I giovani in Val Rendena: botta e risposta

di Vari

Ho letto con interesse la lettera firmata “giovane di Pinzolo” sul vostro quotidiano. Mi ha interessato e preoccupato. Pare, dalla lettera della giovane Pinzolera, che non ci sia nulla da fare a Pinzolo e in valle, perché non esistono discoteche. Pare, non ci sia una piscina, ma ad onor del vero, una a Spiazzo c’ è, e non mi pare si faccia a botte per entrarci. Sembra che per questi motivi ci si dia all’alcolismo. Suggerirei a questa fanciulla alcune attività da fare, per il corpo, per la mente, per lo spirito e per il divertimento. Nella nostra val Rendena ci sono attività accessibili a tutti, se non si sa come occupare il tempo. Per il corpo: abbiamo la possibilità di fare ogni sport invernale: lo sci da discesa, di fondo, pattinaggio di ogni specialità, hockey, snowboard, le ciaspole e lo sci d’ alpinismo. Altri sport a disposizione sono il tennis, il golf, nuoto ( a Spiazzo!) le bocce, l’ equitazione, il parapendio, il calcio ( c’è ora anche una squadra femminile), il ballo (scuola), l’escursionismo, arti marziali, le arrampicate, ciclismo di ogni tipo e corsa in montagna. Per la mente: musica, canto con cori, strumenti con bande musicali, scuole musicali (Tione). Cultura, la biblioteca organizza attività di ogni tipo: dai corsi di lingue, a corsi di cucina. Abbiamo associazioni culturali attive come “il Faggio”, “L’ Ancora” ed altre. Il teatro: il Filò Val Rendena organizza spettacoli, ed è aperto a chi vuol imparare a recitare. Per lo spirito: abbiamo meravigliose associazioni di volontariato di ogni tipo: pompieri, trasporto infermi, Operazione Mato Grosso, le pro loco, assistenza agli anziani alla casa di riposo ed altre. Per chi è religioso ci sono anche molte attività legate alle nostre parrocchie. Per il divertimento: penso che sia molto da divertirsi nelle attività di cui sopra, penso che il divertimento sta in ciò che ad uno piace fare, meglio in compagnia di altri, cercando di socializzare con i propri amici, i propri turisti, rispettando gli altri, volendo bene. Non penso che ci voglia una struttura fisica come una discoteca per divertirsi, va bene anche quella intendiamoci, ma non è senza quella manchi “il” divertimento. Noi da ragazzi avevamo la “compagnia” e una panchina era il nostro punto di ritrovo, da li ci organizzavamo come passare le serate o le giornate di vacanza. Si andava sul “mont” magari con una chitarra ed un amico che suonava, si organizzavano piccole taverne con improbabili luci psicadeliche e impianti stereo gracchianti, andavamo alle feste campestri, magari anche in una di quelle tredici discoteche che c’ erano in valle, ma era solo uno dei momenti di divertimento, non “il” divertimento. Ma il problema e la colpa cara figliola è nostra, di noi 40-50enni, non perché non siamo riusciti a costruirvi una discoteca ( tra l’altro economicamente devastanti, per questo non ce ne sono!), ma perché non siamo riusciti a darvi il senso delle cose, della qualità vita, dell’amicizia e del divertimento. Non siamo riusciti a darvi una mentalità di qualità, e questa si riflette inevitabilmente sul modo di far turismo. Abbiamo costruito una società dove lo stile e gli obiettivi di vita vengono rappresentate da trasmissioni televisive tipo “Lucignolo”, abbiamo costruito una società dove una ragazza scriva una lettera così “delirante” ad un giornale per una discoteca, abbiamo costruito una società dove se a mia figlia gli dico:” studia!, per il tuo intelletto e per farti un futuro!” potrebbe rispondermi: “…..ma papà ma per diventare ministro della nostra repubblica bisogna aver fatto la soubrette e ballare sul cubo!“.

Firmato: un adulto di Pinzolo


Mi permetto di fare alcune osservazioni (Marco Salvaterra)

Innanzitutto al giornale. Come capita spesso, il "Trentino" ha cercato di stravolgere la lettera della nostra giovane compaesana con un titolo ("La crisi del turismo") che centra ben poco con il contenuto dello scritto, che non riguardava le presunte specifiche difficoltà del turismo in Valle.
Voglio far presente che la chiusura progressiva dei locali notturni è iniziata parecchi anni fa, non solo a Campiglio (che non mi sembra soffra della mancanza di turisti giovani in inverno) ma in tutta l’Italia (dagli anni ’80 sono più di metà le discoteche che hanno chiuso i battenti). Le cause sono da ricercare soprattutto nel calo del numero dei potenziali clienti (ai tempi del cosiddetto "baby boom", i miei tempi, erano il doppio i giovani in valle) e nel cambiamento delle abitudini (in questo internet ha dato il colpo di grazia). Del resto, se la nostra compaesana deve andare a Brescia, vuol dire che, per lo meno, è un problema trentino! Per quanto riguarda la carenza (o quasi mancanza) di locali di ritrovo per giovani, non me la sento di addossare alcuna colpa all’assessore Ferrari, che non c’entra nulla. Non esiste in valle il rischio d’impresa? Perchè non c’è nessuno che ha voglia di investire in questo settore? Forse perchè manca la fantasia, la voglia di rischiare. Lo dimostrano i tanti bar di Pinzolo e dintorni, quasi tutti miseramente uguali.
Concordo sulla preoccupante diffusione del consumo di alcol tra i giovani: purtroppo anche qui, il problema non è solo della Rendena, come stanno a dimostrare i tanti morti sulle strade (gli ultimi proprio stanotte nei pressi di Riva). Concordo sulla particolare gravità del fenomeno nella nostra Valle, come nelle altre valli trentine, che, ahimè, non coinvolge solo le nuove generazioni!
Riguardo alla mancanza di turisti giovani a Pinzolo in estate, non penso dipenda dalla mancanza di offerte di divertimenti notturni: i giovani sopra i 15 anni non vanno più in vacanza con i genitori ma con gli amici, scegliendo il mare o l’estero. Penso che si possa fare ben poco per cambiare questa tendenza. Certamente la presenza di locali un po’ più alla moda (e non solo discoteche) faciliterebbe il ritrovo dei pochi presenti e potrebbe fungere da catalizzatore per i giovani dei paesi vicini, come un tempo faceva lo storico "Ciclamino". Ma erano i miei tempi…
Coraggio, anche qualche decennio fa non era così facile divertirsi in compagnia. Forse avevamo però un po’ più di fantasia: amavamo suonare la chitarra e cantare, organizzare serate in qualche piccola taverna o "raoft" di qualche amico, eravamo forse più bravi a socializzare anche con i "talian", poche volte si andava al "Rio" o al "Ciclamino". Insomma, tu e i tuoi coetanei cercate di incontrarvi di più!

Ciao, Marco Salvaterra

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