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Sulla serata informativa (promozionale) sul biodigestore




06.04.2017, di Francesco Scalfi (letto 1489 volte)

Considerazioni sulla serata informativa (promozionale) sul biodigestore

Partendo dal presupposto che io, come quasi tutti in sala, non capivamo nulla o poco di clostridi, di azoto e di composizioni di biodigestato, mi sono fatto un idea sul fenomeno più in generale; una valutazione più sociologica che biologica o chimica. Mi spiego. Se il primo cittadino ha davanti tutta la sua popolazione, amici, sostenitori, elettori, parenti, colleghi ecc che hanno paura o che si oppongono ad una operazione, deve fare tutto il possibile per non attuarla. Punto. Molto probabilmente Carisolo si sta perdendo un’ opportunità; può anche essere. Magari i timori e le rimostranze sono infondate e miopi. I tecnici hanno fatto il loro lavoro, ci mancherebbe. Non mi è piaciuto però come è stata gestita la faccenda dal punto di vista emozionale e comunicativo. Non mi piace quando si dice ad una signora che è in vacanza che può stare fin oltre la mezzanotte, perché è in ferie. Perché quella signora (non la conosco di persona) è una donna che ha a cuore le sorti del paese che ha scelto, in cui ha investito, e come ha detto Alimonta, l'ha scelto per le specificità e peculiarità, tra migliaia di paesini montani. 
Non mi piace sentirmi dire: se il privato fa ricorso e lo vince, il biodigestore lo fa ugualmente, tanto vale farlo in accordo. Che??? cos'è? una minaccia? e se lo fa con tutta la popolazione contro, cosa succede? il digestato sarà più indigesto? Non mi piace che si sostenga che esiste una sola linea di pensiero e che non ci sono teorie contrarie; specialmente non mi piace se chi me lo dice, è uomo di scienza quanto me o quanto la zia Pierina. L'onestà intellettuale ce l'ho anch'io. 
Non mi piace che si dica: beh, se qualcuno vende la casa, qualcun' altro la ricomprerà. Certe frasi sono passate inosservate e travolte dalla concitazione, ma io le ricordo molto bene. 
Se alcune asl hanno definito aziende insalubri questi impianti, qualche fondamento c'è di sicuro, ma sto alla larga dai dettagli tecnici e specifici.
La faccenda si risolve così: io sono il sindaco, e in democrazia, se la maggioranza dei miei cittadini non vuole una cosa, farò quanto in mio potere per evitarla. Fosse anche un'attività che cosparge meringhe o zucchero filato nei campi anziché merda, io avviso la popolazione, la informo, poi se i miei cittadini in toto (praticamente tutti, con qualche eccezione di consiglieri con spirito, genuino e sacrosanto, di cameratismo) non la vogliono, li difendo. Difendo il volere della collettività. Se poi si perdono un occasione, pazienza; potrò dire di averli avvisati. Tanto più se il privato può farlo al 100% con o senza appoggio del consiglio comunale. Sicuramente il sindaco non è stupido, anzi. Può ostacolare una attività imprenditoriale, l'ha fatto da non amministratore in passato, lo può fare ancora. Sono sicuro che a Carisolo, se un imprenditore volesse aprire un sex shop, magari in piazza sotto la chiesa, troverebbero il modo di non farlo aprire. Ma son sicuro al 100%. e ci scommetterei una mano.
Perché i carisoi, da Don Grazioso e suor Adeodata in avanti mi hanno dato tanto in gioventù. I momenti più belli della mia infanzia li ho passati in piazza, ai salesiani o a giocare a "baloch" per quelle corti. So che Carisolo sa essere un paese unito, testardo, coeso e protezionista. E il sindaco lo sa meglio di me. Lui ha fatto il suo dovere, ad informare ed a portare a conoscenza la popolazione dei possibili vantaggi. Probabilmente è un treno che passa raramente, un’ occasione che si perde. Ma se la collettività è contraria, è contraria e bon. Punto. 
Sciau Cari

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