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Campiglio: alla ricerca di risposte per lo sci alpinismo

08.03.2019, di Apt CampiglioPinzolo (letto 453 volte)

Madonna di Campiglio: alla ricerca di risposte per lo sci alpinismo

A Madonna di Campiglio, su iniziativa dell’Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio Pinzolo Val Rendena (Apt), si è svolta la tavola rotonda “La gestione dello sci alpinismo nelle stazioni di montagna - Problematiche e prospettive a confronto”. Ne è emerso che lo sci alpinismo si sta evolvendo in una nuova declinazione che potrebbe, in futuro, definirsi come una sorta di “ski fitness” o “ski fit” (sci alpinismo per allenamento). Aumentano in misura esponenziale, infatti, i praticanti di questo sport costituiti da appassionati del benessere fisico che cercano un maggior numero di itinerari accessibili all’interno dei comprensori sciistici. Anche gli atleti agonisti, in particolare i campioni Azzurri, rivendicano tracciati per allenarsi mentre i gestori degli impianti di risalita vogliono essere sgravati dalle responsabilità connesse alla risalita delle piste e all’eventuale battitura di nuovi percorsi. L’assessore provinciale allo Sport e turismo Roberto Failoni ha promesso che convocherà a breve un tavolo di lavoro per affrontare e risolvere la problematica.

A conclusione dell’incontro è emerse la necessità e la volontà, da parte delle località sciistiche con tutti gli attori interessati, di dare risposte cercando di ampliare l’offerta di percorsi già esistenti e, contemporaneamente, valutare la possibilità di modificare la normativa attualmente esistente. È stata sottolineata anche l’importanza di educare al rispetto delle regole da parte di chi pratica lo sci alpinismo.

C’erano Adriano Alimonta (presidente Azienda per il Turismo) e Armando Mariotta (presidente International Ski mountaineering federation-Ismf), Roberto Failoni (assessore provinciale allo Sport e turismo) e Tiziano Mellarini(presidente Comitato Trentino Fisi), Francesco Bosco (direttore generale Funivie Madonna di Campiglio) e Bruno Felicetti (vice direttore Funivie), Michele Cereghini (sindaco di Pinzolo) e Tullio Serafini (vice sindaco di Tre Ville), Lorenzo Conci (presidente Comitato organizzatore 3Tre), Rino Pedergnana(coordinatore Sci alpinismo Fisi Trentino), Riccardo Valenti (presidente Brenta Team) e anche i rappresentanti delle forze dell’ordine che svolgono attività di controllo e soccorso sulle piste da sci. E poi Stefano Bendetti, direttore tecnico della squadra Nazionale di sci alpinismo insieme agli Azzurri Robert Antonioli, Michele Boscacci, Davide Magnini Federico Nicolini. Da parte di questi ultimi è emersa la forte esigenza di poter contare su tracciati per gli allenamenti, soprattutto nelle stagioni con poca neve quando le strade forestali diventano impraticabili e gli itinerari classici in quota difficilmente percorribili.

“È tempo di dare un nuovo nome allo sci alpinismo praticato nelle località sciistiche che è orientato principalmente all’allenamento e al fitness – ha spiegato Adriano Alimonta, presidente Azienda per il Turismo – e quindi normarlo in modo nuovo”. “Questa tipologia di sci alpinismo – ha aggiunto il presidente di Ismf Armando Mariotta – che si discosta, per tecnica e attrezzatura, da quello tradizionale delle traversate e del raggiungimento delle cime, potrebbe essere paragonato all’allenamento in falesia degli alpinisti. Gli appassionati e anche gli atleti vorrebbero praticarlo in sicurezza, senza problemi e senza grane. La normativa italiana e anche quella di altri Paesi vieta però di risalire le piste sia di giorno che di notte”. “È una domanda – ha sottolineato il presidente di Ismf – che non si può più ignorare, ma si deve intercettare e inserire nei progetti strategici delle destinazioni sciistiche. Potrebbe essere un prodotto delle società impianti gestito con il pagamento di un biglietto”.

In altre parole, si vorrebbe individuare un modello di “convivenza” e di opportunità concertato con i gestori degli impianti di risalita che temono, però, un eccessivo carico di responsabilità. “Voi associazioni dovete educare i vostri giovani – ha detto Francesco Bosco, direttore generale Funivie Madonna di Campiglio e presidente dell’Associazione nazionale esercenti funiviari (Anef) Trentino – anziché invitare a praticare una disciplina fuori legge creando situazioni antipatiche e conflittualità. Se si individuano dei nuovi percorsi fuori dalle piste, posso fare la battitura gratuitamente, ma non voglio alcuna responsabilità”.

