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Roberto Simoni... Candidato alla carica di Amministratore




20.10.2019, di Roberto Simoni (letto 1237 volte)

Nonostante qualche rammarico all’indomani dell’assemblea elettiva

Cassa Rurale Adamello:
 un progetto da sostenere per il benessere delle comunità locali

Trascorsi alcuni giorni dall’assemblea dei soci della nuova Cassa Rurale Adamello, e smaltita la delusione per non poter partecipare in modo più attivo al futuro di questo progetto, desidero rivolgere ai soci e agli amministratori neo-eletti alcune riflessioni non di commiato ma d’incitamento.
Sento anzitutto il bisogno di esprimere la più profonda gratitudine a tutti quei soci della ex Cassa Rurale Pinzolo, che mi hanno concesso di vivere un’esperienza umana, sociale e professionale tanto appagante come quella di presiedere per ben 15 anni la nostra prestigiosa banca, le cui potenzialità, confluendo in un soggetto più grande e più forte, saranno ora rinvigorite per un più completo e ambizioso servizio al territorio.
Da Presidente uscente di una delle tre banche fuse, non mi concedo alcuna recriminazione per non far parte del nuovo board: mi sono messo a disposizione, come ritenevo mio dovere, e mentre ringrazio gli oltre cinquecento soci che hanno colto con favore questa disponibilità, mi congratulo con altrettanta sincerità con i nuovi eletti, persone degne e motivate, cui consegno con fierezza il mio testimone, spronandoli con il miglior augurio di buon lavoro. Spero che possano contare sempre sullo stesso sostegno vicendevole e sulla stessa fiducia da parte dei soci di cui ho potuto godere nel corso dei miei mandati a Pinzolo. In effetti, ho avuto la fortuna di avere sempre al mio fianco amministratori leali, accomunati da passione, spirito di squadra e attaccamento ai valori cooperativi e comunitari, con cui abbiamo potuto superare anche i momenti più ostici.  
Certo, per come si sono svolte queste elezioni, non mancherebbero motivi di rammarico. Mi è spiaciuto, ad esempio, non poter illustrare in modo esaustivo all’assemblea, assieme ai due Colleghi Presidenti uscenti, come avviene di solito nelle fusioni, il percorso e il senso di questa alleanza fra le nostre tre Casse storiche, favorita da un intenso lavoro che viene di lontano e guarda lontano. I tre minuti per ciascun intervento, cronometrati con puntiglio, a prescindere dalla responsabilità rivestita nel progetto, hanno umiliato il ruolo dell’assemblea, non più luogo di approfondimento e di confronto democratico, ma di decisioni preconfezionate altrove, là dove sono più agevoli le incursioni della peggior tradizione politica. Non è stato uno spettacolo edificante l’assedio casa per casa di candidati e coalizioni improvvisate, che non si sono fatti scrupolo di diffondere falsità di ogni genere pur di gettare discredito su altri candidati, alla faccia dello spirito cooperativo e della sbandierata necessità di competenza. Ma tutto ciò appartiene al passato, e lì deve restare (con l’auspicio che gli appuntamenti elettorali siano in futuro più sereni) perché la democrazia cooperativa è sempre giusta e sensata, e alla lunga sa isolare chi getta polvere negli occhi da chi opera per il bene comune.
L’importante, dal mio punto di vista - e vengo al cuore di questo messaggio - è che i soci abbiano piena consapevolezza del lungo cammino compiuto dalla ex Cassa Rurale Pinzolo e dell’accelerazione che a questo cammino la fusione con le due Casse consorelle potrà imprimere in futuro.
A monte della fusione c’è stato un periodo complesso, caratterizzato da forti tensioni, dal diffondersi della paura fra gli operatori e dalla precarietà degli scenari economici e finanziari, che con il loro repentino alternarsi hanno prodotto fratture e modifiche profonde nell’intero sistema bancario mondiale. Ne abbiamo sentito gli echi di cronaca, anche drammatici, che hanno demolito molte delle certezze del passato. Proprio in quei momenti, quando anche le persone più decise sono assalite da dubbi e timori, è venuto a galla lo spirito di squadra, offrendo a ciascuno di noi quella solidarietà e vicinanza che hanno consentito di gettare il cuore oltre l’ostacolo e adottare scelte complesse, magari impopolari, ma necessarie per garantire continuità e futuro alla Cassa e un supporto insostituibile ad aziende e famiglie.
Posso oggi affermare che questi obiettivi sono stati ampiamente centrati. Il patrimonio della Cassa Rurale Pinzolo, nei «miei» quindici anni, è più che raddoppiato, nel solco del miglioramento di tutti gli indicatori economico-finanziari, ritratto di una banca in ottimo stato di salute, di cui tutti, esponenti aziendali e soci, possono andare orgogliosi.
Ma ciò non sarebbe bastato. Come ogni azienda, anche la Cassa Rurale Pinzolo si è trovata di fronte all’imperativo della crescita. Una crescita necessaria per incrementarne l’operatività a beneficio dei soci e dei clienti e per la sicurezza dei depositanti. Basti pensare, in proposito, che i parametri di vigilanza della nostra ex Cassa non ci avrebbero più consentito di finanziare per intero nemmeno la ristrutturazione di un solo albergo, proprio quando l’economia locale stava esprimendo una ritrovata effervescenza. Perciò il progetto di fusione era al tempo stesso una soluzione e una sfida. L’abbiamo messo in cantiere con tenacia, pur fra mille difficoltà e incomprensioni, nella piena convinzione della sua ineluttabilità.
Oggi, ne posso con ragione rivendicare la valenza, ringraziando i soci che quel progetto hanno avallato, magari in modo non del tutto consapevole, ma dando fiducia ai propri amministratori, e pieno diritto di domicilio al credito cooperativo nel futuro della nostra comunità.
Quindi avanti, senza indugio: in questo progetto bisogna credere, non c’è alcuna valida alternativa per il sostegno della nostra economia e del nostro benessere, perché dobbiamo pur consegnare alle future generazioni almeno quanto a noi lasciato da quelle che ci hanno preceduto. Non ho dubbi che i nuovi amministratori e il nuovo Presidente della Cassa Rurale Adamello sapranno riuscirci. Avranno dalla loro degli ottimi collaboratori, che ogni giorno onorano il proprio dovere con impegno e dedizione. In passato li ho sempre sentiti al mio fianco. Dal canto loro, non hanno mai perso l’occasione, da ultimo in questi giorni, per esternarmi la loro stima. Ho apprezzato con commozione, pur consapevole di non essere esente da errori, che semmai ho commesso in buona fede e con spirito costruttivo.
Grazie a tutti i collaboratori e a tutto quello che fanno per la comunità locale.
Concludo pertanto con un grande «in bocca al lupo» ai nuovi amministratori e con l’augurio di un virtuoso futuro per la Cassa Rurale Adamello, della quale, come socio, continuo ad essere tifoso, perché su tutti noi soci incombe la responsabilità di sostenerla con genuino e vigile spirito cooperativo.

18 ottobre 2019.                                                     
Roberto Simoni

Turismo in Trentino

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