L’Alzheimer non cancella la persona: una comunità che comprende è una comunità che si prende cura
A Ponte Arche, mercoledì 28 ottobre, una serata dedicata alla conoscenza della malattia e al valore delle relazioni umane. Un appuntamento che riguarda da vicino anche le famiglie delle Giudicarie.
Ci sono persone che, con il passare del tempo, faticano a ricordare un nome, a riconoscere un volto, a ritrovare la strada di casa. Persone che hanno attraversato una vita intera di lavoro, affetti, sacrifici e soddisfazioni e che, a un certo punto, si trovano a fare i conti con una malattia capace di modificare profondamente il loro rapporto con il mondo.
Ma se la memoria si affievolisce, la dignità della persona rimane. Sempre. È proprio da questa consapevolezza che prende significato l’incontro «Alzheimer: comprendere diversamente la persona», in programma mercoledì 28 ottobre, alle ore 20.30, nella sala consiliare del Comune di Comano Terme, a Ponte Arche.
Una serata di informazione e sensibilizzazione che vuole offrire strumenti per conoscere meglio la malattia, ma anche per imparare a guardare con occhi diversi chi ne è colpito.
Perché l’Alzheimer non entra mai da solo in una casa. Con esso arrivano interrogativi, preoccupazioni, cambiamenti nelle abitudini quotidiane. E spesso sono i familiari, giorno dopo giorno, a sostenere il peso maggiore dell’assistenza, affrontando difficoltà che non sempre risultano visibili agli occhi degli altri.
Nelle Giudicarie, terra di piccoli paesi dove molte persone si conoscono da una vita, questo tema assume un significato particolare. La famiglia rimane un punto di riferimento fondamentale, ma anche il vicino di casa, l’amico, il volontario e la comunità possono contribuire a costruire attorno alla persona fragile una rete di attenzione e solidarietà.
A volte basta poco: un saluto, una parola paziente, la disponibilità ad ascoltare, la capacità di comprendere un comportamento che può apparire insolito.
Comprendere diversamente significa anche questo: non giudicare ciò che la malattia cambia, ma continuare a riconoscere ciò che rende unica ogni persona.
All’incontro interverranno quattro professioniste del settore socio-sanitario, portando il contributo delle rispettive competenze: la dott.ssa Manuela Buganza, dirigente medico della Neurologia di Trento; la dott.ssa Mimoza Doci, terapista occupazionale dell’Ospedale di Tione; la dott.ssa Marta Zamboni, infermiera del progetto territoriale demenze delle Cure primarie di Tione; e la dott.ssa Nadia Sartori, assistente sociale di Spazio Argento della Comunità delle Giudicarie.
A moderare la serata sarà la dott.ssa Adele Devilli, assessore alle politiche sociali del Comune di Bleggio Superiore.
Il confronto tra professionalità diverse permetterà di avvicinarsi al tema dell’Alzheimer non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche attraverso gli aspetti assistenziali, relazionali e sociali.
L’invito a partecipare è rivolto a tutti: a chi vive quotidianamente accanto a una persona con demenza, a chi opera nel volontariato, a chi desidera informarsi e anche a chi, semplicemente, vuole comprendere meglio una realtà che può riguardare ciascuna famiglia.
Perché una comunità solidale non si misura soltanto dalla capacità di intervenire nelle grandi emergenze, ma anche dall’attenzione che sa riservare alle fragilità silenziose, quelle che abitano dietro la porta di una casa e che spesso non chiedono nulla.
L’Alzheimer può rendere incerti i ricordi, ma non deve cancellare il posto che una persona occupa nella propria famiglia e nella comunità.
E forse il messaggio più importante della serata di Ponte Arche è proprio questo: imparare a conoscere la malattia per continuare a riconoscere, prima di tutto, la persona.
L’appuntamento è per mercoledì 28 ottobre, alle ore 20.30, nella sala consiliare del Comune di Comano Terme, al secondo piano, in via Giovanni Prati 1, a Ponte Arche.
Per informazioni è possibile contattare Spazio Argento al numero 0465 339575 oppure all’indirizzo e-mail spazioargento@comunitadellegiudicarie.it.
