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La porta stregata consegna la 3Tre allo svizzero




22.12.2018, di vitesseonline.it (letto 252 volte)

La porta stregata consegna la 3Tre allo svizzero Yule

A Campiglio notte da brividi per 19000. Un elvetico torna a vincere uno slalom di Coppa del Mondo dopo 11 anni, i grandi favoriti traditi dallo stesso errore. L’Italia si fa onore e Razzoli fa il miracolo: quinto

La maledizione del “3” scompiglia la notte di uno slalom incredibile regalando emozioni a ripetizione ai 19000 spettatori sul Canalone Miramonti. Lo svizzero Daniel Yule vince la sua prima gara di Coppa del Mondo nello slalom di Campiglio in una seconda manche (tracciata proprio dall’allenatore elvetico Matteo Joris) da thrilling. Dietro di lui due austriaci, ma non il grande Marcel Hirscher: il secondo posto di Marco Schwarz e il terzo di Michael Matt non compensano la grande delusione dell’uomo che non sbaglia mai ma che stavolta ha sbagliato, eccome.

Voleva la terza vittoria a Campiglio, Hirscher, ed invece la seconda manche ha sgretolato il suo piano all’altezza della terza porta, dove molti altri hanno trovato lo stesso destino. Tra questi, un paio di minuti prima di Hirscher, il norvegese Henrik Kristofferson era evaporato nello stesso identico punto: anche lui deve rinviare all’anno prossimo il sogno del tris a Campiglio.

Una sorta di effetto-domino. Gli statistici non ricordano in tempi recenti uno slalom in cui né Hirscher né Kristofferson siano arrivati in fondo e già questo la dice lunga sull’imprevedibile esito della 65.sima classica trentina.

"Incredibile – esclama il vincitore Yule – io già stavo esultando per un posto sul podio, mai avrei pensato che potesse verificarsi un colpo di scena di questa portata”. Un svizzero sul gradino più alto del podio in una prova di Coppa del Mondo tra i pali stretti non si vedeva dal 2007 (Marc Gini a Reiteralm).

Ma le sorprese vengono anche dal basso, non solo dai “boss” del circo bianco. La pista perfetta del Canalone Miramonti – confermatasi un’eccellenza a livello mondiale, grazie alla professionalità di chi la prepara – ha consentito a molti atleti partiti con un pettorale alto nella prima manche di trovare un posto nei primi trenta. Tra questi un superlativo Giuliano Razzoli, il campione olimpico di Vancouver 2010 a Campiglio rinasce dopo tre anni di calvario che lo avevano portato vicino al ritiro. Partito con il pettorale 69, l’azzurro ha chiuso al quinto posto e nel dopo gara è sembrato commosso: “Risalire dopo un periodo così difficile è stato una fatica improba, ma questo risultato mi ripaga di tutti i sacrifici che ho fatto”.

Bravi nel complesso gli azzurri con cinque qualificati alla seconda manche e Manfred Moelgg ottimo sesto, proprio a pochi centesimi da Razzoli. Il giovanissimo Alex Vinatzer, che nella prima manche era stato sorprendentemente ottavo e migliore degli italiani, ha sciupato tutto nella seconda uscendo anche lui dalla porta stregata. Pochi rimpianti viceversa per uno Stefano Gross lontano dalla forma ideale, positiva invece la prova di Simon Maurberger.

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