La prima neve è già arrivata ma crescono le preoccupazioni per l’imminente stagione invernale

di CampanediPinzolo.it

La prima neve è già arrivata ma crescono le preoccupazioni per l’imminente stagione invernale

Nei giorni scorsi la prima neve d’autunno ha fatto la sua comparsa sulle piste della skiarea Campiglio. Quasi trenta i centimetri in cima al Grostè e le previsioni a lungo termine parlano di un inverno freddo e nevoso.

Ma quest’anno la preoccupazione principale non riguarda la neve ma l’andamento della pandemia ed i suoi riflessi sull’economia turistica delle regioni alpine che si basa soprattutto sulla pratica dello sci alpino.

Molte le domande che si pongono gli operatori del settore: Sarà possibile l’apertura degli impianti di risalita quest’inverno, e con quali regole? Arriveranno i turisti stranieri, in particolare russi e polacchi? Riuscirà la clientela italiana a compensare, almeno in parte, il crollo del turismo estero?

Troppo presto per dare risposte perchè tutto dipenderà dall’evoluzione dei contagi che, purtroppo, continuano a salire anche oggi (3.678 nuovi casi in Italia, oggi 7 ottobre). Alcuni esperti hanno già avanzato ipotesi pessimistiche. Ad esempio, l’infettivologo Galli dell’ospedale Sacco-università degli Studi di Milano,ha lanciato questo monito in vista della prossima stagione invernale: “Con questi contagi è dura pensare di utilizzare gli impianti di risalita per sciare”.

Diversi i segnali che provengono da altre zone turistiche alpine.

Ci sono località in Tirolo che hanno deciso di non aprire il prossimo inverno. Ad esempio, i gestori degli impianti sciistici di Axamer Lizum, località austriaca vicina a Innsbruck, hanno presentato al ministero dei trasporti viennese la domanda di poter sospendere il servizio per questa stagione.

Oppure, gli sciatori abituali del comprensorio della Vialattea (Sestriere, Sansicario, Sauze d’Oulx, Cesana e Claviere) per la prossima stagione sciistica non potranno acquistare come di consueto gli skipass stagionali a causa dell’incertezza dovuta dal Covid 19.

Anche alcune strutture ricettive hanno deciso di non aprire a dicembre: il Club Med di Pragelato (mille posti letto), forse il più prestigioso resort delle Alpi Occidentali, non aprirà nella prossima annata dello sci. Ricordiamo che il TH Marilleva 1400 Resort, ex villaggio Valtur, non ha aperto la scorsa estate.

Insomma, la situazione è in evoluzione. La speranza di tutti e che la situazione non si aggravi troppo e, soprattutto, che il vaccino arrivi al più presto.

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