Recuperare i vitalizi costa, meglio metterci una pietra sopra

di Alessandro Giacomini

[strong]RECUPERARE I VITALIZI COSTA, MEGLIO METTERCI UNA PIETRA SOPRA, ANZI UNA TARGA[/strong][/A_CAPO][/A_CAPO]

Che la distanza tra la politica e i cittadini Trentini fosse enorme tutti ne erano consapevoli . Molti Trentini però riponevano nella riforma dei vitalizi la speranza di ridurre questa distanza. Purtroppo così non è stato e ora domina l’indignazione. È insopportabile che alcuni ” nostri ” ex governanti si siano aggrappati alla giustizia per mantenere dei privilegi, anzi no, una sorta , mi si passi il termine, di bottino legalizzato, ricorrendo contro una legge dell’autonomia. Assurdo poi che tali persone abbiano avuto importanti responsabilità nella gestione della stessa legge e il paradosso lo si riscontra palesemente nelle elucubrazioni assurde e arroganti nel difendere quella specie di malloppo. Ed è proprio qui che l’ipocrisia giunge al quadrato. La cupidigia spinge però l’uomo ( e la donna per par condicio ) ad ogni bassezza ( Auri Sacra Fames ) è il caso, per esempio, della signora Margherita Cogo, già Presidente della Regione, che tra i vari ex politici è quella, suo malgrado, più logorroica ( sotto questo aspetto i suoi colleghi sono stati marpiosamente omertosi ) nella difesa di quella che in più di uno hanno definito una “ refurtiva legalizzata ” : termine un po ’ forte ma che rende l’idea di un ingiusto guadagno. La signora Cogo, addirittura dichiarò a marzo, sui quotidiani regionali, la sua disponibilità a mettere in un fondo sociale la sua liquidazione : ha predicato la restituzione e praticato il trattenimento. Senza entrare nel merito delle cifre vorrei spostare la questione sulle conseguenze del sistema autonomistico della nostra regione . L’aspetto preoccupante è l’immagine riflessa che abbiamo dato dell’autonomia, offrendo munizioni a chi ci spara quotidianamente contro. Tutto ciò mina la nostra credibilità a chi ci osserva dall’esterno. Restano, se pur vetuste , ma di estrema attualità le dichiarazioni di Alcide Degasperi:
” permettete che vi dica che l’ autonomia si salverà solo a una condizione , che dimostri di essere migliore della burocrazia statale , migliore del sistema accentrato statale, migliore soprattutto per quanto riguarda le spese, solo così l’autonomia si salverà. Perché se l’autonomia dovesse sussistere a spese dello Stato, questa autonomia sarà apparente per qualche tempo e non durerà per un lungo periodo “.
Dunque i cosiddetti ” ricorsisti ” hanno causato un doppio danno , esternamente la nostra autonomia non appare più come fonte modello, ma al contrario, è una fotografia la cui immagine risulta essere l’autoscatto di quella Italiana. Internamente riconquistare la fiducia dei Trentini, che animano la vita sociale tra volontariato e spirito di servizio a livelli di primato Italiano, sarà impresa assai difficile, aver deluso questo tessuto significa aver ferito il cuore dell’autonomia e il sospetto è che, la cicatrice resterà per sempre.
Per non dimenticare questa squallida vicenda, chiedo, chiediamo a tutte quelle amministrazioni Trentine che ancora respirano quella voglia di giustizia di attivarsi nel dedicare, a tutti i ricorsisti, una targa a memoria dei fatti e di esporla con ampia visibilità presso gli spazi pubblici cosicché resti a imperitura memoria, essa deve essere da monito alle future generazioni, perché non sempre una stele ha l’obbligo di ricordare un elogio, a volte è più educativo esporre alla cittadinanza un fatto decisamente negativo.
Offriamo alle stesse un facsimile :

” ci sono ricordi che non vanno rispolverati, ma questo dovrà vivere per sempre nelle nostre menti : nell’anno 2014 con caparbietà e sprezzo delle istituzioni, il ricorsista, nonché, purtroppo, nostro conterraneo, difese come le mitologiche amazzoni ( se donna ) o come Thor il guerriero nordico ( se uomo ) il proprio vitalizio e mai volle restituire ciò che la stessa legge le imponeva, 
non lo ricorderemo per quello che ha fatto ma sarà giudicato per quello che avrebbe dovuto fare “
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