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La storia infinita del Supermercato Poli a Spiazzo




12.05.2014, di Marco Salvaterra (letto 3401 volte)

Ecco quanto scriveva il sindaco di Spiazzo Rendena, Michele Ongari, nel numero di dicembre 2013 di "Spiazzo Informa":

"Ma voglio concludere questa panoramica con l’intervento che considero più strategico ed urgente: la riqualificazione dell’area ex Ille. Dopo l’incomprensibile accoglimento da parte del TARG del ricorso presentato dalla Cooperativa di Pinzolo, che ha prodotto l’annullamento della relativa variante urbanistica, è entrata in vigore la nuova legge urbanistica-commerciale che liberalizza l’insediamento delle medie strutture di vendita alimentari.
Si è quindi ripresa la trattativa con la F.lli Poli SpA, proprietaria dell’area, che consentirà in tempi rapidi di avviare un progetto di riqualificazione dell’intero compendio che prevederà l’insediamento di una media struttura di vendita alimentare, nel più nuovo dei capannoni nel lato nord dell’area previa riqualificazione architettonica, la demolizione sia della palazzina lungo strada, che di tutti i vecchi capannoni dell’intero comparto ex industriale. Troveranno invece posto una nuova struttura privata per attività terziarie, un’area residenziale a ridosso di Borzago, un’area comunale da destinare al nuovo asilo nido, un sistema viabilistico a carattere prevalente ciclopedonale, ampi spazi a verde e la auspicata passerella sulla Sarca per collegare Fisto alla nuova area".

Sembrava fosse posta la parola fine alla lunga querelle che ha visto contrapposto il Comune di Spiazzo con il mondo della cooperazione della Rendena. E invece, in questi giorni, sette Famiglie Cooperative della Val Rendena e Tione hanno ricorso al Tar per difendere un principio (secondo loro) e impedire l'arrivo dei Supermercati Poli.
Secondo la tesi delle Famiglie Cooperative, la concessione edilizia sarebbe illegittima in quando contrasta con le disposizioni in materia di aree produttive di interesse locale contenute nel piano urbanistico provinciale del 2008. Il comune di Spiazzo - secondo il ricorso - non avrebbe potuto concedere il cambio di destinazione d'uso per commercio dall'ingrosso al dettaglio, in quanto sarebbe vietato dall'art.33 comma 10 del piano urbanistico.

Sicuramente a pagare il prezzo più alto è la Comunità di Spiazzo, che da molti anni si trova, proprio adiacente al centro, un'area dismessa e degradata che potrebbe essere valorizzata anche attraverso la realizzazione del supermercato.

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