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'Busa Pulita' contraria anche al biodigestore 'No su tutto il fronte'




19.03.2017, di Com. Busa Pulita (letto 1063 volte)

L’Adige, sabato 18.03.2017

Val Rendena – “Busa Pulita“ contraria anche al biodigestore
“No su tutto il fronte”

VAL RENDENA – Il Comitato Busa Pulita di Tione, nato per contrastare l’arrivo del biodigestore progettato dall’azienda Escasa in un terreno limitrofo alla discarica di Zuclo, si muove anche per contrastare l’arrivo del biodigestore progettato da un privato, l’Azienda Agricola Nella di Paraboschi M.G. & C. a Carisolo. Si tratta di due progetti e due impianti diversi e non paragonabili – a Zuclo si parlava di occuparsi di Forsu, cioè il cosiddetto umido della raccolta differenziata sia di provenienza giudicariese che da vallate limitrofe, e in parte di trattamento di reflui zootecnici – ma il Comitato ha deciso di avanzare le proprie riserve anche sul progetto per la Val Rendena che è rivolto esclusivamente al trattamento dei reflui zootecnici dell’azienda dove sorgerà e di alcune altre aziende limitrofe. Due progetti diversi, ma in questo secondo caso le preoccupazioni del Comitato sono rivolte soprattutto al prodotto finale del trattamento tramite impianto a biogas e hanno iniziato un’opera di pressione sugli amministratori pubblici. In particolare, i rappresentanti del Comitato hanno chiesto parere formale e negativo sul paventato progetto non solo da parte della Comunità delle Giudicarie, ma soprattutto, ed è la nota più interessante, da parte del Parco Adamello Brenta. E’ da sottolineare che il progetto di biodigestore in oggetto ha già ricevuto il via libera provinciale. Il Comitato Busa Pulita di fatto chiede che il Parco si posizioni ufficialmente contro la realizzazione del biodigestore “tenuto conto – scrivono – che l’iniziativa in questione impatterà in maniera negativa e con effetti sicuramente drastici sulla promozione ed evoluzione del fenomeno turistico, specialmente estivo, che non può che vedere il proprio futuro impostato su paradigmi di salubrità ambientale, corretto uso del territorio, e qualità di aria, ed acqua e terreni agricoli. Riguardo ai terreni agricoli si chiede al Parco di evidenziare e di prendere tutti i provvedimenti necessari per evitare l’uso e lo spargimento del biodigestato”. L’altro ente al quale il Comitato si appella è quello del Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette, oltre che al comune di Carisolo, “di richiedere ai proponenti – si legge nella lettera depositata nei giorni scorsi nei vari enti chiamati in causa – una Valutazione di Incidenza, come previsto dalla normativa europea art.6 della Direttiva Habitat, in quanto è fuori dubbio che da questo approfondimento tecnico, voluto dalla legislazione europea, non potrà che emergere l’influenza negativa sulle qualità ambientali del territorio del Parco costituente un tassello fondamentale della Rete Natura 2000.

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