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Risposta a 'Turismo in crisi a Campiglio, colpa dello Spesometro?'




07.09.2012, di Luca Lorenzetti (letto 2850 volte)

L'articolo apparso il 13.08.2012 sul sito di "Campane di Pinzolo" (link) in risposta a quello del quotidiano "L'Adige" (link) mi ha lasciato qualche perplessità.

La colpa non sarà sicuramente tutta dello spesometro e dei nuovi provvedimenti adottati dal governo se misuriamo un forte calo di presenze, ma una bella ed inutile mazzata su un comparto già sofferente è sicuramente arrivata.

Ritengo inoltre che il dibattito sia da estendere, perché questi provvedimenti incidono ancor più che sull’estate di Campiglio, sull’inverno e su tutto il nostro comparto turistico.

Su alcune cose concordo con l’articolo di Salvaterra, su altre meno.

In primis trovo poco felice l’esempio che “E' troppo facile cercare le colpe sempre lontano, come per la stagione invernale dare la colpa alla poca neve…”

Mi sembra un concetto tanto banale, scontato e indiscutibile, che non capisco come si possa ritenere che la quantità di nevicate non influisca in modo pesantissimo sul numero di turisti che partono per le località alpine.

Non sarà l’unica componente, ma una delle maggiori certamente si.

Non concordo sul fatto che vi sia “un eccesso di offerta alberghiera”. Che sia difficile riempire tutti gli alberghi in estate è sicuramente un dato di fatto, ma la località è strutturata per l’inverno, quando gli arrivi sono maggiori. Non vedo come potremmo far sparire dalla circolazione una parte degli alberghi nel periodo estivo.

Anzi, c’è da dire, semmai, che rispetto ai nostri confinanti altoatesini ed austriaci, il rapporto fra numero di posti letto alberghieri e numero di posti letto in appartamento e purtroppo sbilanciato a favore dei secondi, con le conseguenze che tutti conosciamo.

Se l’offerta turistica è migliorata negli ultimi tempi, sicuramente il merito và agli sforzi di chi ha costruito, ampliato o rinnovato le strutture ricettive e gli esercizi pubblici, a chi fa promozione, a chi ha creato servizi, centri benessere, ristorazione, negozi, prodotti tipici, accoglienza e ospitalità! Non è certo merito di un bel condominio nuovo!

Riguardo alla carenza di manifestazioni, sbilanciarsi sul fatto che siano poche, basandosi su quelle pervenute e segnalate alla redazione di Campane di Pinzolo, mi sembra una valutazione particolarmente superficiale. Basta sfogliare le locandine per trovare le 3 o 4 proposte che quotidianamente venivano proposte a Campiglio in luglio e agosto, sia di giorno che di sera.

Nell’articolo viene criticata la “mancanza di una seria politica di promozione verso i mercati esteri emergenti”.

Io personalmente vedo il problema opposto, una carenza di italiani sempre più tartassati e spremuti, a scapito degli stranieri.

Tuttavia, tanto per riallacciarsi alle colpe dello spesometro e dei vari provvedimenti, come facciamo ad accogliere a braccia aperte gli stranieri ed a fare una promozione efficacie, se quando arrivano nelle nostre località per prima cosa devono impararne i divieti, ultimo arrivato il divieto di pagamento in contanti?

Ma abbiamo presente la faccia di un turista straniero che ha un rotolo di contanti in tasca, e gli viene detto che non vanno bene, che non può usarli?

Ma come! Qualche anno fa la moneta unica, fra le altre cose, ci è stata presentata come la soluzione ideale per agevolare i pagamenti all’estero?!?

Siamo l’unico stato europeo con questa limitazione e questa contraddizione, quindi penalizzati già in partenza.

Va bene, con gli stranieri ci è stata messa un pezza.

Ma questo provvedimento, e ancor di più gli altri come “Spesometro e Redditometro”, non si dica che non hanno una grossa influenza sulla nostra clientela italiana.

