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Parco: no alle motoslitte




04.05.2010, di Pnab (letto 2750 volte)

Parco: no alle motoslitte

Il Parco Naturale Adamello Brenta condivide la preoccupazione espressa dalla Sat sui quotidiani di oggi in merito alla deplorevole presenza delle motoslitte in Adamello. “Siamo fortemente preoccupati per quanto segnalato in questi giorni dagli sci-alpinisti – commenta il presidente del Parco Antonello Zulberti – e ci uniamo all’appello del presidente della Sat Piergiorgio Motter contro questa aggressiva fruizione della montagna, che va contro tutti i criteri dell’educazione, della sostenibilità e della sensibilità verso l’ambiente e i suoi fragili equilibri, che dovrebbero essere comuni a tutti. L’amarezza del Parco per quanto sta accadendo è direttamente proporzionale all’impegno che l’Ente da sempre indirizza al tentativo di arginare l’utilizzo delle motoslitte”.
Il Piano del Parco approvato nel 1999 prevede, infatti, una serie di norme specifiche che vietano l’utilizzo delle motoslitte all’interno dell’area protetta, salvo esigenze particolari segnalate dalle amministrazioni comunali. I casi speciali che possono verificarsi devono essere autorizzati con permesso firmato dal sindaco del Comune competente. Anche la Provincia autonoma di Trento si è recentemente dimostrata più sensibile verso il problema, inasprendo i regolamenti e le sanzioni inflitte a chi utilizza le motoslitte sulle vette alpine, in piena area protetta. 
L’impegno costante del Parco nel contrastare l’utilizzo improprio delle motoslitte è dimostrato dai numeri dell’attività di vigilanza svolta dai guardaparco del Pnab: negli inverni 2008/2009 e 2009/2010 (da dicembre ad aprile) i guardaparco hanno effettuato 278 giornate di servizio di vigilanza specifica (142 nel 2008/2009, 136 nel 2009/2010) mirate a contrastare il transito illecito di motoslitte e quad. A queste si devono aggiungere due servizi speciali effettuati l’11 e il 21 maggio 2009 nella zona del Mandron, in seguito ad una precisa segnalazione. Svolgendo questi servizi di vigilanza specifica sono state emesse 10 contravvenzioni: 1 multa ad una motoslitta intercettata in Val Genova (14 aprile 2008); 1 multa ad un quad che transitava verso la zona delle Malghette (7 dicembre 2009); 8 multe ad altrettanti quad che transitavano in Val Nambrone (8 dicembre 2009); 1 multa ad una motoslitta che transitava in Val Nambrone (26 marzo 2010).  
Per quanto riguarda, poi, il caso specifico dell’Adamello, il problema è molto complesso, in quanto i numerosi accessi che avvengono dalla provincia di Brescia attraverso il Passo Presena sono difficilmente controllabili. “Ci sono stati alcuni tentativi di coordinamento tra il nostro Parco e quello dell’Adamello bresciano – osserva il direttore del Pnab Claudio Ferrari – ma finora non hanno dato i risultati auspicati”.

“Oltre all’azione di repressione – suggerisce Zulberti – da anni siamo impegnati in un'azione educativa e di promozione culturale che a lungo termine, siamo convinti, dimostrerà la sua efficacia. Si potrebbe proporre anche una task force fra forze dell’ordine, Sat, guide alpine, rifugisti e tutto coloro che sono impegnati nella difesa della montagna per contrastare questa pratica e sensibilizzare ad una corretta fruizione dell’ambiente. Si potrebbe anche suggerire al legislatore di inasprire le sanzioni fino ad arrivare al sequestro del mezzo per chi viene sorpreso ad attraversare con la motoslitta zone definite “area integrale” come lo sono i ghiacciai”. “Il Parco – conclude Ferrari – non puo' fare molto di più di quanto sta già facendo, ma puo' continuare a lavorare, attraverso l’educazione ambientale, a livello di promozione di una cultura di rispetto della montagna in tutti i suoi valori e di nuovi modelli di mobilità”.

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