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Supermercato Poli a Spiazzo Rendena




04.11.2011, di Luisa Romeri (letto 3062 volte)

Il Gruppo Donne Rendena desidera esprimere pubblicamente il proprio parere e il proprio disappunto attraverso la stampa e contestualmente si rivolge alla Commissione Pari Opportunità e alle donne che rappresenta, su una questione che ha assunto in val Rendena toni litigiosi senza ragione e senza buon senso.

Si tratta di un incomprensibile attacco delle Famiglie Cooperative della val Rendena e di Tione nei confronti dell’Amministrazione comunale di Spiazzo. Queste sono scese in campo con grande slancio allo scopo di ostacolare la realizzazione di un centro commerciale con vendita di generi alimentari (superficie di 1500 mq), ritenendo di essere danneggiate dalla presenza di un negozio concorrente. Alle Cooperative si sono aggiunti alcuni amministratori, qualche Consigliere Provinciale, qualche politico o ex, ognuno ha detto la sua e non sono mancate parole forti.

Chi attraversa la Rendena sa che l’ingresso di Spiazzo è deturpato da una vasta area dismessa, abbandonata e pericolante da quasi 20 anni. A quel tempo un privato cittadino di nome Poli aveva acquistato questo ampio spazio industriale con l’assicurazione che la zona sarebbe diventata commerciale e lì avrebbe potuto aprire un negozio di generi alimentari.

Le trattative fra Comune e privato hanno seguito TUTTE le vie istituzionali ottenendo la concessione per il centro commerciale e , come compensazione, la realizzazione di un ampio spazio pubblico con progetti di servizi sovra comunali, quali asilo nido e polo di informazione turistica.

Non trova ragione plausibile quindi l’ostracismo inscenato dalle Cooperative presenti in valle con un ruolo di monopolio, alla luce anche del “Protocollo d’intesa in materia di finanza locale” per l’anno 2012 nella cui premessa a pag. 4 si legge di “dare forte impulso alla competitività e alla produttività del sistema economico”

Ci chiediamo anche perché i responsabili delle Cooperative, stimolati dalla previsione di “concorrenza”, piuttosto che perdere tempo e immagine nel rincorrere fantomatici “nemici”, non facciano altre scelte quali:

  • Migliorare la gestione dell’ente e la qualità dei prodotti

  • Moderare i prezzi che aumentano con l’altitudine

  • Innovare l’offerta con la creazione di spazi diversificati: per prodotti biologici, per promuovere prodotti locali di eccellenza (a Km 0) quali salumi formaggi, verdure, senza dipendere esclusivamente dal Sait.

Un caro saluto dal Gruppo Donne Rendena

Luisa Romeri

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