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Comunità delle Giudicarie e manifesti anti aborto




08.12.2016, di Alessandro Giacomini (letto 1269 volte)

Interrompere una gravidanza, per salvaguardare la vita della madre, oppure per una violenza subita,sono oggetto di decisioni estreme mai semplici da prendere.
Per questo motivo una sentenza della corte costituzionale già nel 1975 sanciva la prevalenza della salute della madre rispetto alla vita dell’embrione.

Doverosa premessa ai beceri e anacronistici “ manifesti femminicidi “ esposti presso la comunità delle Giudicarie all’interno del primo piano dove si trovano i servizi sociali, luoghi pubblici di cura della persona e di prevenzione, trasformate in propaganda antiabortista.

Ad esempio in un manifesto si legge che : “ i corpicini dei bambini morti per aborto potrebbero trovarsi nelle vostre creme di bellezza e cosmetici “, in un’altra locandina : “ meglio in braccio che sulla coscienza “.

Questi manifesti sono un preciso attacco culturale ai diritti delle donne , al principio di laicità del servizio pubblico e addirittura una violazione del nostro principio di costituzionalità.

Abbiamo ricevuto tramite il nostro servizio SOS laicità ( numero telefonico dedicato e assolutamente riservato ) alcune segnalazioni esclusivamente di donne Giudicariesi, sono settimane che tali manifesti scritti a caratteri cubitali circolano nella sala d’aspetto più sensibile della comunità di valle, la violenza psicologica nei confronti delle donne e la supremazia di queste associazioni che marcano il territorio pubblico è inaccettabile.

Questi messaggi misogini e maschilisti ( la firma è di un uomo ) sono puri atti terroristici, sono armi non convenzionali, uccidono l’autodeterminazione delle donne e favoriscono la macabra cultura della violenza nei loro confronti.

Rendere pubblica questa situazione è un dovere morale, trasferire alle autorità competenti è un dovere civile, chi ha autorizzato la plateale distribuzione ?, chi è il responsabile della vigilanza ?

Noi come Laici Trentini per i diritti civili attendiamo un riscontro dalla politica locale prima che sia la magistratura ad intervenire, ma soprattutto prima che sia troppo tardi: mai una di meno.

 

Alessandro Giacomini segretario Laici Trentini Diritti Civili Cell. 320 9326607

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