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L'odissea di una turista di Roma




25.08.2010, di Turista anonima (letto 3081 volte)

Siamo ormai agli sgoccioli della stagione estiva e, visto che gli albergatori hanno un po’ più di tempo libero, sottopongo alla loro attenzione la lettera che mi ha inviato una turista di Roma, che si è recata a Pinzolo ai primi di agosto per trascorrervi una settimana di vacanza.

Spett. Redazione di Campane di Pinzolo,
sono una signora, residente a Roma, che ama molto Pinzolo e la Val Rendena. Vi scrivo per raccontarvi la mia piccola “avventura”.
Per motivi di famiglia, da alcuni anni non passo le mie vacanze estive tra le bellissime montagne del Trentino. Quest’anno, su insistenza di mia madre (più di 80 anni ben portati), ho deciso di prenotare una settimana in un bell’hotel di Pinzolo. Non amando guidare per lunghi viaggi, e ricordandomi dell’esistenza di un comodo collegamento in treno, mi sono recata in agenzia per l’acquisto dei biglietti. Subito una sorpresa: l’unico treno diretto da Roma (Freccia Argento partenza da Roma ore 16.25) arriva a Trento alle 20.37: a quell’ora però non ci sono più autobus per Pinzolo.
Allora siamo state costrette a prenotare il Freccia Argento delle 8.05 fino a Verona, e un locale da Verona a Trento (arrivo previsto a Trento ore 12.49). Fino a Verona il viaggio è stato piacevole, con posti prenotati ed aria condizionata. Ma a Verona è iniziato il calvario: già non è piacevole fare un cambio con le valigie e una signora ottantenne, ma farlo in compagnia di una folla stracarica di bagagli, con bambini e persone anziane, al caldo, vi assicuro che non è un’esperienza piacevole! La salita sul treno è stata poi un’impresa e il viaggio Verona-Trento, non essendo possibile effettuare la prenotazione sui treni locali, angosciante, stipati come sardine nei corridoi dei vagoni.
Per fortuna è durato solo un’ora (un’eternità per mia madre). All’arrivo a Trento, con qualche minuto di ritardo per la gran ressa, abbiamo visto sfilare l’autobus delle 12.55. Peccato, perché quello dopo partiva alle 14.40. Purtroppo alla stazione delle autocorriere di Trento, per accedere ai servizi igienici è necessario avere la carta magnetica (noi avevamo solo il biglietto) !!!
Finalmente saliamo in autobus e, dopo quasi due ore, raggiungiamo la sospirata metà.
La vacanza è stata molto piacevole, sia per l’albergo che per le belle camminate alla Pineta che ho fatto con mia madre. Vi risparmio il viaggio di ritorno…
A malincuore, penso che in Trentino non potrò più venirci, almeno con i mezzi pubblici!
E pensare che, 5 anni fa, feci un comodo viaggio in Eurostar fino a Trento…

Vi ringrazio per la cortese attenzione,
una turista appassionata di Pinzolo

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