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La Protezione Civile riparte da Pinzolo




04.02.2013, di Ufficio stampa PAT (letto 2039 volte)

Chiuso da un convegno e dalla festa finale con le premiazioni l’11° Campionato nazionale di sci

C’era l’Italia migliore ieri sera nello Stadio del ghiaccio di Pinzolo, quella delle tute colorate della Protezione Civile di ogni regione, uomini e donne di tutte le componenti del sistema nazionale che per tre giorni si sono ritrovate in Trentino per l’undicesimo Campionato italiano di sci della Protezione Civile italiana. Una festa sulla neve che ai valori dello sport e dello stare insieme ha unito anche un momento di riflessione sui temi che più stanno a cuore alla Protezione Civile, a partire da quella nuova legge, la 100 del 12 luglio 2012, che ha ridisegnato, con qualche criticità, organizzazione e modalità d’intervento in caso di calamità. Un Campionato che ha confermato sul gradino più alto del podio il Trentino, che ha fatto suo per la decima volta sulle undici edizioni del Campionato il trofeo più ambito: lo squadrone dei volontari e professionisti della Protezione Civile trentina si è imposto davanti a Lombardia e Marche. Diciotto le squadre che si sono misurate nelle prove di sci alpino, sci nordico e snowboard, tra cui anche quella della Slovenia.

Lo spirito di servizio, la consapevolezza di rivestire un ruolo di presidio fondamentale per la sicurezza dei cittadini, la disponibilità sempre e comunque a soccorrere i territori e le persone colpite dalle calamità sono tratti distintivi che è facile rinvenire nei volti degli uomini e delle donne, giovani e meno giovani, che vestono queste tute. Un “popolo” che il Prefetto Franco Gabrielli, capo del Dipartimento della Protezione Civile nazionale, ha voluto ieri ringraziare per quanto, nonostante le difficoltà, fa ogni giorno. Un ringraziamento fatto proprio anche dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher, che si è unito ieri sera, accanto ai responsabili delle varie strutture della Protezione Civile trentina guidata da Roberto Bertoldi, al festoso momento conclusivo della tre giorni a Pinzolo.
Prima dell’annuncio dell’esito del Campionato, della classifica finale e delle premiazioni, di protezione civile si è parlato seriamente, con non pochi accenti preoccupati per le problematicità che si sono aperte dopo l’approvazione della nuova legge, nel corso di un breve convegno al Paladolomiti di Pinzolo. A discutere della scomoda eredità lasciata dalla normativa lo stesso prefetto Gabrielli, i dirigenti della Protezione Civile delle regioni Friuli Venezia Giulia Gugliemo Berlasso, della Lombardia Roberto Cova, del Veneto Roberto Tonellato e l’ingegner Raffaele De Col, che guida il coordinamento nazionale dei Dipartimenti regionali di Protezione civile.
A preoccupare, in particolare, è la limitatezza dei fondi, con lo stanziamento prefissato di risorse per ogni intervento, la drastica riduzione della tipologia di opere ammissibili nella fase di prima emergenza, così come la durata (limitata a non più di 90 giorni), degli interventi di emergenza. Gabrielli ha ripercorso le tormentate fasi che hanno portato all’approvazione della legge 100/2012, definendo la nuova normativa “una legge squilibrata e disarmonica perché amplia a dismisura le competenze ma mette un insopportabile paletto alla spesa”. Dopo aver esordito affermando che su questo tema avrebbe volentieri preferito “avvalersi della facoltà di non rispondere”, Gabrielli ha rivolto da Pinzolo anche un messaggio alla politica: “In queste settimane di campagna elettorale non ho sentito alcun candidato affrontare i temi della sicurezza del territorio, abbiamo un’opinione pubblica poco interessata a questo argomento, è più comodo occuparsi degli aspetti marginali che non di quelli seri, come dimostrano le polemiche di questi giorni sull’allarme per il terremoto in Garfagnana”.
Ma la nuova legge ha avuto però anche un grande effetto positivo, messo in luce da Raffaele De Col: “E’ vero, abbiamo problemi economici ma non è vero che la Protezione Civile italiana si sta sfaldando, le Regioni oggi sono molto più unite di quanto lo fossero prima della legge. Sicuramente con il nuovo governo ci sarà da lavorare molto, ma se tanto abbiamo fatto per unire operativamente lo Stato alle Regioni su questo tema, tanto dovremo fare a partire da oggi per coinvolgere i Comuni negli interventi di protezione civile”.

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