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ASSEMBLEA STRAORDINARIA CASSA RURALE PINZOLO - FUSIONI




24.05.2019, di Lucio Binelli (letto 1195 volte)

Non potrò essere presente all’Assemblea Straordinaria del 25 maggio prossimo, e me ne dispiaccio. Vorrei però che fossero note ai Soci, queste mie riflessioni anche se il mio orientamento non potrà essere computato nell’esito della votazione.

PINZOLO 23 maggio 2019

Autunno 1895 : grazie all’intrapredenza di don Napoleone Cavalieri, sacerdote roveretano, parroco a Carisolo e buon amico di Don Lorenzo Guetti, viene avviato l’iter per l’istituzione di una Cassa Rurale, al fine di AIUTARE LA GENTE a MIGLIORARE LA PROPRIE QUALITA’ di VITA.

Autunno 2018 : dopo essere passata attraverso:

  • TRE cambi di valuta corrente
  • UN cambio di nazionalità
  • DUE guerre mondiali
  • Innumerevoli crisi economiche e finanziarie locali, nazionali ed internazionali dalle più lievi alle più disastrose

la vecchia Cassa Rurale di Pinzolo è ancora in piedi e gode, tutto sommato, di buona salute.  Ciononostante vengono paventati gravi ma indefiniti pericoli per la stabilità delle Casse Rurali in generale e per questa ragione viene suggerito, meglio sarebbe dire viene imposto, un cambiamento di prospettiva rivoluzionario: l’obiettivo primario degli Istituti di Credito Cooperativo non deve e non può più essere quello di AIUTARE LA GENTE a MIGLIORARE LA PROPRIE QUALITA’ di VITA, ma dovrà essere LA GENTE ad AIUTARE gli ISTITUTI a migliorare la loro solidità anche diminuendo la propria (della gente) qualità di vita. E così ci si “scioglie” nel cosiddetto Gruppo Bancario del Credito Cooperativo” facendo finta che questa sia una scelta dei Soci.

La prospettiva è cambiata di 180 gradi. Il fine non è più quello di aiutare le famiglie, le persone gli individui a relizzare le proprie aspirazioni, a far fronte alle proprie difficoltà. Lo scopo è, oggi, quello di “evolvere (sic!) verso una BANCA dimensionalmente maggiore ed efficacemente strutturata in grado di governare e presidiare l’aumento della complessità burocratico-normativa, i rapporti con la Capogruppo Cassa Centrale Banca e lo sviluppo del mercato bancario e della relativa concorrenza.” (cit. dall’opuscolo di convocazione dell’Assemblea).
Il che è un po’ come dire che fino a ieri avevamo un’utilitaria che guidavamo noi e ci serviva per portarci dove volevamo andare; da oggi invece abbiamo rottamato la vecchia utilitaria per salire su un autobus più sicuro e confortevole che però ci porterà dove gli pare all’autista!

Non potrò essere presente in Assemblea e me ne dispiaccio, tuttavia come già avevo fatto in occasione dell’Assemblea del novembre 2018, esprimo la mia personale contrarietà alla proposta di fusione.

La motivazione, questa volta, deriva anche dal nome: se si fosse proposto, per la nuova realtà, il nome di BANCA ADAMELLO avrei potuto almeno apprezzare la trasparenza dell’operazione.
Continuare ad usare il nome di CASSA RURALE per definire l’Istituto che deriverà da questa fusione, credo sia una mera operazione di marketing che però rappresenta un insulto alla memoria delle Casse Rurali e al concetto stesso di Credito Cooperativo.
Le Casse Rurali ed il Credito Cooperativo sono morti.
Lasciamoli riposare in pace.

                                                                            Lucio Binelli

Cassa Rurale Adamello
Turismo in Trentino

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