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Adamello Brenta Geopark, modello per i geoparchi d’Europa




19.02.2010, di Pnab (letto 2611 volte)

A Villa Santi, nel Parco Naturale Adamello Brenta,
concluso il 2° Workshop nazionale dei geoparchi
 Il Piano d’azione dell’ Adamello Brenta Geopark, modello per i geoparchi d’Europa
Una quarantina di rappresentanti di geoparchi, aree protette in procinto di entrare nella Rete europea dei geoparchi ed enti che si occupano della protezione
e valorizzazione del patrimonio geologico hanno condiviso
la necessità di una strategia globale comune  

Provenienti da Lazio, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Sardegna, Piemonte, Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Campania e Toscana, una quarantina di rappresentanti di geoparchi, aree protette in procinto di entrare nella Rete europea dei geoparchi ed enti che si occupano della protezione e valorizzazione del patrimonio geologico hanno partecipato al 2° Workshop nazionale dei geoparchi in Italia conclusosi ieri presso Villa Santi, la Casa natura del Parco Naturale Adamello Brenta a Montagne (Tn).

Le due intense giornate di lavoro hanno permesso ai “nodi” italiani di quella straordinaria rete di parchi dedicati alla geologia che, sotto l’egida dell’Unesco, sta crescendo in tutto il mondo, di conoscersi meglio, scambiarsi le varie esperienze attuate nell’ambito della pianificazione e della comunicazione e impostare, per il futuro, modalità e mezzi di lavoro comuni.

In particolare Nickolas Zouros, coordinatore della Rete europea dei geoparchi (European geopark network – Egn) e direttore del Museo di storia naturale della foresta pietrificata di Lesvos (Grecia), ha indicato il Piano d’azione adottato dal Parco Naturale Adamello Brenta Geopark come modello per un piano d’azione comune che potrà essere adottato da tutti i geoparchi della Rete europea e mondiale Unesco. Presso l’Adamello Brenta sarà inoltre costituita la banca dati degli strumenti comunicativi adottati dai diversi geoparchi. Anche in questo modo si potrà dunque dare attuazione all’auspicio espresso dallo stesso Zouros che “per proteggere e valorizzare il patrimonio geologico della Terra occorre una strategia globale che accomuni, in una logica di rete, tutte le aree protette impegnate, nel mondo, non solo nella conservazione degli aspetti naturalistici, ma anche di quelli geologici”.

“Il workshop – ha commentato il direttore del Parco Naturale Adamello Brenta Claudio Ferrari – è stato molto concreto, ci ha permesso di impostare nuove iniziative operative, di scambiare esperienze con altri territori e di presentare quanto fatto dal Pnab nell’ultimo anno e mezzo, in tema di geologia, con la collaborazione del Servizio geologico della Provincia Autonoma di Trento e del Museo Tridentino di Scienze Naturali. Una particolare soddisfazione è arrivata dal fatto che Villa Santi si è dimostrata luogo ideale per ospitare meeting e convegni, in sinergia, comunque, con le strutture ricettive del posto che hanno ospitato alcuni degli intervenuti”. 

Attualmente in Italia ci sono 5 geoparchi che fanno parte della Rete europea e mondiale dei geoparchi Unesco.  In Europa i geoparchi che testimoniano la storia umana e geologica del “vecchio continente” sono 35 (4 nel 2000 quando l’iniziativa prese avvio, 5 le nuove candidature del 2010), in Asia (Cina e Giappone) 27, in America Latina 1, mentre si attendono le prime candidature dal Canada, dagli Stati Uniti e dall’Africa per costruire un network sempre più globale. Tutti questi geoparchi sono caratterizzati dalla presenza di straordinari siti geologici e geomorfologici e dall’adozione, da parte degli enti che li gestiscono, di una strategia di sviluppo sostenibile che valorizza il paesaggio e la presenza dell’uomo sul territorio. 

Il Servizio geologico della Provincia Autonoma di Trento e il Museo Tridentino di Scienze Naturali hanno fornito numerosi dettagli sulle particolarità del patrimonio geologico del Parco Naturale Adamello Brenta e sugli strumenti per comunicarle.

Durante i due giorni sono state presentate le candidature del Parco Nazionale Tecnologico e Archeologico delle Colline Metallifere Grossetane e del Parco Nazionale Cilento e Vallo di Diano, che stanno per essere esaminate dall’Egn.

Dal “fronte dolomitico” è stata quindi sollecitata una maggiore operatività dei parchi dolomitici nell’assumere un ruolo attivo nella valorizzazione del riconoscimento come bene naturale patrimonio dell’Umanità.

Il workshop tenutosi a Villa Santi è stato, inoltre, l’occasione per costituire il forum permanente tra i 5 geoparchi italiani (Parco Regionale Naturale del Beigua, Parco Naturale delle Madonie, Parco Rocca di Cerere, Parco Naturale Adamello Brenta Geopark, Parco Geominerario della Sardegna).  “Il forum – ha detto Maurizio Burlando, direttore del Parco Naturale Regionale del Beigua – sarà uno strumento agile, snello in grado di favorire lo scambio di informazioni e strumenti operativi tra i soggetti che operano per la conservazione del patrimonio geologico. Dovrà essere in grado di facilitare lo scambio di buone pratiche e lo sviluppo comune dei temi legati al geoturismo e al turismo sostenibile”. Vi faranno parte anche quattro organizzazioni che si occupano di patrimonio geologico (Unesco, Ispra - Istituto superiore per la Protezione e ricerca ambientale, Fist-Federazione italiana delle Scienze della Terra, Federparchi).

Hanno introdotto la due giorni di workshop il sindaco di Montagne Bruno Simoni, il presidente del Parco Naturale Adamello Brenta Antonello Zulberti e il dirigente del Dipartimento Foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento Romano Masè.

Il terzo workshop si terrà nel 2011 presso il Parco Regionale delle Madonie.
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