Giacomini chiama e il Quirinale risponde presente
Il Premio Margherita Hack alla Chiesa Valdese.
Un ponte tra etica civile e il riconoscimento delle istituzioni.
Il prossimo martedi 12 maggio alle ore 18:00 , l’Auditorium di via Perini a Trento ospiterà un evento di profondo valore civile, la consegna del Premio Margherita Hack 2026 all’Unione delle Chiese metodiste e valdesi.
Un riconoscimento che quest’anno assume un significato ancor più solenne, non solo per il prestigio dell’astrofisica fiorentina a cui è dedicato, ma per il segnale di attenzione istituzionale che la Presidenza della Repubblica ha voluto riservare all’iniziativa.
Il Premio Margherita Hack, promosso dall’associazione Trentino Laica sotto la guida dell’Avv. Alexander Schuster, si conferma come un pilastro nel dibattito sulla laicità in Italia.
La scelta di premiare la Chiesa Valdese nasce da una profonda affinità elettiva, quella di una “laicità positiva” che Margherita Hack ha difeso per tutta la vita.
Dalla gestione etica dei fondi dell’Otto per Mille, destinati esclusivamente a scopi sociali e culturali, fino alla difesa dei diritti civili, dell’autodeterminazione terapeutica e all’impegno costante nei corridoi umanitari, la Chiesa Valdese rappresenta un esempio di fede che non cerca il dogma, ma il servizio alla libertà di coscienza.
A sottolineare la rilevanza nazionale e la caratura etica di questo premio, è giunto un segnale importante dal Quirinale, l’iniziativa ha infatti beneficiato di una interlocuzione diretta con la Presidenza della Repubblica.
Il Presidente Sergio Mattarella, attraverso il Segretariato Generale, ha voluto far pervenire un messaggio di vicinanza personale al Fiduciario testamentale ( DAT ) di Margherita Hack, Alessandro Giacomini.
Pur nel rispetto dei rigidi protocolli di comunicazione che governano la massima carica dello Stato, il Quirinale ha instaurato un contatto diretto, articolatosi in più telefonate e scambi epistolari, per seguire l’evolversi della candidatura e dell’evento.
Nella comunicazione ufficiale, il Segretariato Generale, ha espresso il proprio apprezzamento:
”Spiacente di non poterLe fornire un positivo riscontro colgo con piacere l’occasione per inviarLe, unitamente agli auguri per la buona riuscita dell’iniziativa, i miei più cordiali saluti”.
Questo dialogo tra l’organizzazione del Premio e il Colle non è un semplice atto di cortesia formale, ma rappresenta un riconoscimento implicito del valore del dibattito proposto da Trentino Laica.
In un Paese dove il confine tra sfera pubblica e privata è spesso oggetto di tensione, vedere la massima carica dello Stato prestare attenzione a un premio dedicato alla laicità e ai diritti civili è un segnale di apertura e di garanzia per tutti i cittadini.
La cerimonia di Trento, che vedrà la presenza della Diacona Alessandra Trotta, Moderatora della Tavola Valdese, si prospetta dunque come un momento di grande rilievo nazionale, celebrando una realtà, quella valdese, che continua a rappresentare una bussola morale preziosa per l’Italia contemporanea.
Il Premio Margherita Hack 2026 alla Chiesa Valdese non è una scelta casuale, ma il coronamento di una visione del mondo condivisa.
Sebbene Margherita Hack fosse dichiaratamente atea, la sua vita è stata una testimonianza continua di valori che trovano nel “mondo valdese” una sponda etica e culturale profonda.
Margherita Hack amava ripetere che la scienza è “la continua ricerca della verità”, un processo che non ammette dogmi intoccabili.
Allo stesso modo, la tradizione valdese, fin dalle sue origini basate sul pensiero critico e sulla libera lettura dei testi, ha sempre valorizzato l’istruzione e il dubbio metodico.
Entrambi, la scienziata e la comunità valdese, rifiutano l’idea che la conoscenza debba piegarsi a autorità precostituite, ponendo invece l’autonomia della ricerca al centro del progresso umano.
Per l’astrofisica fiorentina, la laicità non era una battaglia contro le religioni, ma la garanzia che lo Stato restasse uno spazio neutro dove ogni cittadino potesse vivere secondo la propria coscienza, senza che il credo di uno diventasse la legge per l’altro.
La Chiesa Valdese rispecchia perfettamente questo modello, operando nella società senza imporre la propria fede, ma offrendo servizi, come i corridoi umanitari, basati sulla dignità intrinseca di ogni individuo.
È una laicità che si traduce in etica della cura piuttosto che in etica del precetto.
Margherita Hack è stata una voce coraggiosa in Italia su temi spesso considerati “scomodi”.
Sul testamento biologico ( DAT ) lei stessa si fece promotrice della libertà di scelta sul fine vita.
La difesa della Legge 194 sempre schierata dalla parte della libera scelta delle donne.
I diritti delle coppie omosessuali, convinta sostenitrice della parità di diritti per tutte le famiglie.
La Chiesa Valdese si è mossa con coerenza su questi stessi binari.
La benedizione delle coppie dello stesso sesso e il sostegno costante al diritto di autodeterminazione terapeutica non sono visti come “cedimenti” alla modernità, ma come espressioni di un Vangelo che pone la giustizia e l’amore tra le persone al di sopra di ogni costrizione morale antiquata.
Un elemento di profonda sintonia risiede nel pragmatismo etico, Margherita Hack era una donna pratica, che amava la trasparenza e l’uso intelligente delle risorse.
La gestione dell’Otto per Mille da parte della Tavola Valdese, destinata esclusivamente a progetti sociali, sanitari e culturali è l’esatto opposto di un approccio clericale al potere.
È una gestione che mette al centro il “fare bene per il bene di tutti”, in linea con l’integrità che ha caratterizzato l’intera carriera e la vita privata di Margherita.
Premiare la Chiesa Valdese nel nome di Margherita Hack significa riconoscere che la morale non è proprietà esclusiva del sacro, ma una conquista collettiva basata sul rispetto, sulla scienza e sulla libertà di coscienza.
Come direbbe Margherita:
“Non c’è bisogno di un dio per essere buoni”; e la Chiesa Valdese, nella sua pratica quotidiana, dimostra che la fede può essere uno strumento di libertà, proprio come la scienza è uno strumento di comprensione del reale.
