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Il Coro Presanella celebra i 65 anni con il Coro della Sat




12.02.2012, di G. Ciaghi (letto 2766 volte)

Tutto esaurito sabato sera l'auditorium del PalaDolomiti con tanti appassionati giunti a Pinzolo anche dalle valli vicine, per ascoltare il concerto del Coro della Sat, venuto quassù a rendere omaggio al Coro Presanella che celebrava i 65 anni della fondazione. Apre proprio il Presanella con il suo inno, "la Presanella", e "Campane del Campanil Basso" ambedue armonizzati da Leo Monfredini, fra i fondatori del complesso e suo primo maestro, seguito da "Girolemìn", canto tipico della Rendena, la valle dei moleti, ad introdurre lo spettacolo.

Il coro della Sat è presente al completo. Comincia con "La bela giardiniera" di Giovanni Veneri "rimasta tradita sugli anni ventitré"; segue "Ama chi t'ama", "Varda la luna", "La scelta felice", "El canto della sposa" e, a gran richiesta tra applausi scroscianti, il primo bis, concesso. Con "Siam prigionieri", "Che fai bela pastora?", "La bella al mulino" e "Sui monti scarpazi" termina la prima parte tra l'entusiasmo della sala per le esecuzioni impeccabili.

Fra il pubblico il professor Paolo Bruti, maestro del Presanella per ben 34 anni, commenta: "esecuzioni praticamente perfette". "La Valsugana" di Pigarelli scalda ancor di più il Paladolomiti in attesa dei pezzi più attesi: "In ciel e je une stele" di Mascagni, "Le carrozze" di Renato Dionisi", e poi ancora "Sui monti fioccano", "Senti 'l martello", "La mia bela la mi aspèta", "L'aria de la campagna", "La sposa morta"...E qui è un' apoteosi. Tra lunghi applausi il coro concede il bis, riproponendo completamente il canto armonizzato da Antonio Pedrotti. "Le maitinade del Nane Periòt" di Arturo Benedetti Michelangeli concludono il repertorio ufficializzato. Tra il pubblico la sensazione di aver assistito ad una serata memorabile. Scambio di doni e fiori per la brava presentatrice Ansel.

Il presidente Luca Cereghini, orgoglioso di aver portato il Coro della SAT a Pinzolo, ricorda che l'ultima volta il complesso cantò qui nel lontano 1972, quando si tenne il Congresso per celebrare i cento anni di fondazione della Sat. L'assessore Matteo Campigotto porta i saluti dell'amministrazione comunale, con poche parole, un "bravi!" sincero, venuto dal cuore. Da ultimo, fuori programma, il gran finale: Il maestro Mauro Pedrotti propone altri tre brani: "La Montanara", "Era sera" e, a sorpresa, il botto "E col cìfolo del vapore" con parte del pubblico in delirio, in piedi ad applaudire seguendo il crescendo del canto, per una formidabile standing ovation.

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