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Cooperativa Pinzolo: nessuna irregolaritŕ




08.12.2014, di Walter Facchinelli (letto 2259 volte)

Nessuna irregolarità: ora il Tar faccia giustizia”

Famiglia cooperativa di Pinzolo, ecco il ricorso dell’ex presidente Binelli

Dietro al commissariamento provinciale una commistione di interessi esterni”

dal quotidiano “Trentino” di sabato 06 dicembre 2014 pg. 70

di Walter Facchinelli

Al nostro quotidiano, già all’indomani del commissariamento aveva espresso sconcerto e stupore, per quella che definì “un’azione iniqua e ingiusta, con grave danno all’immagine personale e istituzionale di chi aveva subìto passivamente delle decisioni che snaturavano la presidenza, il cda e l’assemblea dei soci, calpestandola nelle sue scelte e decisioni”. E aveva annunciato che sarebbe ricorso a un avvocato. Ora Ornello Binelli ex presidente della Famiglia cooperativa di Pinzolo ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale di Trento, contro il provvedimento della giunta provinciale che lo scorso 27 ottobre lo ha destituito insieme al consiglio di amministrazione. Binelli si è affidato all’avvocato Maria Cristina Osele, che nel ricorso chiede al Tar “l’annullamento della delibera di giunta provinciale” e “delle note del 16 e 21 ottobre 2014 che contengono – si legge nel ricorso – affermazioni false, manifestamente contraddittorie e pretestuose, tali da non configurare in alcun modo condizioni di “gravi irregolarità” come asserto dall’organo di Vigilanza”.

Ornello Binelli afferma che “tutto sembra iniziare col mancato investimento alle “Serre” di Giustino e vendita del nuovo C+C a Madonna di Campiglio, proposto dalla precedente presidenza Cominotti. Decisione bocciata dall’allora Consiglio e rafforzata con l’elezione plebiscitaria di Ornello Binelli a presidente, da parte dei soci. “Scelta, quest’ultima, rivelatasi indovinata” – scrive Binelli – nel 2014 il C+C di Madonna di Campiglio è stata l’unica delle 12 filiali ad incrementare le vendite dell’8,72 %”. “La nuova struttura Ingross di Carisolo – spiega ancora fu deliberata all’unanimità e con entusiasmo dal consiglio di amministrazione nel dicembre 2013 e confermata dall’assemblea dei soci il 26 gennaio 2014”. Nel ricorso al Tar, Binelli non dimentica Statuto e Regolamento assembleare: “Nell’autunno 2013 proposi di rivedere poiché superato in molte parti e bisognoso di una rivisitazione generale per adeguarlo alle nuove esigenze della Cooperativa”. Fu proposta “l’incompatibilità per un amministratore della Cooperativa al fine di non poter rivestire la stessa carica in Cassa Rurale, il Comune o in un altro ente cooperativo”.

Sostiene Binelli che “le dimissioni dell’ex direttore vengono fatte derivare da una mancata accettazione della nuova presidenza e di un programma che prevedeva numerosi cambiamenti rispetto alla gestione precedente. Dimissioni avvenute in concomitanza con la scadenza dell’esercizio finanziario, e dunque in un momento in cui il direttore avrebbe dovuto, comunque, almeno assicurare un minimo passaggio di consegne”. Si legge poi nel ricorso che “l’asserita giusta causa delle dimissioni, per considerarsi tale, doveva essere sottoposta a verifica di merito di un giudice terzo”. Così Binelli commenta infine la propria iniziativa giudiziaria: “Il ricorso Tar, 40 pagine e 47 documenti allegati, contiene importanti e numerose motivazioni di fatto e di diritto, che evidenziano come il provvedimento del commissariamento nasconda un intreccio di ruoli e una commistione di interessi estranei alla Famiglia cooperativa di Pinzolo”.

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