Il maestro Pio recita Mac’, di Carlo Antoniolli Bagat

di Carlo Antoniolli Bagat - Claudio Cominotti

Il maestro Pio recita Mac’, di Carlo Antoniolli Bagat

Mac’ 

Il maestro Pio recita Mac’, di Carlo Antoniolli Bagat

Fra una settimana finirà anche maggio, uno dei mesi più belli, in cui l’esplosione della natura riempie di speranza e di entusiasmo. I fiori sbocciano sorprendendoci con i colori e i profumi, e la prima frutta di stagione, specialmente fragole e ciliegie, ci “prende per la gola”, … anche nel senso del prezzo. Quando era ancora in uso il matrimonio, era il periodo preferito dai fidanzati per il lieto e solenne avvenimento. Già da tempo nella rubrica Poesie in dialetto di Campane di Pinzolo è inserita la bella poesia di Carlo Antoniolli Bagat dedicata a questo mese, densa di sensazioni, sentimento e anche di misticismo con un pizzico di ironica allegria, dote che non mancava mai a Bagat. Chi meglio del maestro Pio poteva interpretare questi bei versi dialettali? Così anche Pio Tisi Banol, grande interprete delle commedie dialettali, l’ha registrata nello studio di Gianni Beordo nel 1999; è inserita nel CD allegato al libro “Radìs”, edito dal Circolo Culturale “Il Faggio”, sul quale ogni poesia è illustrata da una rappresentazione grafica a matita o carboncino di un artista locale.

Colpisce nel segno questo disegno, realizzato da Amneris Maffei Gueret, pittrice molto sensibile e con un tratto deciso ma delicato.

 

Mac’  – di Carlo Antoniolli Bagat

“Clicca sulla freccia per ascoltare”

 

Mac’ l’é l mis pü bel,

dai fior e dai amor;

i giuvanoc’ i é plin d’ardor

e anca ndal pais, da Carobit a Vacianaga

dal Lazarin a Gaiolin,

indapartüt as sent in bon udor

ca l par balsam di pin.

 

Intant al sul al cioca;

a varadar fo par i pre

as vic’ già i fior sbucè;

e ndal gac’ chi apè

as sent i usei ca i é già turnè.

Al piciaciòc chi bat sül làras e sül mor

e tüc’ insema i sona na canzon d’amor.

 

L’é l mis da la Madona

e i dis l’Ave Maria

parchè, sa no, li berti

Barzola al li porta via.

Banadöt mac’ da la Madona e dai amor

a m sentu in dal me cör

come sbucià in bel fior.

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