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Verso il nuovo Piano di Parco




03.02.2011, di Pnab (letto 2416 volte)

Il Parco si confronta con le comunità. Previste serate presso tutti e 39

i comuni dell’area protetta, le sedi delle Asuc e delle Regole Spinale Manez. Successivamente si incontreranno anche le realtà associazionistiche

Passerà attraverso la concertazione con i 39 consigli comunali dell’area protetta e i direttivi delle Asuc e delle Regole Spinale Manez, la Revisione del Piano del Parco (Pdp) Naturale Adamello Brenta attualmente in corso di definizione. Le prime due tappe del confronto si sono svolte lunedì a Caderzone e ieri sera a Pinzolo. Il presidente del Parco Antonio Caola, il direttore Roberto Zoanetti e gli assessori rendenesi di Giunta, Gilberto Masè e Silvano Maestranzi, hanno incontrato i consigli comunali dei due paesi. Presenti anche i tecnici del Parco Matteo Viviani e Valentina Maestranzi che hanno illustrato i contenuti del Piano che stabilisce le misure di conservazione e di tutela attiva degli habitat, le norme di attuazione (non ci sono importanti modifiche rispetto al Piano precedente) e la zonizzazione (cioè i confini delle riserve integrali, controllate e guidate oltre che le riserve speciali, sulle quali, a seconda delle emergenze ambientali, le misure di tutela attiva e passiva sono elaborate in specifici Piani d’azione), e del Piano del paesaggio che si propone, invece, di avviare un processo di conoscenza e valorizzazione del patrimonio paesaggistico del Parco stabilendone anche il valore economico dei paesaggi dell’Adamello-Brenta.

Un passo indietro per capire meglio. Il primo Piano del Parco Naturale Adamello Brenta è stato approvato nel 1999. Poi, nel corso dell’ultimo decennio, tre Varianti, datate 2004, 2007 e 2009, hanno introdotto alcune modifiche tecniche e cartografiche e adeguato il Piano del Parco con il modificato Piano urbanistico provinciale (Pup) del 2008. Oggi, passati più di dieci anni, la norma stessa del Pdp impone la Revisione del Piano che deve recepire le novità della Direttiva europea “Habitat” e della Legge provinciale 23 maggio 2007 n. 11 “Governo del territorio forestale e montano, dei corsi d’acqua e delle aree protette”. Soprattutto, a distanza di dieci anni dal primo Piano, c’è l’esigenza di verificare lo stato di salute del Parco, di capire se le problematiche ambientali sono mutate e se, di conseguenza, le attuali misure di conservazione sono appropriate. In particolare, il nuovo Piano territoriale sarà proposto sulla base dei numerosi nuovi elementi conoscitivi emersi tramite i monitoraggi e gli studi elaborati nel corso degli ultimi anni. Le scelte fatte nel 1999, ove ritenuto necessario, potranno quindi essere sottoposte a modifiche. Tali modifiche saranno illustrate distintamente ai rispettivi consigli comunali (e Asuc) interessati.

La prima parte del Piano, adottata all’unanimità nel dicembre 2009 dal Comitato di gestione del Pnab, è costituita dal Piano strategico, documento-prologo che definisce ruolo e obiettivi del Parco per i prossimi 10 anni.

Nel 2011 la Revisione del Piano di Parco proseguirà con la conclusione degli elaborati del Piano territoriale, del Piano del paesaggio e del Piano socio-economico e l’inizio dei rispettivi iter di approvazione.

I piani d’azione, divisi per settori (ad esempio il Piano malghe) e aree omogenee (ad esempio singole vallate), costituiranno il vero elemento di novità della pianificazione in quanto conterranno le specifiche norme di valorizzazione e di conservazione attiva che parimenti scaturiranno da accordi con gli enti proprietari.

Questi incontri costituiscono conferma dell’impegno del presidente Antonio Caola e del suo staff di voler coinvolgere la gente del Parco e di voler dare attuazione ad un percorso di ri-avvicinamento tra l’Ente con sede a Strembo e le comunità di riferimento. “La Revisione sarà il frutto di un percorso partecipato – ha affermato Caola – che vorremmo portasse ad una comprensione definitiva del Parco come valore aggiunto per il territorio”.

I commenti di Caderzone.

Nel corso del dibattito seguito alla presentazione del Piano territoriale e del Piano del paesaggio, il sindaco di Caderzone Emilio Mosca ha osservato che “gli incontri organizzati dal Parco sono un bel segnale di dialogo e gli intenti espressi condivisibili in quanto si parla non più di un ambiente fine a se stesso, ma che tiene conto della presenza dell’uomo”. Mosca ha inoltre invitato a superare la sterile polemica nata sulla dicitura comuni “del” o “nel” Parco invitando la popolazione a sentirsi parte del Parco e il Parco stesso a inserirsi maggiormente nella popolazione. Anche Gianni Mosca “Piazzi”, capogruppo dell’opposizione consiliare, ha espresso apprezzamenti per l’intento espresso dal Parco di riavvicinarsi alla gente, ma ha poi chiesto all’Ente “azioni più concrete per contrastare l’abbandono della montagna e favorire la presenza delle persone sui monti al fine di salvaguardare il paesaggio culturale, quello che dà identità ai luoghi e che i turisti cercano”.

“Ad individuare alcune strategie per il recupero dell’identità del paesaggio – ha risposto il neodirettore del Parco Roberto Zoanetti – sarà il Piano socio-economico, ma la differenza, in tutto questo, la si potrà fare solamente nella misura in cui ci sarà un ritorno dell’orgoglio della nostra gente verso il territorio, somma della bellezza del paesaggio e dell’essenza della popolazione che vive in questa bellezza”.

I commenti di Pinzolo.

A Pinzolo, all’interno di un generale apprezzamento dell’iniziativa del Parco, alcuni consiglieri comunali hanno espresso dubbi sulla previsione di inserire, nel nuovo Piano di Parco, una Riserva speciale nella zona di Ritort a Madonna di Campiglio, per alcune ricadute riguardanti l’utilizzo del territorio.

“Non capisco il senso di queste possibili nuove misure – ha detto il sindaco William Bonomi – dato che dal punto di vista della tutela ambientale il nostro territorio è molto evoluto. Non ho chiari i motivi che inducono a questa nuova proposta”. All’osservazione del sindaco il presidente e il direttore del Parco hanno risposto evidenziando che la previsione della Riserva speciale deriva dall’analisi delle valenze floristiche e faunistiche della zona che denota i valori massimi all’interno dell’area a Parco. Da parte di tutti consiglieri sono stati espressi commenti favorevoli al confronto aperto dal Parco sul Piano territoriale. Nei prossimi mesi, mentre si procederà con “l’operazione ascolto”, il Parco approfondirà il dubbio sollevato dagli amministratori di Pinzolo, prima di assumere le decisioni definitive in Giunta e passare quindi in Comitato di gestione per la prima adozione.

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