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Il 900 a Mavignola, Spazio Contemporaneo e il Sindaco Bonomi




07.04.2010, di Marco Martello (letto 2990 volte)

Ho letto con un certo interesse gli interventi di Roberto Failoni e di Daniele Maffei sulla questione “Mavignola”. Daniele sottolinea la mancanza di strutture, la mancanza di ascolto e l’atteggiamento remissivo dei censiti di fronte ai problemi e alle tematiche del territorio.

Č interessante vedere che di volta in volta la discussione parte per iniziativa di qualcuno, in questo caso Daniele, che lamenta la mancanza di qualcosa (strutture, responsabilità delle amministrazioni, ecc.) nel proprio paese. Quando dico “nel proprio paese” intendo dire che la discussione nasce e muore lì, o al massimo si alimenta per mero interesse politico (il candidato sindaco). Si dimentica che comunque negli anni si sono succeduti Assessori “di Mavignola” e sarebbe interessante leggere un intervento loro piuttosto che le promesse di un candidato Sindaco.

Da sempre manca una vera capacità nelle persone (intendendo gli amministratori e i censiti) di farsi un’idea d’insieme e di analizzare i problemi cercando e proponendo soluzioni concrete. Posso dirlo perché a Pinzolo ci sono nato e cresciuto.

“Il ‘900 a Mavignola non finirà mai…”. Ma il ‘900 non finirà mai nemmeno per Pinzolo, per Campiglio e per tutta la Val Rendena. Cambiare e migliorare non vuol dire creare nuove strutture (una sede dedicata alla Pro Loco di Mavignola) o risolvere problemi di parcheggio ma confrontarsi per rendersi conto che il Comune conta poco più di 3.000 abitanti e che è lavorare insieme su idee concrete il modo per “non accontentarsi”. Non accontentarsi non vuol dire avere un nuovo ufficio per la Pro Loco di Mavignola, o un nuovo ufficio per la Pro Loco di Pinzolo (già avere uno spazio a disposizione mi sembra un privilegio) ma significa avere l’ambizione di una Pro Loco unica che promuova il Territorio da Campiglio a Pinzolo. Questo significa non accontentarsi.

Il gruppo della Pro Loco di Pinzolo conta oltre 250 membri. Quasi tutti gli interventi presenti sono di Maurizio Caola (Vicepresidente della Pro Loco di Pinzolo). Riguardo la discussione sul nome del futuro Centro Polifunzionale questo è il suo intervento:

io ho votato il secondo...Pala Pinzolo Dolomiti... il primo è già intitolato alle ex scuole elementari, mentre il terzo, lasciatemelo dire,è orrendo e non vuol dire niente nella nostra zona”.
Chiamato in causa ho risposto a questo commento senza avere risposta e senza vedere l’interesse di nessuno. Questo è segno di un disinteresse totale, di mancanza di visione critica e di iniziativa.

Č quasi passato un anno da quando ho presentato al Sindaco Bonomi un progetto per il Polifunzionale che è significato per me e per altri tre professionisti entusiasmo e quattro mesi di lavoro. Il disinteresse del Sindaco mi aveva lasciato incredibilmente stupito. Perché non prestare alcun tipo di attenzione ad un progetto di Start Up biennale per una struttura esistente (esistente, non da realizzare…) che avrà comunque dei costi fissi annui per il Comune che si aggireranno sui 300.000 euro anche qualora dovesse rimanere inattiva? Perché non prendere minimamente in considerazione un progetto complesso che tiene conto del Territorio soprattutto quando dall’altra parte non si ha una valida alternativa?

Č passato un anno e non sono venuto a conoscenza di nessun tipo di piano di gestione e di contenuto per il futuro Centro Polifunzionale. L’unico segno è stata la proposta di un nome alternativo. Proposta slegata da qualsiasi tipo di progettualità e di visione sulle attività da realizzare.

Quando si parla di uscire dal ‘900 significa entrare nella Contemporaneità e vivere lo spirito del proprio tempo. Proporre un nome come PalaPinzolo Dolomiti è segno di una sola cosa: la totale mancanza di idee sui contenuti da proporre (cosa verrà organizzato all’interno del Polifunzionale? che tipo di pubblico avrà? che ripercussioni potrebbe avere sul turismo? e sul territorio? e via dicendo) e la totale mancanza di idee sulla strada da percorrere. Soluzione conseguente? Riproporre l’unico elemento certo, il luogo in cui ci troviamo: Pinzolo, tra le Dolomiti. Dicendo questo non si è aggiunto nulla.

Le Dolomiti (anche dette Monti pallidi) sono un insieme di gruppi montuosi delle Alpi Orientali italiane, comprese tra le provincie di Belluno (sul cui territorio insistono gran parte delle Dolomiti), Bolzano, Trento, Vicenza, Verona, Udine e Pordenone.

Considerata questa definizione ne consegue che il termine Dolomiti sarebbe quasi più appropriato per un paese del Bellunese.
Allora mi domando perché non chiamarlo PalaPinzolo Parco Naturale Adamello Brenta. Anzi no… PalaPinzolo Val Rendena, visto che il ritiro Juventus viene promosso a Pinzolo Val Rendena. No, forse sarebbe meglio PalaPinzolo Trentino, e dato che siamo internazionali… PalaPinzolo Trentino Italia. Forse la soluzione migliore è mettere assieme tutto e non scontentare nessuno:
PalaPinzolo Val Rendena Parco Naturale Adamello Brenta Dolomiti Trentino Italia.

Perché invece non comunicare che quello che si vuole fare è promuovere il nostro territorio unico in un modo del tutto nuovo, contemporaneo, attrattivo, sperimentando un linguaggio che è quello Contemporaneo? Perché non chiamare questo luogo Spazio Contemporaneo Pinzolo?

Questo non vuol dire che gli affreschi, le mucche e i boschi debbano essere messi da parte. Vuol dire piuttosto che oggi è necessario parlare delle mucche, degli affreschi, dei boschi e delle montagne in un modo nuovo. Vuol dire che un pannello informativo e una rappresentazione che, per quanto curata, si ripete negli anni identica a se stessa non sono gli unici modi per valorizzare un affresco del 1500. Č necessaria una presa di coscienza, è necessario non accontentarsi, come dice Daniele, è necessario confrontarsi e uscire dalle logiche di sangue e di campanile che muovono i voti e affossano i cervelli.

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