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26.09.2018, di CampanediPinzolo.it (letto 1589 volte)

Vi ricordate l'articolo che abbiamo pubblicato due settimane fa sull'ipotesi di collegamento tra Pinzolo e il Tonale? (vedere >>>) Visto il grandissimo interesse suscitato (più di 20.000 lettori in poco più di due giorni, e le molte richieste di altre informazioni che abbiamo ricevuto), abbiamo svolto approfondite ricerche e siamo riusciti a mettere le mani su parte del progetto presentato dalla SISM nel 1963, in particolare sulla PLANIMETRIA GENERALE. Un'opera immane che, se fosse stata completata, avrebbe portato ad uno stravolgimento totale del sistema idrografico della nostra zona, già pesantemente interessato, pochi anni prima, dalla realizzazione del canale di derivazione Genova-Molveno (e opere collegate). Il progetto prevedeva la realizzazione di più di 30 chilometri di canali in galleria, con prelievo dell'acqua dai ghiacciai delle Lobbie, Mandrone e Presena, e traspoto delle acque fino al grande bacino di Cornisello, e da qui, con l'apporto dell'acqua del versante Nardis della Presanella, fino alla centrale sotterranea di Santo Stefano, che doveva essere realizzata in prossimità della "vasca di val Genova", il bacino che si trovo poco dopo la Prisa. Verso la fine degli anni Sessanta, grazie anche all'intervento di Italia Nostra e dei nostri genitori e nonni, il progetto fu bloccato. Il nostro territorio aveva già dato molto, senza ottenere quasi nulla in cambio dalla SISM, diventata poi ENEL e, infine, DOLOMITI ENERGIA! Pensate solo a come si potrebbe utilizzare il Sarca a fini turistici se l'acqua non venisse convogliata nel lago di Molveno (per esempio con il rafting, che invece può essere praticato lungo il Noce).

Ma torniamo al Progetto Santo Stefano. Per alcuni anni, prima dello stop dei lavori, tante opere furono realizzate dalla SISM, come la strada fino ai rifugi Nambrone e Cornisello, una teleferica, una funivia da Nambrone a Cornisello, i lavori preliminari alla realizzazione della diga di Cornisello e, lo scavo di parte della rete di canali in quota. Il canale che da Cornisello (quota 2.150 m/slm) doveva portare sotto la vedretta Presena (a quota 2.180 m/slm) era diviso in tre tratti lunghi rispettivamente 5.230 m (fino all'immissione Presanella), 2.632 m (fino all'immissione Busazza) e 1.810 m (fino all'immissione Presena). Nel precedente articolo, avevamo ipotizzato una lunghezza di circa 9 chilometri: esattamente sono 9.672 metri. Di questi, allora ne furono completati circa 3-4 chilometri. La luce del canale, inferiore a quella del canale di derivazione Genova-Molveno, dovrebbe essere all'incirca 3 m di larghezza e altrettanti di altezza. Il canale attraversa uno strato di tonalite. Lo scavo veniva fatto con mine e il trasporto all'esterno del materiale di risulta veniva fatto con carri trainati da muli. Questo è quanto siamo riusciti a sapere intervistando dipendenti della SISM che lavorarono all'opera negli anni Sessanta. Ecco alcune immagini della "Planimetria generale dell'impianto S. Stefano".

Planimetria generale - Impianto S.Stefano

1° tratto Canale Cornisello - Presena

2° e 3° tratto Canale Cornisello - Presena
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