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L’antica chiesa torna a parlare…




12.01.2017, di Vita Trentina (letto 1197 volte)

Da Vita Trentina di giovedì 15 gennaio 2017, autore Paolo Piffer:

L’antica chiesa torna a parlare…

PINZOLO: Fresco di stampa il libro di Giuseppe Ciaghi, da oltre vent’anni l‘autorità in materia riguardo la chiesa di San Vigilio e la celebre “Danza macabra”

Angelo Branduardi ne prese lo spunto per scriverci e musicarci il “Ballo in fa diesis minore”, una delle sue ballate più celebri. Il cui incipit “ “Sono iola morte e porto corona. Io son di tutti voi signora e padrona” “ fu un must dei primi anni Ottanta, si fosse o meno appassionati del genere folk. Spopolava, un vero e proprio refrain, per quanto il tema non sia, va da sé, dei più ridanciani. Che poi, a dirla tutta, il menestrello milanese non è che, probabilmente, sapesse poi tanto della celebre “Danza macabra” della chiesa d San Vigilio a Sorano di Pinzolo, in Rendena, dipinta nel 1539 sotto la gronda del tetto da Simone Baschènis della Val Brembana. Piuttosto fu il suo batterista che l’estate saliva ai freschi di Spiazzo ad aprirgli un mondo. Aneddoti, ce ne sono altri, che Giuseppe Ciahi mica racconta nel libro, di grande formato, “Dan San Vigilio alla danza macabra. L’antica chiesa racconta” (30 euro), appena arrivato sugli scaffali. Ma che quattro chiacchiere con l’autore fanno emergere, Ciaghi, da oltre vent’anni è l’autorità in materia riguardo la chiesa. Un pozzo di scienza maturata leggendo tutto il possibile, informandosi, facendosi raccontare, studiando e ricercando. Ogni volta che lo chiamano, spesso, (nell’ultimo decennio i visitatori sono passati da quasi 22 mila a oltre 45 mila l’anni), spiega, illustra, mette insieme fatti e personaggi, scopre agli occhi dei partecipanti alal visita i segreti delle facciate esterne come gli intyerni dove troneggia il “trionfo di San Vigilio”, ma non sono da meno la sequenza degli apostoli come quella dei “dottori della chiesa”, il “Cristo pantocrator” o gli “Evangelisti”. Ciaghi “ bibliotecario di Pinzolo dal ’72 al ’94 (prima insegnante, da sempre nella Cooperazione con vari incarichi, collaboratore storico del quotidiano “Alto Adige” (ora “Trentino”) dalla metà dei Sessanta fino a pochi anni fa “ racconta anche altro. E cioè che ad appassionarsi a quella chiesa (risalente al X secolo, destinata ad essere cimiteriale e che, come la conosciamo è datata 1515) fu all’inizio la figlia Barbara, che vi entrava con l’amica Oriana. E poi arrivò la moglie Mariapia. “Mi hanno trasmesso la passione per quei dipinti e quella storia “ commenta l’ex bibliotecario che sulla chiesa ha scritto anche alcune guide, una addirittura illustrata e tradotta in tedesco dalla figlia Mariapia - E da quando sono andato in pensione ho proseguito io nelle visite guidate”.

In controluce è quindi, anche , una storia di famiglia, appassionata da un capolavoro dell’arte gotica apprezzato pure da tipi quali Vittorio Sgarbi, Philippe Daverio e Massimo Cacciari, non proprio gente che si accontenta di poco. Se poi si aggiunge che il libro è edito dal figlio Matteo (le foto, e sono tante, arrivano dal suo archivio), il quadro , è il caso di dirlo, si completa. “Ma sono stato stimolato , parecchio - aggiunge l’autore “ dalla gente di Pinzolo, che ringrazio”. Senza dimenticare il Comune che ha distribuito copia omaggio a tutti i capifamiglia e la Regione, sostenitrice dell’opera.”

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