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Hervé Barmasse incanta Pinzolo




27.01.2017, di Apt CampiglioPinzolo (letto 1417 volte)

Hervé Barmasse incanta Pinzolo 

Hervé Barmasse, l'alpinista valdostano invitato dall'Alpin go Val Rendena a presentare il suo libro “La montagna dentro” all'antivigilia della tappa di Pinzolo del Vertical Up tour, ha incantato il pubblico del Paladolomiti. Introdotto a sorpresa dai giovanissimi alpinisti della Sat di Pinzolo che hanno recitato alcuni pensieri tratti dal suo libro (“È il regalo più grande che potevo ricevere”, il commento di Barmasse), il “figlio del Cervino” ha raccontato la sua storia di scalatore, esploratore e uomo.

Nato come sciatore di libera e gigante, scopre, dopo un incidente gravissimo sugli sci che ne interrompe la promettente carriera, l'amore per le vette seguendo le orme del padre guida alpina e scalatore. “A 19 anni facevo il maestro di sci – ha spiegate Hervé Barmasse – ma sentivo che quella non sarebbe stata la mia traccia nella neve profonda, non sarebbe stata la mia vita. La prima ascesa al Cervino l'ho compiuta in un mese di ottobre fidandomi di mio padre. All'inizio non è stato poi così bello, ma il giorno dopo, al risveglio in un bivacco, l'alba mi ha sorpreso e da quel giorno ho scelto di vivere di montagna non più in discesa, ma in salita”.

Ne “La montagna dentro”, la storia di una vita, quella di Barmasse: dalla montagna di casa, il Cervino, alle vette vicine, il Monte Bianco e il Monte Rosa, fino alla Patagonia e al Pakistan. Dalle prime vie aperte all'amicizia condivisa in cordata, dall'esperienza costruita errore su errore, lezione dopo lezione alla scuola della montagna, agli infortuni dolorosi. Aneddoti ed esperienze vissute come l'essere uscito illeso da una slavina mentre stava scalando una cascata di ghiaccio alta 500 metri in Pakistan.

La montagna – ha detto – mi è venuta spesso incontro con la suerte, la fortuna che torna ad incontrare l'alpinista. Ho cercato altri “Cervini” nel mondo: la Patagonia, magia pura in inverno, che mi ha regalato emozioni verticali e orizzontali e il Pakistan che ha rappresentato per me l'esplorazione del selvaggio. Tuttavia, la cosa più bella da condividere in montagna, rimane l'amicizia. C'è sempre qualcuno che arriva primo, ma poi cosa ti resta se non le emozioni e l'amicizia”. La paura? “Coesiste nell'alpinista, è normale averne, ma il panico l'ho provato solo di fronte alla malattia perché in questo caso non avrei potuto decidere nulla”. “L'avventura è dentro di noi – ha concluso Barmasse – e ognuno di noi lascia una traccia, la sua sua traccia nella neve. Chidetevi quando sieti felici. Io, quelo giorno sul Cervino, lo ero”.

Alla fine dell'emozionante serata, voluta e organizzata dall'Alpin go Val Rendena e dal suo presidente Matteo Campigotto, i ringraziamenti e gli omaggi a Barmasse da parte del sindaco di Pinzolo Michele Cereghini e del vicepresidente della Sat di PinzoloUmberto Luzzi. L'incontro è stato presentato da Manuela Sartori.

E domani (sabato 28 gennaio) il gran giorno della sfida alla Tulot Audi quattro: dalle 16.30, le Funivie di Pinzolo che, insieme all'Alpin go, organizzano l'evento sportivo, apriranno gratuitamente la telecabina per arrivare a malga Cioca. Anche gli spettatori potranno salire per assistere alla partenza del raduno “Toni Masè” (ciaspole ore 17.30, sci alpinismo ore 18.00), ma soprattutto, a partire dalle 18.40, potranno applaudire l'emozioante arrivo degli atleti che partecipano al Vartical Up.

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