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Cassa Rurale Adamello: il perché di una candidatura




07.10.2019, di Luigi Olivieri (letto 816 volte)

CASSA RURALE ADAMELLO: IL PERCHE’ DI UNA CANDIDATURA

Il nostro Trentino è oggi una terra di benessere economico e di coesione sociale. Questo lo dobbiamo da un lato all’Autonomia, che ha portato i luoghi delle decisioni politiche vicino ai cittadini, dall’altro alla Cooperazione, che ha saputo tenere insieme due principi apparentemente contrapposti: il profitto e l’equità. L’idea di cooperare dal basso nell’interesse generale si fece strada ormai molti anni fa in una terra allora povera, per lo più contadina, con un’orografia aspra e un clima tutt’altro che facile. Come ognuno avrà sperimentato anche nel suo quotidiano, è soprattutto nelle condizioni difficili che l’uomo capisce l’importanza del lavorare insieme e del restare uniti. Non sorprende, dunque, che in quelle condizioni così dure il Trentino sia riuscito a individuare una delle due leve che lo avrebbero reso una terra invidiata e ammirata. Sarebbe un controsenso rimpiangere, oggi, le difficoltà di quei tempi ma è innegabile che il sistema cooperativo trentino sia posto da ormai diversi anni, ad ogni suo livello, di fronte a una sfida epocale, quella per la sopravvivenza di un modello economico che, senza dimenticare il profitto, mette al centro la solidarietà tra persone: la cooperazione appunto. La sfida la detta un’economia ormai globale che ha imposto pure alle realtà più piccole di confrontarsi con i mercati internazionali. Anche il credito cooperativo, lo sappiamo bene, è chiamato a ripensarsi se vuole custodire il suo valore più vero: essere uno strumento di sviluppo delle Comunità locali.
È in questo contesto che è stata pensata la Cassa Rurale Adamello. E’ sulla spinta di queste riflessioni che nasce la mia disponibilità a fare parte del futuro Consiglio di Amministrazione. Si tratta di una disponibilità che, fino a qualche mese fa, non avrei potuto dare perché la presidenza di Autostrada del Brennero S.p.A., incarico che ho avuto l’onore di rivestire fino a luglio 2019, non mi avrebbe lasciato tempo sufficiente per occuparmi della professione di avvocato e, insieme, di un nuovo e così importante compito.  Se avrò la fiducia dei Soci per me far parte del Cda della Cassa Rurale Adamello significa ritornare alle origini del mio impegno sociale. Risale, infatti, al 1988 l’elezione a componente del Cda della Cassa Rurale di Pinzolo. Incarico poi rinnovatomi fino al 1996. Quell’impegno si concretizzò in un periodo non semplice della Cassa Rurale e in quella occasione ho avuto la possibilità di apportare un contributo professionale quale neo procuratore legale. Ho poi incontrato il modo cooperativo del credito nel 2001 quando, allora parlamentare, mi impegnai per dare una mano ai risparmiatori che avevano sottoscritto i Bond Argentini all’esito del default di qual Paese. L’iniziativa che vide protagonista la Cassa Rurale di Pinzolo fu poi mutuata dal sistema delle Casse Rurali Trentine con un concreto aiuto agli sventurati risparmiatori (molti soci di Casse Rurale). Ancora come parlamentare, nel 2005 mi impegnai affinché fosse salvaguardatala la peculiarità del mondo delle Casse Rurali nell’ambito della riforma del diritto societario approvata dal Parlamento Italiano.
Ho da sempre sostenuto, intervenendo alle assemblee Sociali della Cassa Rurale di Pinzolo, che bisognava costruire un Istituto di Credito di maggiori dimensioni affinché fosse in grado di far fronte maggiormente alle esigenze dei risparmiatori e degli imprenditori.  I tempi sono maturati solo ora sicuramente sollecitati dalla grave crisi economica del 2007 che ha comportato il fallimento di alcune banche ed una conseguente maggior attenzione del legislatore verso la tutela del risparmio, principio sancito dalla Costituzione.
Ora il dado è tratto ed a noi soci compete l’onore (e non solo l’onere) di essere protagonisti di una nuova ripartenza.
In questo percorso ritengo debbano essere ricordate e praticate le peculiarità del credito cooperativo da declinarle nella fase storica che ci è dato di vivere, alla luce delle profonde trasformazioni economiche e sociali che abbiamo conosciuto e che dovremmo interpretare per poter essere protagonisti del nostro futuro.
Molto è cambiato e la compagine sociale di qualche migliaio di soci ora è di quasi nove mila soci. Molti si chiedono come potranno essere salvaguardato il voto capitario, la partecipazione del socio e la territorialità della Cassa?
Queste domande esigono risposte non demagogiche. Vi è la necessità di una visione che prenda il via dal comportamento quotidiano dei nostri collaboratori che operano nella Cassa e da impegni precisi e declinati dal futuro Consiglio di Amministrazione.
 Per quanto mi riguarda ho idee chiare che, se eletto, metterò a disposizione del futuro Consiglio di Amministrazione. Con la sede operativa a Tione essendo la Cassa Incorporante, baricentrica e di maggior dimensioni, bisognerà far sì che tutte le Comunità nelle quali opera la Cassa si sentano protagoniste e le varie sedi territoriali siano vissute dai collaboratori e dai soci in modo compiuto.
Il nuovo Istituto di Credito dovrà essere un protagonista della vista sociale e parte degli utili che si conseguiranno dovranno essere destinati dalla Cassa a stimolatore iniziative sociali, culturali, sportive e non solo. Particolare attenzione in ciò, dovrà essere data ai soci in difficoltà ed ai giovani incoraggiandoli ad acquisire una sempre più qualificata formazione culturale.  La Cassa dovrà essere attenta promotrice e sostenitrice per tutte quelle iniziative sociali e sportive che possono “vivere” solo perché vi è la partecipazione economica di sostegno della nostra Cassa. Qualora ciò fosse reso difficili da disposizioni legislative dovremmo avere la fantasia da un lato e l’intelligenza dal altro di dotarsi degli strumenti, anche formali, per poter continuare ed incentivare ulteriormente l’operatività sociale che le tre Casse Rurali già svolgevano sia nel campo della beneficienza che in quello della mutualità.
Sono convinto che il futuro delle nostre comunità sarà molto impegnativo se vogliamo mantenere i livelli di benessere di cui oggi beneficiamo. Ciò sarà possibile, ritengo, solo se anche il mondo bancario in generale, quello cooperativo in particolare, farà la sua parte con dedizione e professionalità ma soprattutto con umanità.
 La Cassa dovrà, a mio modo di vedere, essere un corpo unico che dialoga costantemente con i soci e clienti risparmiatori e imprenditori.  La Governance della Cassa dovrà essere in grado di costruire nei prossimi anni un Istituto di Credito Cooperativo che continui nelle buone pratiche già patrimonio delle tre Casse ed essere ancor più performante data la nuova dimensione e la fortuna di operare in territori con loro peculiarità e con ancora capacità di risparmio e di investimento. Quindi un Consiglio di Amministrazione che svolga l’attività classica imposta dalle normative ma capace anche di dare sostegno e stimolo ai soci e clienti con lungimiranza mettendo al centro del proprio operare la persona del socio.
Luigi Olivieri
Candidato per il Consiglio di Amministrazione della Cassa Rurale Adamello

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