Anef scrive al Presidente del Consiglio per l’innevamento programmato

Anef scrive al Presidente del Consiglio per l’innevamento programmato

Ecco la lettera che Anef  (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) con firma del presidente Valeria Ghezzi e Federturismo Confindustria, a firma del presidente Marina Lalli, hanno inviato recentemente al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo

Egregio Presidente Conte,

Egregio Ministro Franceschini,

in rappresentanza di ANEF (Associazione Italiana Esercenti Funiviari) e di Federturismo Confindustria ci permettiamo di portare alla Vostra cortese attenzione un tema di rilevante urgenza per l’economia e l’occupazione nazionale relativo al mondo della montagna.

Il settore degli impianti a fune italiano in questi giorni deve infatti decidere se attivare o meno il complicato e costosissimo iter relativo alla preparazione per l’innevamento degli impianti sciistici che, da solo, ha un costo complessivo vicino ai 100 milioni di euro.

Tale decisione è tuttavia subordinata alla possibilità di poter poi effettivamente rendere utilizzabili gli stessi nel corso dei prossimi mesi da parte dei clienti. Tale scelta, in un senso o nell’altro, ha evidenti e importantissime ricadute per tutta l’economia turistica della montagna.

La filiera che “vive” dell’industria della neve è infatti lunghissima: hotel, ristoranti, trasporti, scuole di sci, commercio al dettaglio, società di manutenzione, fornitori di energia, manodopera, costruttori e fornitori di attrezzature sportive, distributori, etc.

Tutti settori che senza la partenza della stagione sciistica resteranno fermi a loro volta con conseguenze drammatiche per l’economia di intere destinazioni che proprio dai prossimi 4 mesi invernali ricavano la maggior parte del fatturato annuale.

Stiamo infatti parlando di un fatturato diretto pari a circa 1 miliardo di € con un indotto che genera nel corso della stagione invernale una cifra pari ad almeno ulteriori 6-7 miliardi di €.

Il sistema occupazionale conta circa 15.000 dipendenti di cui solo un terzo a tempo indeterminato, 10.000 persone sono stagionali e come tali rischiano di restare per quattro mesi senza reddito, senza cassa integrazione e senza naspi. Gli occupati della filiera superano i 120.000 addetti e qui gli stagionali, anche ricorrenti, sono almeno il 75-80%.

Senza la certezza di poter accogliere i turisti è altamente probabile che gli impianti sciistici decideranno di non attivare le procedure di innevamento e di non aprire le proprie aziende, il rischio imprenditoriale ed economico è insostenibile come potrete immaginare.

In tale contesto, anche a fronte di una stagione invernale che sarà in ogni caso compromessa, è evidente che tutto il settore, già fortemente penalizzato nei mesi scorsi dalla perdita di incassi di marzo e aprile e da un fatturato estivo ridotto di ca. il 35%, avrà bisogno di un ristoro specifico per superare l’inverno. Ne va della vita di migliaia di famiglie e imprese.

Per le ragioni di cui sopra ci permettiamo di inviarVi questa lettera per chiederVi un chiarimento urgente sulle reali possibilità di apertura nel periodo natalizio o immediatamente successivo e l’apertura di un tavolo di confronto permanente che ci consenta di definire insieme i prossimi passi pregandoVi fin da adesso di considerare anche il nostro settore in uno dei prossimi provvedimenti di aiuto ai settori economici più colpiti.

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