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Ciao Anisio




31.10.2019, di Ennio Righi (letto 4112 volte)

CIAO ANISIO

Nei giorni scorsi, dopo aver lottato con dignitosa forza fino alla fine contro il male che lo aveva colpito, ci ha lasciato Anisio Bontempi, uomo semplice e grande lavoratore che  non conosceva le parole “ fermati e riposati “. Caparbio e schietto ha sempre mostrato rispetto per tutti e ha saputo donare e ricevere amicizia sincera. Non diceva mai no a chi chiedeva il suo  aiuto anche se per aiutare doveva correre ancora di più in quella sua vita dai ritmi frenetici dalla quale non sapeva prenderne le distanze. Chi lo conosceva bene lo chiamava “ terremoto “ per quella sua energia che sembrava inesauribile e che fino all’ultimo giorno Anisio ha cercato in fondo al barile fino alla fine poiché mollare non faceva parte di lui.  E quando “viveva correndo” la sua giustificazione era sempre la stessa: avrebbe lavorato sodo fino alla  pensione  e poi si sarebbe goduto la vita con la sua amata Karin, circondato dall’affetto dei figli Anthony, Dennis e Tatiana e dei nipotini che adorava. Una vita passata tra i sassi della Pedretti graniti ,dove ha sempre lavorato con passione sapendosi far apprezzare per la sua professionalità e disponibilità. Tra quella tonalite che anche grazie al suo lavoro ha preso le forme più svariate: da quella della  maestosa  croce tra le cime dell’Adamello a quella dell’ imponente fontana collocata all’interno dei giardini vaticani a Roma. Soltanto una settimana fa Anisio ha potuto realizzare il grande desiderio di vedere la fontana posizionata in Vaticano: ci teneva così tanto a farlo !  Vedere il “ lavoro finito”  gli dava un senso di momentanea pace prima di buttarsi a capofitto e con entusiasmo in qualcosa di nuovo, ma questa volta forse sapeva, in cuor suo, che sarebbe stato diverso, che era tempo di raccogliere più che di seminare, che era tempo di rallentare il suo passo. In questa occasione ha avuto l’onore e la gioia di stringere la mano a Papa Francesco che con il suo sguardo gli ha trasmesso pace e serenità.  
Caro Anisio, Eri convinto che in questa battaglia avresti vinto tu, ed in fondo,  forse, è stato proprio così, in quanto sei riuscito a realizzare tutto quello a cui tenevi di più, tra cui stare accanto a tuo figlio Dennis facendogli da testimone nell’importante giorno del suo matrimonio avvenuto solo sabato. Chissà se ora starai davvero riposando o se, piuttosto, inizierai a portare “ scompiglio “ anche lassù… Noi ti ricorderemo sempre con grande affetto, fieri di averti potuto avere al nostro fianco certi che la tua energia e la tua luce ci accompagneranno ogni giorno.

Anisio Bontempi
Turismo in Trentino

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