Se così non fosse, come mai il flusso di turisti italiani verso i nostri paesi confinanti è esploso a dismisura?

Come mai l’inverno scorso al Brennero, oltre ad insolite code di auto in uscita dal nostro paese, vi erano simpatici striscioni con scritto “Danke Italien”, che beffeggiavano noi e i nostri bei provvedimenti?

Se vengono spese ingenti somme di denaro all’estero invece che in Italia, cosa diavolo ci guadagniamo?

Allora sig.  Salvaterra, mi va benissimo e concordo sul non dare tutta la colpa al meccanismo dello spesometro & company, ma negare l’evidenza no.

Che i furbi siano da sistemare è innegabile, ma se la conseguenza è il timore di spendere da parte di tutti, compresi gli onesti, un calo del turismo, un crollo dei consumi nei negozi delle nostre località ed una migrazione turistica verso l’estero, mi sembra che le soluzioni messe in campo siano alquanto discutibili.

Che i furbi siano da stanare è evidente, che i controlli siano da fare è altrettanto ovvio, ma criminalizzare e puntare il dito verso chi va in vacanza, chi spende, chi acquista, chi ha una certa auto, c’è da ammettere che ci sta togliendo una grossa fetta dei nostri ospiti abituali.

Certo, non stiamo considerando affatto la gente che se la passa male davvero, bella scoperta, una grossa parte degli italiani sta a casa del tutto, altro che andare in vacanza o andare all’estero.

Ma questo è tutto un altro discorso, qui il dibattito riguarda il turista medio di Campiglio e di Pinzolo, dal quale dipende il nostro indotto e la nostra economia. Qui si sta parlando di noi, del calo delle presenze e di quello che ci dà da lavorare.

E che non si dica che chi è onesto e in regola viene comunque in vacanza tranquillo e indifferente, senza rancori verso un sistema vessatorio e diffamante. La maggior parte forse si, ma c’è molta gente onesta stufa e nauseata da queste logiche persecutorie.

A tutto c’è un limite. Se ogni 3 chilometri trovo un posto di blocco, cominciano a girarmi le scatole anche se ho la patente a posto, la macchina a posto e la cintura allacciata.

E se su 100 onesti, 20 se ne vanno altrove per sfinimento, per noi non è la stessa cosa, più o meno 20% è una quantità enorme!

A cui però vanno aggiunti, come se il 20% non fosse sufficiente, tutti i furbetti, italiani o stranieri che siano, che andranno a maggior ragione altrove, dove guarda caso verranno accolti col tappetino rosso!!!

E dite che gliene importi se sono onesti, furbetti o criminali?

No, l’albergatore ed il commerciante straniero si sfregheranno le mani, continueranno a scrivere gli striscioni “Danke Italien” al Brennero e l’erario di Vienna incasserà un +20% !

Intanto l’albergatore ed il commerciante italiano chiuderanno le porte e l’anno prossimo assumeranno 2 dipendenti di meno, mentre l’erario di Roma piange un -20%.

Ma che furbi…..che oculati!

Sicuramente, qualsiasi turista che abbia la possibilità di scegliere, privilegerà una località libera da vincoli, pensieri, rischi, noie, fastidi e quant’altro, lasciando a casa le preoccupazioni e tutto quanto possa turbare la tranquillità di un vacanza.

Pensiamo al turista tipico che frequenta le nostre località ed alle dinamiche della sua vacanza:

-famiglia con reddito medio-alto (pressione fiscale effettiva più alta del mondo-fonte Confcommercio Luglio 2012, miga ciaciari…)

-parte con la sua auto tipicamente con cilindrata sopra i 3mila (se fermato è oggetto di segnalazione ed accertamento fiscale, sospetto criminale!)

-fa il pieno (quasi 2 euro al litro)

-è titolare di una seconda casa (batosta IMU)

-se non è titolare di casa magari ne vorrebbe prendere una, fra le centinaia in vendita (segnalato come sospetto criminale dal redditometro!)

