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Turismo, il futuro č la Green Economy




04.09.2014, di Corriere Trentino (letto 1858 volte)

Prospettive Daldoss: «Necessario preservare il territorio». Durnwalder: Alto Adige attento alla sostenibilità
«Turismo, il futuro è la green economy»
Dibattito a Caderzone: «Finito il tempo dei grandi investimenti

«E' finito il tempo dei grandi investimenti, del turismo-specializzato e dei grandi numeri». Un appello alla sostenibilità, al rispetto ambientale e a una fruizione del territorio più lenta e rispettosa arriva da Caderzone Terme. Venerdì sera palazzo Lodron Bertelli ha ospitato il dibattito«Progettare il futuro del turismo nelle aree alpine» organizzato dal Gruppo donne Renderla presieduto da Luisa Romeri.
Relatori d'eccezione, una sala riempita da un pubblico di circa 200 persone (tra cui diversi sindaci) e un dialogo non banale che ha lasciato da parte gli slogan e fatto spazio alle idee: questi gli elementi della serata moderata da Mariangela Prandi, docente di Economia e gestione delle imprese all'Università di Trento. A dare il la al dibattito, al quale sono intervenuti tra l'altro l'assessore alla Coesione territoriale e all'urbanistica della Provincia di Trento Carlo Daldoss, l'ex Landeshauptmann Luis Durnwalder e l'ex direttore del Buonconsiglio Franco Marzatico, le questioni poste dalla moderatrice.
«Per competere a livello globale— ha fatto notare Franch — è opportuno che il Trentino riconosca l'esistenza di due modelli di turismo: quello della specializzazione e dei grandi numeri (praticato finora ad esempio in vai di Fassa, vai di Sole e sul Garda) e l'altro che punta sulla differenziazione dell'offerta tramite la valorizzazione del territorio in una logica di green economy». «In un momento in cui c'è stata una riduzione almeno del 10% delle risorse finanziarie pubbliche disponibili per la spesa è necessario fare delle scelte — ha incalzato i relatori Franch —. Il decisore pubblico deve canalizzare i finanziamenti in maniera molto chiara e anche i privati devono mostrare capacità e volontà di investire per cofinanziare l'innovazione e lo sviluppo del turismo».
L'assessore trentino Daldoss ha risposto ricordando la «volontà della politica urbanistica di conservare e valorizzare il territorio». Ha quindi sottolineato la necessità di «arrivare a concentrare le risorse disponibili» facendo delle scelte che, secondo Daldoss, potrebbero ricadere sulla green economy,«la strada per rendere ancora speciale il nostro territorio».
Un turismo più lento, più attento a non creare un negativo impatto ambientale, ritmi e abitudini di vita ecocompatibili: queste le ricette per il futuro del turismo trentino elencate nel corso del dibattito di Caderzone.
D'accordo si è mostrato Luis Durnwalder: «E importante che il paesaggio sia amato prima di tutto dalla popolazione locale, poi lo sarà anche dai turisti». Come Franco Marzatico, Durnwalder ha posto l'accento sul concetto di sistema turistico e culturale indicando la componente artistico-architettonica come un'opportunità di completamento dell'offerta turistica tradizionale. In sintonia con l'ex presidente altoatesino, Marzatico ha descritto la valorizzazione del patrimonio culturale come un «elemento differenziante» positivo e lamentato un'ancora presente competizione tra i musei trentini.
L'esempio di come traghettare il turismo provinciale verso una nuova epoca? Arriva dall'Alto Adige, ha detto Durnwalder, rispondendo a una domanda posta da uno spettatore.
Negli scorsi anni il Sudtirolo, ha ricordato l'ex-governatore, ha infatti investito in maniera più diffusa di quanto lo abbia fatto il Trentino, che ha puntato invece su un turismo meno differenziato.
M.R.

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