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Giustino, 17 aprile: una bella serata… a vigiar ben




16.05.2016, di Claudio Pittaluga (letto 1765 volte)

GIUSTINO 17 APRILE 2016

(una bella serata… a vigiar ben)

Alle 14 parto da Campo Ligure alla volta di Genova per portare mia mamma a casa sua. E’ una giornata ventosa con svariati rovesci di pioggia. Saluterò mia mamma e mi metterò in viaggio per raggiungere Peschiera del Garda.

Sulla Serravalle – Milano c’è pieno di autisti della domenica, molto incerti sulla conduzione delle vetture, quindi il traffico è un po’ rallentato almeno fino alla diramazione per Piacenza – Brescia. Nell’Oltrepò pavese la giornata è decisamente bella c’è il sole ed il cielo quasi completamente azzurro, mi si apre il cuore.

Nella mia auto c’è buona musica, mi tiene compagnia.

All’altezza di Caorso mi fermo in un’area di servizio mi concedo un buon caffè e farò il pieno di nafta.

Riparto e mi sovviene che stasera a Giustino c’è la seconda replica della commedia “’n gran ribaltun” messa in scena per la prima ieri sera dalla compagnia filodrammatica del paese.

Gli attori e le attrici, gente del posto, sono persone molto brave e simpatiche… Dico fra me e me : “Perché no ? “…

Ormai sono abituato a fare migliaia di chilometri la settimana, non saranno certo 150 Km in più a far la differenza specie se si tratta di percorrere asfalti a me cari, ma mi riservo di arrivare nelle vicinanze di Brescia per la decisione ultima. Di fatti tra Caorso e Brescia farò l’analisi dei pro e dei contro… alla fin fine i pro vinceranno alla grande anche se aiutati in modo spudorato dall’arbitro assolutamente parziale quale sono : uscirò al casello di Brescia Est.

Appena superata Brescia la giornata torna ad essere bigia come in Liguria, pazienza.

In zona Tormini i tergicristalli entrano in azione, ma a questo punto non sarà un po’ di pioggia a far rimpiangere la mia scelta.

Il viaggio è scorrevole, pochissimo traffico, la mia nuova panda 4 x 4 sul bagnato si comporta a meraviglia. Sarò a Tione intorno alle 18, ci sono 10 ° devo dare volta al riscaldamento, almeno per i piedi che si sono un pochino raffreddati. Chiamo Stefano Rogato, per dirgli della mia brillante idea, ma lui è già lassù al maso della tranquillità che sta preparando il sugo per la cena domenicale e mi fa intendere, mugugnando, che preferisce fermarsi lì… nessun problema.

Alle 18 passate sarò a Pinzolo a casa mia. La commedia inizierà alle 21, ho due ore e passa buone da godermi in santa pace. Stappo una lattina di birra fresca, prendo una chitarra e comincio a divertirmi… Dopo un’ora di musica suona il campanello alla porta. Subito penso che sia l'amico che ha deciso di scendere dal maso, ma apro la porta e in questo caso, grazie a dio, non è lui, ma Lucia, la mia bella vicina di casa.

Lucia è una bella donna di una trentina d’anni. E’ simpatica e piena di vita.

Stappo altre due lattine di birra, la faccio accomodare e poi le regalo una pirofila di frittata che stamattina ha fatto mia mamma; so che la cucina ligure ha dei sapori che solitamente lascia la gente forestiera molto soddisfatta. Lucia non resiste e vuole assaggiarla subito… Dopo qualche istante mugola di gioia, muove il braccio come un vigile che vuole smaltire il traffico… Insomma a farla breve ne mangerà la metà con gusto e felicità. Chissà se mia mamma sarebbe contenta di sapere che ho ceduto la frittata ad un’altra persona, mah, magari sapendo che l’ho regalata ad una donna forse sì… non ha ancora perso la speranza che un bel dì io mi possa sposare… le auguro una lunghissima vita.

I minuti passano in fretta, le propongo di accompagnarmi a teatro. Le narro a sommi capi di cosa tratta la commedia. Subito si preoccupa un po’ per il fatto che la commedia sia dialettale, ma la rincuoro immediatamente dicendole che se capisce, pur non parlandolo, il bresciano potrà anche comprendere grossomodo il dialetto della Rendena, si convince e accetta il mio invito.

Il tempo di cambiarci qualche abito in fretta e siamo pronti per uscire. Lei è decisamente elegante e ha messo la gonna… Una donna giovane se si mette la gonna è perché sa di aver belle gambe e ovviamente è così !

Poco prima delle 21 siamo a teatro, paghiamo e ci accomodiamo nei due posti a noi numericamente assegnati. Il teatro di Giustino in cui ero stato in passato ha un’ottima acustica ma purtroppo le sedute sono terribili, non tanto le poltroncine in se ma piuttosto per quanto riguarda la pendenza della platea, tende a salire anziché scendere, col risultato che quelli che hai davanti risultano sopraelevati e pertanto impediscono una buona visuale e per tutta la sera devi muovere la testa per inquadrare la scena al meglio… pazienza anche in questo caso.