-oppure ha acquistato un pacchetto vacanza con albergo, ski pass ecc (segnalato come sospetto criminale dal redditometro!)

-acquista abbigliamento firmato o un gioiello (segnalato come sospetto criminale dallo spesometro!)

-paga in contanti (arrestato!)

Ci rendiamo conto in che mercato dobbiamo lavorare?

Solo controlli, divieti e limitazioni, al posto di dinamiche che fanno avanzare qualche risparmio in più nelle tasche dei cittadini, e dinamiche che incentivano e favoriscano chi si muove, chi crea lavoro.

Solo impedimenti e limitazioni. Per uno straniero la storia dei contanti non è forse una limitazione?

E una limitazione, qualsiasi essa sia, è di fatto un punto a nostro sfavore, rispetto ad una località dove le limitazioni sono minori, o ad una località dove addirittura tutto è concesso!!!

Se Campiglio potesse combattere alla pari con le località d’oltralpe, non saremmo qui a denunciare una crisi che ci tocca e che si fa sentire sempre di più.

Se ci aggiungiamo che le località verso le quali si stanno orientando molti flussi di turisti, che piaccia o meno, che si approvi o no, hanno anche il milionario indotto derivante dai casinò e dai casin… il cerchio si chiude e noi ci “ciucciamo le unghie”.

L’Italia invece è furba, astuta!

Fa finta di proibire in nome del “buon costume” e del “moralmente corretto”, ma fa solo finta!

Lascia giocare gli italiani d’azzardo in internet, comodamente da casa, o sui videopoker dei locali, senza limite, senza controlli verso chi ha problemi di dipendenza, ma vieta le strutture con gioco regolamentato, con accesso registrato e con i loro oneri fiscali. Austria e Slovenia ringraziano.

Lascia le donnine in strada, ma vieta apposite strutture decorose, regolamentate e con i loro oneri fiscali. Austria e Slovenia ringraziano.

Spegne i consumi e il turismo con controlli assurdi. Austria e Slovenia ringraziano.

Sottrae gettito all’erario derivante dai consumi in contanti, così il gettito se ne va dritto dritto all’estero.

I contanti che, illecitamente ed ingiustamente, sono sotto i materassi degli italiani, dubito fortemente che vengano gettati nel bidone della carta! Quindi, visto che da qualche parte o in qualche modo verranno utilizzati, non era meglio spenderli in Italia? Il problema và risolto a monte!! Austria e Slovenia ringraziano.

Quindi, oltre allo straniero che privilegia le località senza noiosi limiti, oltre all’italiano che frequenta le stazioni turistiche estere per vizietti meno nobili, ci andrà sempre più anche chi vuole sciare, camminare, arrampicare, comprare casa o fare una sauna!

Grazie, se questo è poco… e se poi vogliamo dire anche che “se non nevica è tanto uguale…!”

Ma dai valà…

Basta vedere i dati sull’imponente aumento di traffico dell’inverno scorso dall’Italia verso l’estero, attraverso il Brennero e Gorizia! Austria e Slovenia ringraziano di nuovo!

Turisti italiani invogliati inoltre da una promozione mirata, che ridicolizza e sbeffeggia i nostri assurdi provvedimenti.

Che dire dei cartelli, sulle porte degli Hotel Austriaci, scritti in Italiano “Sconto 10% per pagamenti in contanti”…??

Ma siamo già andati oltre!

Ora la beffa ora ci arriva perfino per posta e su internet, direttamente a casa, guardate un po’ questo volantino pubblicitario, appositamente creato per gli italiani, in italiano!!

ADDIO ITALIANI, E GUTE REISE IN ÖSTERREICH !!!!

Pagamento in contanti: In Austria nei negozi, ristoranti ed alberghi non esiste un limite per il pagamento in contanti
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