I funerali di Gianfranco Cimadom

di Giuseppe Ciaghi

Nel tardo pomeriggio di giovedì  c’era  tutto il paese di Carisolo, e non solo, ai funerali di Gianfranco Cimadom, una persona benvoluta da tutti. Il “Cima” come lo chiamavano, aveva appena 64 anni. Lo avevano trovato morto nell’appartamento dove si era spostato in attesa che fosse ristrutturata la sua vecchia casa di abitazione. Viveva da solo. Qualcuno l’aveva cercato nei giorni scorsi senza ottenere risposta. Gianfranco dopo una vita trascorsa in municipio a Carisolo da impiegato tuttofare, da qualche anno si godeva la meritata pensione. Personaggio  gioviale, disponibile e arguto, ha animato le sagre, le feste di intrattenimento e le manifestazioni sportive (di sci, campestri , di calcio) organizzate in paese con la sua verve di speaker allegro e spiritoso. Aveva un pallino, una passionaccia per la fisica, per l’elettronica e l’elettrotecnica, che studiava  tenendosi sempre aggiornato. E poi sapeva fare di tutto, soprattutto  aggiustare strumenti e macchinari di ogni tipo, dagli orologi alle radio, dagli apparecchi delle automobili alle turbine delle centrali idroelettriche, dalle motoseghe alle circolar e quant’altro. Con lui Carisolo è diventata più povera, ha perduto un simpatico personaggio della sua vita sociale, una figura che sarà ricordata a lungo da quanti lo conobbero.

di Giuseppe Ciaghi

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