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L'enciclopedia Treccani delle malghe delle Giudicarie




13.09.2019, di Michele Bella (letto 1328 volte)

NASCE ACTA MONTIUM, L’ENCICLOPEDIA TRECCANI DELLE MALGHE NELLE GIUDICARIE

NEL TOMO IL GIOVANE RICERCATORE MICHELE BELLA CATALOGA BEN 563 STRUTTURE

LARDARO - SELLA GIUDICARIE (VALLE DEL CHIESE - TRENTINO), 10 SETTEMBRE 2019 - Acta Montium è una sorta di Enciclopedia Treccani del mondo storico della zootecnia d’alta quota nelle Giudicarie ovvero nel territorio del Trentino Sud-occidentale, che vede 563 malghe collocate sulla superficie di 1.176,51 km² che si sviluppa dal Lago d'Idro a Madonna di Campiglio e dal Lago di Molveno fino alle porte del Lago di Garda.

Questo nuovo libro - un’autopubblicazione voluta da Michele Bella, giovane studioso originario della Valle del Chiese, ora a disposizione della comunità - è in sostanza una fotografia di quanto propone questo territorio che abbraccia le aree di Campiglio-Val Rendena, Giudicarie Centrali, Giudicarie Esteriori e Valle del Chiese. È il risultato di sette anni di lavoro e della passione dell’Autore per la montagna e per le attività che vi si praticano. Impensabile quindi non abbracciare un tema strettamente legate al territorio, che affonda le proprie radici nella storia e che in tempi più recenti ha avuto qualche difficoltà operativa, con contraccolpi sociali ed economici.

Articolato in 485 pagine, il tomo Acta Montium è una ricerca storico-geografica che censisce le malghe. Ognuna ha una propria scheda descrittiva arricchita da centinaia di fotografie. Nel suo insieme l'opera contiene 960 immagini e 77 saggi di approfondimento inediti. Le malghe - pascoli nei quali sono state costruite una o più strutture funzionali all'attività di alpeggio, dai semplici ripari per i pastori ai più grandi stalloni - sono un patrimonio rurale pubblico sentito da tutte le comunità delle Giudicarie.

Acta Montium affronta ogni singola zona di questo territorio passando dalle grandi malghe da latte alle malghette abbandonate nei luoghi più remoti. La ricerca interessa i gruppi delle Dolomiti di Brenta, dell'Adamello, della Presanella, del Cadria, del Tombea e del Brento, oltre che un centinaio di valli, tra cui la Val Genova, la Val di Daone, la Val di Breguzzo, la Val di S. Valentino, la Val di Borzago, la Val Nambrone, la Val Dalgone, la Val d'Ambiez e tante altre laterali della Rendena, del Chiese e delle Giudicarie esteriori.

L’attività di Malga era parte dominante all’interno del più ampio concetto di monte - spiega Michele Bella nella prefazione del libro -. Gli innumerevoli pascoli delle malghe, i tanti torrenti, rii, laghi e sorgenti che donano l’acqua, gli ettari di foreste nelle quali si ricavava il legname per riscaldarsi, costruire, fare carbone e commerciare, i ripidi pendii usati per segare il fieno selvatico, le riserve dove praticare la caccia, non sono che una prima, incompleta lista delle tante attività e risorse che hanno reso le fasce medio-alte delle nostre valli (i monti) territori cruciali e strategici che ciascuna Comunità doveva tutelare, regolare e mantenere anche con forza, scontrandosi sovente con le Ville vicine. Beni Comunitari goduti esclusivamente dai membri delle singole Comunità, che come tali dovevano essere difesi e regolamentati.

Come spiega Michele Bella, il Censimento delle oltre 500 malghe delle Giudicarie è quindi anche un’occasione per ridare dignità a dei beni e ad una fascia montana che tanto hanno significato storicamente per i nostri antenati. E poi lancia quindi un grido di allarme, ricordando come più della metà delle malghe censite è ad oggi in uno stato di rudere, abbandonate e talvolta persino dimenticate dalla memoria. Un patrimonio montano, per certi aspetti unico, che rischia di essere perso per sempre non solo dal punto di vista materiale ma anche immateriale. Il primo passaggio di quest’opera - spiega - punta quindi a restituire dignità a quanto i nostri antichi antenati hanno curato e difeso strenuamente. L’intento è di tutelarne la memoria, andando ad annotare le notizie di carattere storico e geografico che sarebbero altrimenti dimenticate. È questo il principio che ha ispirato la realizzazione di questo libro.

Acta Montium non vuole assumere un valore divulgativo, di mera promozione turistica o generalista - aggiunge l’autore -: si tratta di un Tomo che, attraverso approfondimenti, glosse e note, vuole operare una vera e propria rappresentazione storico-geografica di quanto oggi conoscibile in questo contesto.

Michele Bella ricorda poi il grande lavoro svolto dalla Provincia autonoma di Trento, in tema di toponomastica e l’importante opera di trascrizione di antiche carte da parte di numerosi autori, la cui lettura ha consentito la realizzazione di Acta Montium.

La presentazione del volume Acta montium da parte di Michele Bella alla Giunta provinciale

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