Il maestro Pio Tisi che di questa commedia è anche aiuto regista entra in palcoscenico e fa da cerimoniere, con poche e misurate parole introduce il pubblico alla visione di quanto verrà messo in scena.

Da quel momento in poi le risate si sprecano, la commedia è ben scritta, ben diretta e ben interpretata. E’ ricca di colpi di scena, di momenti esilaranti. Lucia comprende il dialetto, sono contento. Ride e ride tanto..

E’ molto buono anche il soggetto dello scrittore / regista Brunetto Binelli, sicuramente inusuale. Tre uomini, padri – padroni in nome del lavoro trascurano le loro mogli. Tuttavia le consorti presto vengono a sapere con certezza che le riunioni di lavoro fino a tarda ora, le trasferte in luoghi distanti sono tutte balle che servono ai mariti per poter fare i loro porci comodi, ovviamente con donne di dubbia fama. Naturalmente i mariti (interpretati dagli attori Luca Viviani, Maurizio Monfredini e Thomas Battitori) non hanno alcun timore di essere scoperti in quanto si sentono molto furbi e credono le loro mogli altrettanto tonte.

Ma le tre mogli (interpretate dalle attrici Marylin Monfredini, Roberta Maestranzi e Liuba Maestranzi) mettono in opera un piano magico.

Grazie ad una pozione di una anziana zia di Riva del Garda tenteranno di mettere le cose a posto. La zia ha garantito che dopo ‘n gran ribaltun i mariti diventeranno docili come agnellini.

Succede così che nella serata di compleanno di uno dei tre (Luca Viviani) al quale partecipano tutti e tre i nuclei familiari le donne decidono di versare l’elisir nei bicchieri di spumante che poi serviranno ai mariti insieme alla rituale torta.

Di lì a poco ai tre uomini prenderà una forte stanchezza foriera di sonno e si saluteranno lasciando il padrone di casa steso sul divano tra le braccia di Morfeo.

Si conclude il primo atto.

In molti escono a fumare una sigaretta, anch’io ne ho voglia ma è da maleducati lasciar Lucia da sola, così me ne farò una ragione e scaccerò il pensiero.

Inizia il secondo atto con il padrone di casa ancora steso sul divano… Comincia a dimenarsi e si sveglia, guarda l’orologio è preoccupato perché è tardi e deve preparare la colazione alla moglie che è una importante donna manager…

Si capisce che la realtà è cambiata, non è più una società patriarcale bensì matriarcale dove le mogli sono le matrone che comandano i mariti a bacchetta. Sul lavoro sono costrette ad assumere con sdegno anche qualche uomo per rispettare la legge che prevede le quote azzurre… La commedia va avanti brillante come il sole. In questa società tutti i lavori importanti vengono eseguiti da donne. Ne sa qualcosa il padrone di casa che deve vedersela con l’avvenente e provocante attrice Vajolet Masè che interpretando la figura di un’idraulica, giunta a casa per riparare una tubazione, cerca di circuirlo senza mezzi termini per portarselo a letto, come “tromba – amico”, rendendolo edotto che tutte le donne e anche quelle sposate hanno il loro tromba – amico, facendolo così precipitare in una profonda gelosia…

Cala la sera si torna a dormire ma al risveglio il protagonista si sente nuovamente strano e vedrà la moglie in grembiule che sta preparando la prima colazione. In breve capirà di essere stato preda di un incubo.

Arriveranno a casa sua gli altri due amici anche loro vittime dello stesso incubo evidentemente indotto dalla pozione. Da quel momento in poi capiranno che non potranno più condurre la vita dissennata di prima e con rinnovato amore decideranno di comune accordo di dedicare il loro tempo libero alle mogli.

La commedia si chiude simpaticamente con le parole di Marilyn Monfredini che si rivolge direttamente alle donne del pubblico in sala dicendo loro che se hanno dei mariti birichini di pozione magica ne è avanzata assai.

Alla fine applausi da far venire giù il teatro … Bravissimi davvero bravissimi tutti !!!

Lunga vita alla Filodrammatica di Giustino.

Lucia ed io, contenti, torniamo alle nostre case, abbiamo trascorso una bella serata a vigiar ben, ma domattina dobbiamo levare su alle 5 e ½ , alle 9 entrambi dovremo essere a Verona … Ma alla fin fine ho trascorso un’ottima serata in compagnia di una bella donna e il tutto non preventivato , ma cosa posso chiedere di più ?

E poi levataccia o meno chi se ne importa, parafrasando “via col vento”: domani è un altro giorno.

Claudio Pittaluga


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