La Commissione Medica della SAT risponde alle preoccupazioni degli escursionisti che segnalano comportamenti poco responsabili

La Commissione Medica della SAT risponde alle preoccupazioni degli escursionisti che segnalano comportamenti poco responsabili

La Commissione Medica della SAT risponde alle preoccupazioni degli escursionisti che segnalano comportamenti poco responsabili.

E’ ormai passato più di un mese da quando abbiamo riconquistato la libertà di movimento, ma possiamo affermare di aver accettato che insieme alla libertà vadano applicati al nostro vivere quotidiano anche senso di responsabilità, attenzione e rispetto?

Alla SAT arrivano email di escursionisti preoccupati relativamente alla frequentazione della montagna, segnalano mancanza dell’utilizzo della mascherina, mancato rispetto del distanziamento e assembramenti. Si tratta di preoccupazioni fondate?

All’interno della SAT lavora la Commissione Medica, alla quale abbiamo inoltrato il quesito.

“Siamo stati tutti, in modalità differenti, coinvolti nel problema Covid – sottolinea la dottoressa Antonella Bergamo, presidente della Commissione Medica SAT– Purtroppo l’informazione, non ha aiutato a mantenere una certa obiettività e a capire l’evoluzione del problema. E’ innegabile che le cose siano molto migliorate rispetto a tre mesi fa, ma questo è avvenuto soprattutto per le regole base che sono state applicate: distanziamento, mascherina (indossata correttamente) quando il distanziamento non è possibile, lavaggio frequente delle mani (effettuato correttamente) se questo non è possibile disinfezione frequente.

Il problema è sotto controllo in Italia, ma non è risolto – prosegue Antonella Bergamo – negli ultimi giorni c’è stata una risalita dei contagi e questo non è un buon segno.  Non è possibile dimenticarsi del problema e tornare come prima.

La normalità attuale significa vivere la propria vita, che può assomigliare molto a quella antecedente all’emergenza Covid per molti di noi, ma con qualche accorgimento in più. Il rispetto per sé stessi e per gli altri è alla base di una buona società che guardi al futuro ed alla quale siamo tutti tenuti a dare il nostro contributo.

In montagna, direi che la vita è ripresa abbastanza bene, ma anche qui, si incontra uno spaccato della società e quindi gli atteggiamenti sono i più vari rispetto al problema. C’è chi minimizza e forse vuole dimenticare, mettendosi e mettendo a rischio gli altri e poi c’è chi si sente assediato ovunque da un nemico invisibile e dunque si rovina la giornata e la vita.

La giusta misura come sempre sta nel mezzo.

Il nostro suggerimento è di considerare che il virus è ancora in circolazione, ma senza angosciarsi per questo. Mettiamo in atto il distanziamento, la mascherina ed il lavaggio frequente delle mani.

Basta così, non serve altro. 

Vogliamo tutti poter vivere il nostro momento speciale in montagna e i posti dove andare sono davvero tanti. Cerchiamo quelli meno frequentati, cambiamo sentiero e se troppo affollato o aspettiamo a lato che passi il gruppo e se possibile stiamo distanti quando ci accorgiamo che non viene indossata la mascherina.

Buon senso e rispetto quando ci fermiamo al rifugio, se vediamo che è affollato allontaniamoci e aspettiamo un momento più propizio, avendo sempre qualcosa nello zaino da mangiare e da bere per sopperire al calo energetico.

Andare in montagna ci trasmette sensazioni positive ed energia per affrontare le difficoltà della vita – conclude Bergamo – quindi non lasciamoci influenzare negativamente da atteggiamenti scorretti, ma cerchiamo di evitarli”.

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