Ciao nonna Rosa

Ciao nonna Rosa

La prima cosa che facevo quando venivo a trovarti era aprire tutte le padelle “che stavi usando” e chiederti cosa stessi cucinando.

Eri una cuoca formidabile, non so quante volte sono rimasto a pranzo o a cena con te e il nonno.
Ed è colpa o merito tuo se ora non riesco a mangiare senza lamentarmi di qualcosa o fare paragoni con i tuoi piatti.
Avrei voluto imparare di più,
Anche se imparare non era tanto facile dato che le Indicazioni erano tipo: “tanto così, lo vedi, a occhio, lo senti”
Ricordo che ti dispiaceva quando andavo a farmi tagliare i capelli perché ti piacevano i miei ricci e dicevi che ti ricordavo San Lorenzo. Ma ridevo e non ti ascoltavo

Prima delle gare di sci invece mi raccomandavi di andare piano. Bè Ecco lì direi che ti ascoltavo.

Anche se da quando non c’era più il nonno non eri più la stessa, voglio ricordarti come eri prima, quando mi hai insegnato a fischiare con una mano, quando mi facevi trisare la polenta o uscivi sul poggiolo per salutarmi ogni volta che passavo, o Quando andavamo per funghi in val Genova o per slavazoi..
Grazie di tutto nonna, ci mancherai

Tuo nipote Enrico