Coronavirus, le decisioni del Trentino in linea con le direttive nazionali

di Ufficio Stampa Provincia Trento

Coronavirus, le decisioni del Trentino in linea con le direttive nazionali

Nella tarda mattinata la conferenza del Governo con i presidenti di Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano 

Coronavirus, le decisioni del Trentino in linea con le direttive nazionali

La riunione convocata nella tarda mattina di oggi dal premier Conte con i presidenti di Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ha confermato la correttezza dei provvedimenti presi ieri dalla giunta provinciale. Tra questi ricordiamo in particolare la riapertura di università, scuole, e asili nidi; il rafforzamento delle misure di prevenzione; e le misure a sostegno nei settori del commercio e del turismo. Alla videoconferenza hanno partecipato il presidente della Provincia autonoma e l’assessore provinciale alla salute e il dirigente della Protezione civile, Raffaele De Col. Sempre oggi è arrivata la conferma che il Trentino è tra le regioni non esposte a rischio di contagio. Nei prossimi giorni, su richiesta delle regioni, saranno valutate con il governo delle misure specifiche sostegno delle attività economiche, con l’attivazione di tavoli dedicati.

Stamani la Conferenza convocata dal Governo con i presidenti di Regioni e Provincia autonoma di Trento e Bolzano ha discusso i provvedimenti adottati sul territorio nazionale per contrastare la diffusione del Coronavirus.

La riunione ha confermato che il Trentino è nella fascia di regioni non esposte al virus cinese e che i provvedimenti adottati ieri dalla giunta provinciale sono in linea con le direttive nazionali.

Rimangono i tre livelli individuati fin dalle prime ore dell’emergenza. Nell’area rossa – che comprende i 10 comuni del Lodigiano e quello di Vo’ in Veneto – permangono i divieti di ingresso e di circolazione. La conferenza ha confermato le misure della seconda fascia  e che riguardano le Regioni del Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Le restanti regioni, Trentino compreso, rientrano invece nella fascia di territorio non esposta al rischio di contagio da Coronavirus. In queste aree sono confermati i provvedimenti di tipo preventivo, quali il divieto di gite scolastiche per tutta la durata dell’emergenza, l’abolizione della prima domenica del mese di accesso gratuito ai musei e l’estensione del lavoro agile.

Come detto, la riunione ha di fatto confermato la correttezza del provvedimento emanato ieri dalla giunta provinciale a contrasto del Coronavirus.

La decisione più importante riguarda la riapertura delle scuole (con la raccomandazione di comportamenti virtuosi per evitare qualsiasi forma di trasmissione), seguita dalle misure a sostegno delle imprese per complessivi 14 milioni di euro, con l’attivazione del Fondo di solidarietà, proposto dall’assessore provinciale allo sviluppo economico e lavoro. Si tratta di uno strumento di sostegno al reddito per quei lavoratori che si vedono ridotto l’orario di lavoro o che rimangono forzatamente “a casa” nei settori del commercio e turismo, considerando che industria e artigianato beneficiano di misure equivalenti.

Gli interventi adottati ieri in Trentino comprendono, tra gli altri, la massima visibilità in scuole, università e uffici pubblici alle misure di prevenzione stabilite dal Ministero rispetto al contagio. In particolare, nelle scuole, nelle pubbliche amministrazioni e, in special modo, nelle aree di accesso a strutture del Servizio sanitario, nonché in tutti i locali aperti al pubblico, si raccomanda la messa a disposizione degli addetti, nonché di utenti e visitatori, di soluzioni disinfettanti per il lavaggio delle mani. Le aziende di trasporto pubblico adotteranno interventi straordinari di sanificazione dei mezzi (700 quelli di Trentino Trasporti a cui si aggiungono i treni della Trento-Malè e di Trenitalia) e per arieggiarli periodicamente. Sospesa anche la disposizione che prevede la salita sugli autobus dalla sola porta anteriore. Infine si raccomanda anche di mantenere sotto controllo il sovraffollamento nei vari luoghi, in particolare quelli chiusi (come i locali pubblici), dove si consiglia una distanza di almeno 1 metro fra una persona e l’altra.

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