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Intervista ad Alberto Gamberini della Compagnia di Paolo Poli




19.05.2014, di CampanediPinzolo.it (letto 2539 volte)

% SALDI DI FINE RAGIONE di e con Alberto “Gambero” Gamberini

INTERVISTA AD ALBERTO “GAMBERO” GAMBERINI

 

Come nasce lo spettacolo che presenti a Pinzolo ?

“Saldi di Fine Ragione” è un testo che nasce alcuni anni fa, in un momento molto difficile per il nostro Paese soprattutto dal punto di vista politico. Mi trovavo in tournèe con la compagnia Paolo Poli e attraversando la nostra penisola tra un teatro e l’altro, avvertivo un mormorio comune ovvero che la popolazione era stufa dei continui brogli ed imbrogli. Così decisi che era giunta l’ora di reagire, di dare sfogo al malumore che attanaglia la coscienza, perché l’unico modo che abbiamo per farci sentire, è quello di non accettare tutto a buon mercato.

 

Da qualche anno fai parte della compagnia di Paolo Poli. Com'è lavorare al suo fianco?

Paolo Poli è un maestro riconosciuto del teatro italiano; lavorare al suo fianco è stata ed è una grande fortuna. “Il teatro è artigianato; s’impara rubando con l’occhio”. Questa fu la prima frase che mi disse.

Paolo è il “Bignami” della saggezza. Come i veri maestri usa poche parole, ma quelle poche sono semplici ed esplicative. Da lui ho assimilato lo stare in scena di fronte a un pubblico copioso e la cura per tutte le fasi di realizzazione dello spettacolo (aspetti che Paolo segue personalmente con grande professionalità alla veneranda età di 85 anni), poiché non basta l'amore e la passione per il mestiere, ma ci vuole anche molta disciplina e rigore.

 

Quanto è importante il teatro nel nostro Paese ?

Il teatro e la cultura in generale sono importantissimi, non solo per il Paese, ma per il genere umano. La conoscenza è l’unico mezzo che abbiamo per uscire da momenti di crisi come questo che stiamo vivendo. E’ una fonte di ricchezza per l’individuo e per lo Stato; infatti da una parte “il sapere rinfranca lo spirito, e dall’altra con qualche restauro e un po’ di buon senso sulla gestione del patrimonio culturale, potremmo avere un drastico incremento turistico e un elevato guadagno monetario. Il futuro non è l’EXPO di Milano 2015, ma è Pompei del 500 a.C.; occorre investire sulla e nella storia (considerando che abbiamo il 50% del patrimonio artistico mondiale). Per quanto riguarda il teatro, sarebbe da riqualificare l’intero sistema ormai sempre più allo sbando.

Dovremmo abolire i teatri stabili e i famigerati enti lirici estivi, incentivando così i direttori artistici a “muoversi” alla ricerca di spettacoli nuovi e di attori emergenti. L’Italia è piena di bravi talenti che non riescono ad avere spazio solo perché il sistema teatrale è fermo.

 

Parlaci del tuo teatro e delle tue fonti d’ispirazione.

Il mio teatro nasce dall’esperienza maturata in questo decennio con la compagnia Paolo Poli e dalla passione che ho sempre avuto per il teatro-canzone di Giorgio Gaber. Due artisti straordinari capaci di stupire. Quindi porto in scena da una parte il trasformismo “poliano” fatto di personaggi e caratterizzazioni e dall’altra le tematiche sociali/filosofiche “gaberiane” costituite molto spesso da critiche ed invettive contro un potere politico sempre più lontano dalle reali esigenze del popolo.

Il tutto arricchito dalle canzoni (realizzate col bravissimo Andrea Gipponi) che trasmettono in modo ironico e originale, il quotidiano vivere. Sia ben chiaro, non cerco d’ imporre una morale al pubblico (non mi permetto di giudicare, né di sentenziare), ma di offrire un modo di vedere le cose con ironia, attraverso personaggi contradditori (quindi veri), cercando di offrire uno spunto di riflessione, dove ogni spettatore sarà poi libero di trarre le proprie conclusioni. L’obiettivo è quello di creare un’atmosfera unica (grazie anche all’attenta regia di Emanuela Sabatelli) capace di trasmettere una risata intelligente.

 

Infine togliamo una curiosità ai nostri lettori. Perché il nome “Gambero”?

E’ la prima volta che qualcuno mi chiede il significato del mio nome d’arte. In realtà nasce dal fatto che fin da piccolo gli amici mi chiamavano così (… abbreviazione del cognome …) e poi perché rivedo nel crostaceo Gambero un’ottima filosofia di vita, ovvero che occorre sempre guardare il passato, andare a ritroso, conoscere la storia, se si vuole davvero fare un passo avanti nel futuro.

Alberto Gamberini in scena con Paolo Poli
Turismo in Trentino

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