17 gennaio a Sant’Antonio di Mavignola

17 gennaio a Sant’Antonio di Mavignola

È il 17 gennaio 2026: siamo a Sant’Antonio di Mavignola, la frazione minore del Comune di Pinzolo, quella alla quota ideale e con il clima perfetto, posta sull’altipiano a metà strada tra il capoluogo e la mondanità. È rimasta come allora, con la stalla in parte alla chiesa, servizi essenziali, qualche struttura ricettiva e gente ancora legata alle tradizioni.

Sono le 9:30 e le quattro campane della chiesa nuova suonano a festa, perché oggi è Sant’Antonio: la festa del patrono, la festa dell’anno, il giorno delle famiglie e quello dei ricordi. È una giornata speciale per i “Mavignoi” e per tutti gli affezionati di Pinzolo e della Val Rendena. Sono le 10:00 e, con una certa devozione, tanti fedeli siedono nei banchi dell’aula pulita e rettangolare, al cospetto degli affreschi di Bonacina, davanti al Santo vestito a festa, ad ascoltare la storia dell’egiziano patrono di Mavignola e i canti del coro parrocchiale.

Finita la funzione, tutti ai Salesiani per il lauto aperitivo offerto dalla Pro Loco G.S. Mavignola, allestito alla perfezione dalle aziende agricole “La Regina” e “Maso Larchen”. C’è tanto paese, siamo in tanti: si respira la giornata del patrono, la nostra festa, con due bicchieri e quattro sorrisi in più per tutti.

Nel pomeriggio, il momento più sentito: arrivano anche i pinzoleri e i devoti rendeneri, perché alle due e mezza si porta il Santo in processione. Uno alla volta i bandisti, c’è il Sindaco in fascia tricolore, il don vestito a festa, i portatori con la mantella rossa; odore di incenso, candele accese, fiori rossi: tutto è solenne, oggi come ai tempi di Padre Ermete.

Esce il Santo, la banda è schierata: partono le campane, suonano i tamburi e seguono le ance e gli ottoni. Ci sono gli Alpini e i vigili del fuoco; si parte verso la cooperativa, si ferma la statale. Oggi è il giorno di Sant’Antonio, che di Mavignola è l’umile patrono, protettore degli animali che lo aspettano alle ex scuole per una benedizione speciale.

Ancora aperitivi ai Salesiani e attività per i bambini, mentre alla Posta e alla Tosa – già piene di commensali – si prepara la trippa per la sera. Poi sono i fuochi artificiali musicali a dare spettacolo per il giorno più speciale.

Si chiude la giornata del Santo con musica e balli a suon di “Fiamazband e soci”, Turri Nicolò e bandisti che si sono uniti al gruppo improvvisando alcuni pezzi, fino alla mattina del giorno dopo.

Grazie a Nadia, che non ha bisogno di presentazioni, alla Pro Loco e ai suoi componenti – senza i quali nulla si potrebbe raccontare –, all’Amministrazione comunale, alla Banda, agli Alpini, ai Vigili del Fuoco e a tutti coloro che ci mettono del proprio, volontariamente e gratuitamente per mantenere viva una tradizione che è fondamenta della Comunità: cultura, autenticità, storia, presente e futuro da coltivare.

Un cittadino del Comune di Pinzolo