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Spinale, dubbi della minoranza: 'Il cantiere nel periodo elettorale'




21.06.2016, di Elena B. Beltrami (letto 1586 volte)

Regole Spinale e Manez, i dubbi della minoranza: «Il cantiere sarà aperto nel periodo elettorale»
«Chalet Fiat, i tempi stringono»

di Elena Baiguera Beltrami

VAL RENDENA Avevano chiesto l’assemblea straordinaria delle Regole di Spinale e Manez del 26 maggio per avere spiegazioni sui tempi e sugli eventuali imprevisti legati al rifacimento del ristorante albergo Dosson, sulla sommità del monte Spinale, noto come Chalet Fiat. Stiamo parlando dei consiglieri Luca Cerana, Luigi Fedrizzi, Daniela Pretti, Piero Bertolini, Marcello Aldrighetti, Daniele Bolza, Olimpia Aldrighetti, Fortunato Cerana di Ragoli, Alberto Giovanella di Preore e Onorio Bertolini di Montagne, i quali in merito alla tempistica che riguarda quell’opera hanno sollevato in assemblea una serie di perplessità, rimaste peraltro sospese. «Demolire, ricostruire, completare, arredare, approntare con le scorte e le derrate - sostengono Cerana e compagni - e ancora collaudare e consegnare un edificio dalla volumetria di circa 7.000 metri cubi, a più di 2.100 metri di quota, in 180 giorni (1 maggio-30 novembre 2017) con un’accessibilità al cantiere disagevole e le variabili metereologiche legate alla ubicazione della struttura, appare davvero improbabile». Il quadro risulta ancora più difficile se a queste considerazioni aggiungiamo il fatto che ad oggi siamo ancora nella fase preliminare del progetto e quindi deve partire tutto il complesso iter burocratico, con le autorizzazioni ed i passaggi di competenze necessari da parte del Parco Naturale Adamello Brenta, di tutti i servizi provinciali e comunali. Ma non è tutto: «Durante l’assemblea è stato confermato, come esposto negli atti ufficiali già approvati, che i lavori saranno eseguiti da maggio a novembre 2017, mentre in ottobre si svolgeranno le elezioni della assemblea delle Regole. A tal proposito - proseguono - ci sembra assurda la scelta di aprire un cantiere di circa 3 milioni di euro nel periodo elettorale. In ottobre cadrebbero le più importanti e tempestive decisioni da assumere, per poter terminare i lavori nei tempi previsti, considerando le penali che l’ente si è autoinflitto in caso di ritardata consegna dell’immobile (da 60 mila per un giorno di ritardo a 400 mila euro per la perdita da parte del gestore, già vincitore del bando, dell’intera stagione) e noi saremo in piena campagna elettorale». Il comitato esecutivo dell’ente a queste osservazioni replica che per eventuali ritardi si rivarrà sull’impresa di costruzione, ma i consiglieri che hanno voluto e fatto convocare l’assemblea fanno presente che: «prima di rivalersi sull’impresa occorrerà dimostrare eventuali responsabilità dell’impresa stessa e poi aprire un contenzioso. Quanto tempo occorrerà prima di risolverlo?». Insomma, dal progetto definitivo, alle autorizzazioni, all’appalto, fino alla chiusura del cantiere, sembra tutto scandito da tempi non rispondenti a previsioni reali, con di mezzo anche il rinnovo delle cariche. «Sono tre anni - dichiara Cerana - che proponiamo soluzioni. Alla scadenza del contratto di affitto delle Chalet Fiat (due mesi or sono) si doveva partire con i lavori. Ora ci auguriamo che tutto fili liscio, non siamo qui a scommettere sugli insuccessi di nessuno, ma vorremmo che la nostra posizione fosse nota». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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