A Bosco ha ribattuto il direttore tecnico della Nazionale Stefano Bendetti: “Non ci sentiamo di fare uno sport fuori legge, ci alleniamo la sera, ci ripuliscono dalla neve anche le strade forestali e non sappiamo dove andare”.

“È un percorso non facile – ha chiosato Tiziano Mellarini – che da anni cerca risposte. La regolamentazione va fatta a livello nazionale, dove già opera un gruppo di lavoro, in quanto la Provincia non può legiferare su questo tema. Anche negli incontri organizzati nelle scuole, abbiamo registrato tanta attenzione dei più giovani verso lo sci alpinismo. Poi c’è un problema di spazi. Utilizziamo le strade forestali così togliamo la responsabilità ai gestori degli impianti, seguendo il percorso attivato per la pratica del downhill sulle piste da sci in estate? La Fisi trentina è desiderosa di dare una risposta, ma occorre prima trovare una condivisione e poi accelerare per essere pronti all’inizio della prossima stagione”.

“Noi comuni – ha invece aggiunto il sindaco di Pinzolo Michele Cereghini – cerchiamo di mediare tra funivie, appassionati e forze dell’ordine e forse, anche se non è facile, potremmo individuare qualche percorso alternativo. Dobbiamo capire quali spazi ci possono essere e come la normativa può aiutare, magari riservando degli spazi laterali alle piste. Ogni decisione deve comunque essere presa in sintonia con lo sci discesa”. Sulla stessa linea, il vicesindaco di Tre Ville Tullio Serafini secondo il quale “chi pratica lo sci alpinismo deve poterlo fare e fare in sicurezza”.

“Tutti dobbiamo mollare un po’ – il suggerimento di Rino Pedergnana – e se lo vogliamo un accordo lo possiamo trovare”.

“Se la legislazione mi aiuta collaboro – la risposta conclusiva  di Bosco – come abbiamo dimostrato aprendo la Pradalago agli sci alpinisti per 15 giorni prima dell’apertura allo sci da discesa, ma non mettetemi nelle condizioni di andare contro legge”.

Chiusura della tavola rotonda affidata a Roberto Failoni: “Lo sci alpinismo sta crescendo e diversi territori mi hanno posto lo stesso problema che va risolto. Dagli interventi ho colto idee chiare e pareri discordanti. La mia proposta è di istituire e convocare a breve un tavolo di lavoro, guardarci in faccia e capire ciò che il Trentino può fare. La posizione degli impianti e di Anef è comprensibile, ma dico anche che lo sci alpinismo non deve essere un problema bensì un’opportunità”.  

Ed è ritornata sul tavolo della discussione anche la “questione Olimpiadi”. “Se lo sci alpinismo  diventerà disciplina olimpica e se la candidatura di Milano-Cortina 2026 andrà a buon fine – ha affermato l’assessore provinciale – chiederemo che le gare olimpiche di sci alpinismo si facciano nel Trentino Occidentale”.

“La possibilità – ha infine precisato Mariotta dal suo punto di vista internazionale – c’è se l’organizzatore delle Olimpiadi propone di inserire un nuovo sport. La prima vera chance è il 2026 e se l’Italia lo vuole, la possibilità esiste. Comunicherò a livello internazionale che c’è stata questa tavola rotonda a Campiglio per capire anche cosa stanno facendo nelle altre nazioni”.

Quanto emerso dall’incontro diventerà la base per un documento ufficiale che farà da “apripista” per proporre nuove opportunità e rinnovate regole alla pratica dello sci alpinismo nelle stazioni sciistiche.

Intanto si avvicina la tappa finale della Coppa del Mondo di sci alpinismo che si terrà a Madonna di Campiglio dal 3 al 6 aprile 2019.

All’indomani della “Tavola rotonda”, il direttore tecnico degli Azzurri Stefano Bendetti e i campioni Robert Antonioli, Michele Boscacci, Davide Magnini e Federico Nicolini ne hanno approfittato per una seduta di allenamento che li ha portati in cima al Monte Spinale accompagnati da alcuni appassionati delle pelli con i quali hanno condiviso una suggestiva uscita nel Parco Naturale Adamello Brenta.

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