COVID 19 – INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE NEL COMUNE DI PINZOLO

di Comune Pinzolo - Ass. Giuseppe Corradini

COVID 19 – INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE NEL COMUNE DI PINZOLO

COVID 19 – INDAGINI EPIDEMIOLOGICHE NEL COMUNE DI PINZOLO
Dalla fine di febbraio ad oggi, l’Amministrazione Comunale si è ritrovata in una situazione emergenziale che mai nessun avrebbe pensato di dover affrontare.
Dopo un primo brevissimo disorientamento dettato dalla mancanza di direttive precise, ci si è rimboccati le maniche prendendo in mano con determinazione una situazione surreale dalla quale ad oggi non siamo ancora usciti.

Successivamente ad una prima fase in cui tramite l’attivazione del Piano Comunale di Protezione Civile si sono messe in atto le direttive dei vari DPCM, si è passati alla riorganizzazione di un Municipio privato quasi totalmente delle proprie risorse umane. Infatti tramite l’esigua disponibilità di funzionari, impiegati e operai (che meritano un particolare ringraziamento per la disponibilità dimostrata nonostante i non trascurabili rischi), si sono impostati quei servizi indifferibili dei quali i nostri paesi non potevano fare a meno. Particolare merito in questa prima fase dell’emergenza va dato al nostro Corpo di Polizia Locale il quale ha affrontato una mole di lavoro impressionante al fine di tutelare la nostra sicurezza.

Una volta avviata questa nuova configurazione della “macchina comunale”, si è passati alla valutazione di tutto quello che si poteva mettere in campo per mitigare i rischi di questa pandemia. L’approccio adottato è stato sempre impostato sulla prudenza e il pragmatismo al fine di evitare scelte affrettate che si sarebbero poi potute rivelare inappropriate.
A seguito di una serie di approfondimenti “scientifici”, e vari confronti con i nostri Comandanti dei Vigili del Fuoco (Luca Cereghini ed Emanuele Cunaccia), abbiamo attivato un protocollo di sanificazione urbana che ha visto una proficua, competente ed efficiente collaborazione tra i Cantieri Comunali e i Corpi di Pinzolo e Madonna di Campiglio. Tali interventi su larga scala hanno progressivamente lasciato il posto ad azioni mirate su aree sensibili, al fine di non arrecare danno all’ambiente con l’eccessivo utilizzo di prodotti disinfettanti.

Parallelamente alle questioni di cui sopra, abbiamo intrapreso una seria valutazione di quegli strumenti che avrebbero potuto aiutarci a capire quanto il COVID-19 ha colpito la nostra popolazione. Da un primo entusiasmo stimolato da alcune indagini sierologiche intraprese da soggetti privati nel vicino Suedtirol, il pragmatismo che ci siamo imposti fin dall’inizio ci ha portati a non prendere decisioni impulsive e ad approfondire tutti gli aspetti medici del caso. Infatti, anche grazie ad una preziosa consulenza del Dott. Tomaso Bruti, abbiamo capito che dietro tali azioni d’indagine si celano numerose incognite e difficoltà.
Assumendo come dato di fatto che la mancanza di tamponi e test sierologici quantitativi (basati questi ultimi su prelievo e analisi in laboratorio) escludeva qualsiasi azione diagnostica in tal senso, abbiamo analizzato concretamente la possibilità di attivare un’indagine medica a tappeto tramite l’impiego dei test sierologici qualitativi, in quanto di facile reperimento sul mercato ma soprattutto di immediato utilizzo. Purtroppo però le informazioni scientifiche reperite tramite una puntuale ricerca sulla materia non hanno dimostrato quel livello di affidabilità fondamentale per un’azione di questo tipo, soprattutto se intrapresa dall’ente pubblico.
Infatti il concreto rischio di “falsi” positivi e negativi (dettati dalle mutazioni dei virus e dalla conseguente variabilità nella produzione di anticorpi, che a volte potrebbero anche essere riconducibili ad altre famiglie di Corona Virus), il preoccupante fenomeno della positività a distanza che porta obbligatoriamente all’effettuazione del tampone anche in caso di positività IgG (ovvero quegli anticorpi successivi all’infezione che erroneamente vengono considerati come “patentino di immunità”), la concreta possibilità di dover mettere un elevato numero di IgG positivi in quarantena a causa della lunga lista d’attesa per i tamponi, e il rischio di mettere in difficoltà un Sistema Sanitario già pesantemente “provato”, ci ha fatto desistere portandoci a valutare e stimolare altre strade.
La prudenza messa in campo dall’Amministrazione, unita al continuo confronto con la governance Provinciale, ha fatto si che non venissero commessi passi falsi e che si arrivasse ad un quadro molto più limpido sulla gestione di questi delicati aspetti medici.

Infatti nella giornata di ieri (venerdì 22 maggio) è stata comunicata tramite videoconferenza con il Presidente Fugatti la possibilità di accedere ad uno screening basato sull’effettuazione di “tamponi” a tutti i residenti che ne facessero richiesta.

L’Amministrazione Comunale di Pinzolo, nella persona del Sindaco Cereghini, ha deciso di cogliere questa importante opportunità nella convinzione che la popolazione ha ad oggi estremo bisogno di certezze e consapevolezza. L’effettuazione dell’indagine medica, resa possibile grazie ad un grande impegno in termini di risorse economiche, umane e logistiche da parte della Provincia Autonoma di Trento, dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e del Comune, verrà effettuata su base volontaria e sarà oggetto di maggiori dettagli tramite la comunicazione ufficiale dei prossimi giorni.

Nella speranza di un positivo accoglimento da parte della popolazione riguardo l’iniziativa comunicata, faccio un grosso “in bocca al lupo” a tutta la popolazione nella speranza di un vicino ritorno alla normalità.
Ass. Giuseppe Corradini

Fonte: https://www.facebook.com/comune.pinzolo.tn.it/

 

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