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Il Paladolomiti ci sente poco bene...




17.03.2011, di Marco Martello (letto 2053 volte)

Sul Trentino del 26 gennaio 2011 si legge:

Il Paladolomiti ci sente poco bene

PINZOLO. Il Paladolomiti ha debuttato come teatro, rievocando un mito come John Lennon. Bella serata e buon test per la nuova struttura. Sono emerse alcune note dolenti, non dello show ma proprio del palazzo. L'acustica puo’ fare un salto di qualita’ se solo verranno piazzate delle "vele laterali" per evitare il riverbero delle onde sonore. Nel backstage gli addetti hanno poi avvertito la mancanza di un montacarichi per portare le attrezzature.

Anita Binelli - delegata del sindaco sul fronte cultura e spettacoli - assicura che qualita’ del suono e montacarichi saranno risolti a breve con specifici appalti.

Nell’ormai lontanissimo 2008 (ben 4 anni fa!) con un costo di oltre 12.000 euro erano stati affidati incarichi di consulenza al Centro Servizi Culturali S.Chiara (Milano) e al responsabile tecnico di Triennale Bovisa (Milano) per:

- mettere in luce tutti i difetti e le mancanze strutturali del Polifunzionale

- presentare tutte le soluzioni per rendere la struttura efficiente

Le relazioni frutto delle consulenze, composte da numerose pagine, tavole tecniche, soluzioni e suggerimenti sono in Comune dal 2008, probabilmente dimenticate in un cassetto, dimenticate dal Sindaco, sotto uno strato spesso di polvere. Il Sindaco, che ha autorizzato quelle consulenze, non le ha mai ritenute importanti (nonostante fossero il frutto delle riflessioni di “addetti ai lavori”).

Tra le varie considerazioni risultava evidente la MANCANZA DI MONTACARICHI e le PROBLEMATICHE ACUSTICHE.

Il fatto piu’ significativo e’ che entrambe le relazioni, sviluppate da consulenti distinti proponevano LA STESSA SOLUZIONE PER IL MONTACARICHI che in fase di cantiere si poteva realizzare con COSTI ESTREMAMENTE CONTENUTI rispetto all’impatto economico che avrà adesso.

Facciamo una riflessione banale, il classico ragionamento “da bambini”:

Come riuscire a portare le opere (intese a 360 gradi, si tratti di un’auto o di una tela) per la realizzazione di una mostra nello spazio espositivo INTERRATO se l’unico accesso a’ da scale che non permettono l’ingresso lineare dei volumi?

Praticamente impossibile. Se poi si conta che le porte di accesso alla sala espositiva sono poco più larghe del portoncino di casa…

Forse serve un montacarichi? Forse qualcosa non e’ stato studiato con attenzione. Forse si poteva fare meglio, se poi qualcuno (pagato) aveva fatto emergere queste problematiche si potrebbe parlare di masochismo.

Su l’Adige del 10 marzo 2011 si legge:

«Da qui all’autunno dobbiamo ancora lavorare alcune migliorie, e al completamento dello spazio espositivo e della sala da 100 posti nel seminterrato”.

Si vedra’ finalmente da parte del Sindaco e del suo delegato un piccolo passo indietro?

Un gesto di umilta’?

Un barlume di riflessione prima di agire con uno spreco di tempo, energie, e, soprattutto, di denaro?

Un gesto di responsabilita’ da parte di chi deve amministrare il bene pubblico?

Parole al vento. Come la mia disponibilita’ quattro anni fa a coinvolgere aziende e progettisti italiani di alto livello che potevano ridurre i costi invece di farli lievitare di anno in anno (e la struttura ancora non e’ completata).

Marco Martello

(Milano, 16 marzo 2011)

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