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La correttezza, da che pulpito




04.01.2013, di Minoranza Comunale (letto 3749 volte)

E’ giusto domandarsi se nell’esercizio di un mandato pubblico oltre la legge debba esservi anche un codice etico che sanzioni quei comportamenti inopportuni anche se non penalmente rilevanti.

Partendo da questa affermazione attribuita al filosofo greco Plutarco, evidentemente la questione etica degli amministratori pubblici viene da lontano, vorremmo fare il punto sulla vicenda riguardante la Centrale del Cinglo.

La struttura consorziale-cooperativa sorta nel ‘900, già in passato ha creato in paese dei malumori al momento del suo rocambolesco passaggio all’Enel, negli anni ’60, quando analoghe cooperative sono invece rimaste in mano alla comunità. Lo stesso malumore sta creando adesso per le pieghe che la vicenda ha preso ai giorni nostri.

A ragione gli enti pubblici (Comuni e Funivie Pinzolo) a partire dall’86, per terminare alla più recente richiesta del 2005 hanno fatto una serie di domande per tornare in possesso della centralina, che dalla nascita, fino alla nazionalizzazione dell’energia elettrica, aveva fornito energia alle comunità dell’Alta Rendena,

Appunto nel 2005, i Sindaci dei Comuni di Carisolo, Pinzolo, Giustino e Massimeno hanno manifestato alla PAT l’interesse per ottenere la concessione idrica a scopo elettrico.

Nel 2008 il Sindaco di Carisolo, Diego Tisi, presenta domanda di concessione come capofila delle Amministrazioni Comunali, domanda che poi repentinamente ritira 4 mesi dopo, nonostante il suo Consiglio Comunale avesse deciso di temporeggiare per valutare l’evoluzione della questione. (società pubblica o pubblico-privato)

Il Sindaco Tisi è stato consigliato, in Provincia, dice lui, di ritirare la domanda, ma se ne guarda bene dal dire chi e perché , e con quale tornaconto , gli diede quel consiglio: se richiesto o dato nell’interesse di altri.

La gente mormora, e mormora anche il nome di un papavero provinciale, come autore del diciamo così consiglio!

In questo concatenarsi di fatti , si verifica una circostanza singolare : 15 giorni prima del ritiro della domanda di concessione, da parte di Carisolo, si costituisce la società privata, che poi subentra nella domanda. A questo punto è facile pensare che qualcuno o è indovino oppure era ben addentro alla faccenda. Ma non si penserà che chi doveva sapere lo sapeva a motivo della posizione che occupava…., era noto a tutti che la concessione era libera, ed infatti c’è stata una pioggia di domande di concessione .

In seguito a tutte queste vicende i Consiglieri di minoranza del Consiglio Comunale di Pinzolo hanno chiesto ripetutamente di essere informati su tutte queste giravolte. Allora sì, è stato tutto un alzare polvere per nascondere la realtà dei fatti, ed il Sindaco affermava : ” sono solo un consulente, mi astengo perché …., eccetera eccetera.“

Il Sindaco di Pinzolo ha assunto una serie di comportamenti poco trasparenti, ed ora accusa il mondo di sollevare polveroni. Era molto più semplice dire la verità, e se la stessa fosse stata rivelabile non sarebbe stato necessario nascondersi dietro una società fiduciaria.

Le richieste dei Consiglieri sono state precise, non altrettanto le risposte del Sindaco che tuttora non le ha ancora fornite ai richiedenti , costringendo gli interroganti, con il suo comportamento sfuggente, a presentare un esposto alla Magistratura per conoscere la realtà dei fatti, che in seguito alle indagini sono stati disvelati.

E’ inutile girarci intorno: la tempistica ed il modo di sfuggire al parere obbligatorio del Consiglio Comunale nei confronti della Conferenza dei servizi sono stati solo atti compiuti da una persona in conflitto di interessi.

Un comportamento trasparente imponeva di parlare chiaro allora, senza adesso recitare la parte della vittima, alzando cortine fumogene e tirare in mezzo affetti, attività professionale, con il suo solito gioco funambolico di cui è da sempre specialista. L’amministrazione è condivisione, confronto , trasparenza, assunzione di responsabilità: il melodramma e la farsa si rappresentano al Paladolomiti, con relativo buffet, non in Municipio .

Interrogato in Consiglio sui fatti non l’ha raccontata tutta e quella che ha raccontata non era nemmeno quella giusta.

E’ pietoso ricorrere al mezzuccio della famiglia e recitare la parte della vittima sacrificale. Con la sua solita disinvoltura è rimasto solamente vittima di se stesso e dell’agire furbesco con cui ha sempre affrontato i problemi di Pinzolo. Chi ha seguito i Consigli Comunali avrà avuto modo di conoscere i suoi modi spicci ed arroganti di chiudere le discussioni. Sempre pronto a giudicare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, naturalmente sempre e solo dal suo punto di vista e non si smentisce nemmeno nelle ultime dichiarazioni rilasciate alla stampa , sul ruolo avuto nella vicenda. Una patetica auto-difesa d’ufficio, a prescindere!

Ora finalmente il gioco delle tre carte è scoperto ed i suoi granitici compagni di cordata, utili solo ad alzare la mano per votare su comando, debbono finalmente assumersi delle responsabilità, non seguendo il vangelo del capo, ma riflettendo sulle verità giudiziarie, che sono emerse dalle indagini della Procura di Trento. Quanto è presente nel faldone d’indagine non sono chiacchiere, supposizioni, illazioni o polveroni ma la sola nuda e cruda verità, che piaccia o no al capo.

Bonomi ha richiesto la centrale come Sindaco di Pinzolo nel 2005, e se la è comperata da privato cittadino nel 2009, mentre era ancora Sindaco di Pinzolo, e casualità , residente a Carisolo.

Un affare da un milione di euro all’anno per 30 anni. 30 milioni per i quattro soci della centralina .

QUESTI SI CHIAMANO AFFARI.

Tali ricavi dovevano essere a favore della Comunità , al contrario finiranno nelle tasche di quattro privati cittadini di cui uno è Sindaco del Comune di Pinzolo.

Comunque finisca la vicenda chiudiamo, per ora, il capitolo, ricordando che il Pubblico Amministratore per svolgere correttamente ed autorevolmente la sua funzione deve rispettate tanto la legge che il codice ETICO: decidano i suoi compagni di squadra sulla liceità di quanto avvenuto, e ne traggano le conclusioni, senza sottrarsi alla discussione, come già avvenuto in passato.

Quando l’argomento centralina sarà nuovamente all’ordine del giorno del consiglio, non ci saranno più scusanti ed anche i malpancisti dovranno finalmente prendere posizione , assumendosene la responsabilità.

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