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Giacomini su L'Unità: Un amore impossibile un diritto negato




16.11.2016, di CampanediPinzolo.it (letto 1514 volte)

L’assistenza sessuale per le persone con disabilità
Un amore impossibile un diritto negato


Chi, ad ogni richiesta di persone con disabilità direbbe di no ? Presumo nessuno, per ogni loro bisogno siamo a loro completa disposizione .
Proponiamo ogni soluzione tecnologica , dalla carrozzina elettrica alla casa domotica, una assistenza a 360 gradi che inizia con le richieste più elementari, vestirsi spogliarsi , lavarsi , mangiare , viaggi della speranza in luoghi di preghiera il più delle volte all’estero, il tutto per agevolare la vita di chi ha un bisogno.
Di tutti questi diritti , che nessuno metterebbe in dubbio la legittimità , uno viene rimosso guai a parlarne è un tabù, è il sesso.
Eppure è un desiderio primario, il bisogno di coccole la voglia di dare un bacio, il desiderio di fare l’amore appartengono a ogni essere umano .
Quando diventa impossibile realizzare un desiderio assoluto, che inevitabilmente diventa un diritto è ovvio sentirsi sconfitti ,è la stessa società che mette al centro di tutto il sesso, pubblicità , riviste , televisione si ricorre spesso alla sessualità e quindi la pressione psicologica del disabile diventa insostenibile.
Quando le varie testate giornalistiche trasmettono gli spot ministeriali della “ pubblicità & progresso “ si articola ogni sensibilità tranne “ quello “ , che per assurdo , lo stesso spot ministeriale sensibilizza anche i problemi legati all’impotenza dei normodotati.
Le stesse associazioni cattoliche sensibili a 360 gradi alle esigenze dei disabili, per questa vitale esigenza non si rendono disponibili, o per meglio dire, si infastidiscono solo al sentore di richieste.
L’assistenza sessuale per tali problematiche è una figura riconosciuta ai confini nostri , Austria, Francia, Germania, Svizzera, per diventare assistenti , vengono istituiti corsi di formazione , diplomi di comportamento etico e prezzi concordati ed è bene ricordare che quando si parla di assistenza la stessa è estesa anche alle donne con disabilità.
Francamente la situazione Italiana, comparata agli stati culturalmente similari e geograficamente confinanti con noi , è agli antipodi , bisogna pur ricordare con umiltà che il sesso, per quante rivoluzioni siano state fatte, rimane sempre se non un tabù, sicuramente un aspetto ancora inquietante, e che questo atteggiamento spesso non confessato è già un ostacolo alla piena realizzazione della sessualità nelle persone normali, figuriamoci nelle persone disabili.
Se però all’estero esiste un certo numero di uomini formati e regolamentati per offrire servizi sessuali pure alle donne disabili,parità di genere attuata, nella nostra nazione c’è una palese difficoltà nell’affrontare l’educazione sessuale addirittura a scuola, il sesso a scuola non esiste, o meglio non deve esistere.
Deve rimanere un fatto privato, nascosto, qualcosa di cui è meglio non parlare, il lenzuolo religioso in Italia copre ogni grado istituzionale e francamente il sesso dei disabili non può e non deve essere o diventare un problema.
Il tema del sesso per i disabili è un argomento delicato che non si affronta volentieri, diventa difficile anche svolgere una piccola inchiesta , navigando però nel web c’è una toccante testimonianza :
la madre stanca di vedere il figlio triste del fatto che a 34 anni non aveva fatto ancora l'amore, il quale non poteva avere rapporti in maniera autonoma, chiese all’altro figlio di verificare se fosse disponibile una professionista, perchè la prima volta è la prima volta e se anche non sarà come tutte quelle cose che si leggono nei biglietti dei cioccolatini è pur sempre un atto d’amore nei confronti del figlio.
Andò come doveva andare, la madre non chiese mai al figlio della esperienza vissuta, questo aneddoto dimostra quanto sia fondamentale l’aiuto dei genitori, la stessa madre racconta che dissertare dell’attività sessuale con le altre mamme di disabili l’argomento genera imbarazzo.
Occorre quindi che le istituzioni , il ministero della salute applichino tutte quelle iniziative per favorire il pieno sviluppo della persona disabile anche sotto il profilo dell’espressione della sessualità.
Perché ad oggi le persone disabili sono percepite come asessuate, prive di una dimensione erotica e senza un desiderio di intimità e questo si che è un limite, questa è disabilità sociale.

Alessandro Giacomini segretario Laici Trentini per i diritti civili

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