esempio, che lo scorso anno in un ritaglio di giornata dedicato allo sbattezzo in una sola piazza un centinaio di Trentino con tale strumento hanno scelto di uscire dalla chiesa cattolica.

Noi non credenti abbiamo le stesse tradizioni Italiane e Trentine che qualcuno,utilizzando il crocifisso come arma anziche come strumento di pace e amore, dice di voler difendere offendendo.

Caro Ciaghi gli atei sono tolleranti, rispettosi e moralmente responsabili delle proprie azioni, perchè ogni nostra azione ricade su se stessi, noi non abbiamo l'opzione di delegare ad un'entità divina le nostre eventuali malefatte.

Invito tutti a leggere bene la sentenza della corte Europea, visto che i giudici di Strasburgo hanno scritto: “...il simbolo religioso del crocifisso ha una pluralità di significati tra cui il senso religioso è predominante....” e, dunque, che “... la presenza dei crocifissi nelle aule va oltre l'uso di simboli in specifici contesti storici.”

Ricordo inoltre che la corte di Strasburgo si avvale della dichiarazione Europea dei diritti dell'uomo ,formulata da cattolici come il Trentino De Gasperi e Adenauer, sottoscritta da tutti gli Stati, ma guarda caso, non dallo Stato della città del Vaticano.

Ovviamente la nostra costituzione non prevede una religione di stato, ecco perchè un simbolo come il crocifisso, nei luoghi pubblici,costituirebbe un privilegio alla chiesa cattolica.

Lo stato che fa ufficialmente propria una religione è uno stato teocratico, come lo sono alcuni paesi Islamici, una democrazia si fonda sul principio della laicità, nessuna religione perr quanto numerosa può appropriarsi della spazio pubblico, il quale deve rimanere neutro.

Si obietta che i crocifissi sono un simbolo di pace e che stanno alla base della nostra cultura, la storia parla chiaro, come possiamo dimenticare i crimini commessi nell'evangelizzare, le crociate, i regimi fascisti, tale simbolo ha giustificato stermini di massa, altro che simbolo di pace.

Per quanto riguarda la nostra cultura, l' unità d'Italia è frutto del risorgimento ovvero di guerre contro lo stato pontificio, significativa è la data del 20 settembre 1870 giorno della breccia di porta pia, sottolineo, tra loro che varcarono c'erano pure sette trentini (mai commemorati).

Sotto questo simbolo si combattono ancora oggi battaglie ideologiche tutt'altro che condivise:

opposizione al riconoscimento dei diritti civile degli omosessuali, l'opposizione ala diffusione del preservativo per contrastare l'AIDS che in Africa è un genocidio.

Come possibile conciliare la presenza di tale simbolo ad esempio nei tribunali è inconcepibile in quanto abbinata al motto la legge è uguale per tutti , come può essere serenamente giudicato un cittadino come il sottoscritto? gli spazi pubblici devono rimanere neutri.

Ultima mia personale considerazione,da ragazzino il crocifisso mi ha sempre turbato lo trovavo e lo trovo tuttora macabro,se quel uomo assurto a messia per i cattolici, fosse stato giustiziato nel periodo rivoluzionario francese o nel attuale stato americano USA, i suoi adepti porterebbero al collo e ostenterebbero come simbolo, un uomo senza testa o lo stesso, su una sedia elettrica.

Direttivo Laici Trentini per i diritti civili
Responsabile addetto stampa UAAR TRENTINO
Giacomini Alessandro - Giustino TN

Nota della Redazione
"Ciaghi mi informa che proprio nei giorni scorsi la Corte di Strasburgo ha accolto il ricorso presentato dall'Italia sulla questione del Crocefisso dando ragione a chi lo intende esporre nei luoghi pubblici. Smentendo così il deliberato precedente. Forse Giacomini non ne è al corrente. Ciaghi nel suo pezzo si era limitato a riferire quanto era stato deciso nel consiglio comunale di Carisolo, richiamando le argomentazioni fatte in quella seduta. Aggiunge inoltre che circa l'affermazione che i non credenti abbiano le stesse tradizioni degli altri trentini e che queste siano tradizioni trentine, ritiene che Giacomini voglia forzare, distorcere la storia. Secondo lui farebbe bene a documentarsi meglio sulla storia, sugli usi e sui costumi dei trentini fino ai nostri giorni. Se di recente si sono formate opinioni diverse nel campo, non significa che queste facciano parte di una tradizione, rappresentano una novità, di sicuro una minoranza poco incisiva. Rispettabile, ma sempre una novità. Che potrà diventare tradizione dopo un buon lasso di tempo, se avrà seguaci e proseliti. Ciaghi mi fa sapere inoltre di essere laico, impegnato comunque a conoscere sempre meglio le religioni praticate dalle persone riconoscendo a Cesare quello che è di Cesare, a Dio quello che Gli spetta e ai non credenti il diritto alla loro condizione. Ribadisce comunque di non aver avuto intenzione di offendere nessuno, tanto meno i non credenti. Che rispetta pensando allo stato di crisi o di criticità o di problematicità in cui si trovano a vivere. Come fa - si è chiesto - un non credente a sentirsi offeso da un Crocefisso, se per lui non conta niente?! Rimane comunque a disposizione per qualsiasi chiarimento".

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