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Lettera ad Alessandro Giacomini: non fu colpa di Claudio Cia




19.03.2016, di Sergio M. Binelli (letto 1514 volte)

Lettera ad Alessandro Giacomini: non fu colpa di Claudio Cia.

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Carissimo Alessandro,

in passato ci siamo scontrati varie volte a distanza, anche con toni pesanti, tanto che una persona su Facebook ci aveva addirittura definiti come i nuovi Don Camillo e Peppone (non so tu, ma io non mi ritengo degno di impersonare uno dei protagonisti principali dell’opera di Giovanni Guareschi); questa volta, invece, ho deciso di rivolgermi direttamente a te, sperando di riuscire a esporti un mio ragionamento e ad acquietare gli animi.

Ricapitoliamo brevemente: giorni fa, il G.I.P. del Tribunale di Trento ha deciso di non procedere nei tuoi confronti in merito alla ormai famigerata vicenda che ti riguardava assieme al consigliere provinciale e regionale Claudio Cia (Civica Trentina), semplicemente perché i toni delle attuali diatribe politiche hanno raggiunto livelli tali da accettare ormai la libertà dell’insulto; e come ben ricorderai, in tale occasione arrivasti addirittura a chiamare il cons. Cia “assassino”, incolpandolo di una tragedia che vedeva coinvolta una persona che si è suicidata più o meno 6 mesi fa.

Io non so perché tu ce l’abbia tanto col cons. Cia, con i cattolici e con chiunque metta in discussione le politiche LGBT e i principi dell’ideologia gender, un astio che ti ha portato anche a nominare una persona oramai dipartita; ma, considerando che ci tieni così tanto a parlarne, vorrei dire anch’io qualcosa in proposito, per la prima ed ultima volta: questa disgrazia non può essere attribuita nella maniera più assoluta al cons. Cia, per una serie di ragioni.

In primo luogo, Cia ha una formazione che l’ha portato nella sua esperienza a salvare delle vite, dal momento che svolgeva il lavoro di infermiere, un mestiere più che dignitoso ed ammirevole; in secondo luogo, conoscendo di persona Cia posso assicurare non solo che si tratta di un politico coraggioso e lungimirante, ma anche di una bravissima persona e di un caro amico che non approverebbe mai alcuna forma di violenza; in terzo ed ultimo luogo, sono riuscito anche a confrontarmi con chi conosceva questa persona che si è tolta la vita e nessuno ha mai fatto il nome del cons. Cia o lo ha ritenuto responsabile direttamente o indirettamente.

Ci sono poi anche altri fattori da considerare: negli ultimi tempi, S. si trovava fuori dalla nostra Provincia autonoma e non seguiva molto la politica locale; è stato soggetto a mancanze di rispetto, che ovviamente vanno condannate, ma in nessuna di esse risulta coinvolto il cons. Cia; inoltre, a mio rischio e pericolo di essere bollato ancora una volta come “omofobo”, i suicidi legati al fenomeno dei transgender non possono essere analizzati in maniera troppa precipitosa, proprio perché vanno tenuti da conto gli effetti collaterali dei medicinali che assumono queste persone nel loro processo di transizione, il fatto che la nostra società è fatta soprattutto di persone perbene e tolleranti (Trentini compresi) e che l’Organizzazione Mondiale Sanità considera ancora tale fenomeno come un disturbo dell’identità sessuale.

Ora, dopo aver parlato ancora una volta di questa vicenda, te ne prego: lasciamo riposare in pace questa persona, smettiamola di coinvolgerla in discussioni politiche e cerchiamo di rispettare il dolore dei suoi famigliari; e poi, tentiamo almeno di riportare le discussioni politiche ad un livello di civiltà, anche perché non saranno le minacce di querela o le infamie a fermare noi “ultracattolici” sul tema della famiglia naturale.

Intanto colgo l’occasione per salutarti e spero vivamente che il referente dei Laici Trentini ascolti le mie parole e possa esprimersi diversamente in futuro: nella vastità dei suoi significati, il termine “laico”, purtroppo, viene spesso inteso da qualcuno come un sinonimo di ateo o di cristianofobo, ma è bene ricordare che laico è chi si dichiara libero da ogni forma di dogmatismo ideologico, non soltanto religioso.

Infine, desiderio fare presente a tutti i lettori che non è mia intenzione leccare i piedi del cons. Cia, visto che non ho mai ricevuto un euro o una carica dal medesimo, o sponsorizzarlo in qualche modo, considerando il fatto che è stato eletto nel Consiglio Provinciale di Trento senza che io abbia mai distribuito un solo santino col suo nome scritto sopra.

SERGIO MANUEL BINELLI

Turismo in Trentino

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